A Natale col cashback governativo: autorevole parere del noto Ufficio Studi CGIA, Mestre.

di admin
”Contrastiamo l’evasione, “regalando” 4,7 miliardi ai ricchi”. Riportiamo un parere col il nostro commento circa questa offerta del 10% fatta ai consumatori italiani che pagano con moneta elettronica nei negozi di vicinato

Trattiamo del “cashback” – non si sa, perché sia stato introdotto tale vocabolo inglese, di difficile comprensione – ossia, dell’iniziativa governativa di riconoscere un rimborso o riconoscimento incentivante, a chi, entro un certo periodo di tempo, opera un certo numero di transazioni, e, anziché pagare “cassa contanti” i suoi acquisti, li salda, a mezzo carta di credito o app di pagamento. Ciò, ad evitare possibile evasione fiscale – si tratta di IVA, con la sua, super esosa, aliquota del 22%, troppo alta per i portafogli italiani – e per abituare la gente a regolare i propri acquisti, d’oggi e futuri, in tal modo. In sé, l’iniziativa non è di portata negativa, ma… Fra parentesi: in Germania, l’aliquota IVA è del 19% e, per il periodo luglio-dicembre 2020, del 16%, causa virus… Quanto  al “contante”, esso  è considerato, sempre in Germania,  indice di “libertà”, anche in fatto di scelta, nella spesa… Una breve premessa, per evidenziare, come venga da pensare che la facilitazione-premio, che sarà riconosciuta dallo Stato, a chi esegue i suoi pagamenti, con carta di credito, possa dividere i cittadini, in due grandi categorie, ossia, in cittadini, capaci di acquisti di una certa, importante e continua entità, e cittadini, che possono permettersi solo compere di modesto o modestissimo volume, e, per giunta, forzatamente saltuarie, talché, i primi, oltre che raggiungere rapidamente il minimo richiesto, di pagamenti, con carta di credito, godranno, di maggiori probabilità di rimborsi, mentre i meno in grado di spendere, avranno tempi lunghi, per raggiungere i minimi previsti e importi, da sommare, molto più limitati. L’operazione, ha pure un costo non da poco, specie, con i tempi che corrono: oltre 4 mld… In merito, importante e dettagliato è quanto riporta il seguente, dettagliato, riassunto dello studio, con tanto di grafici, eseguito da CGIA, Mestre, che, in fatto di fenomeni economici, è da decenni di massima competenza: “Questo è il primo fine settimana, in cui, fa il suo esordio il cashback natalizio e, nonostante la partenza sia stata in salita, molti operatori e altrettanti consumatori manifestano grandi aspettative, nei confronti di questa misura che, ricordiamo, sarà operativa, anche nel 2021 e nel 2022. Tuttavia, le criticità di questa iniziativa sono molte e non tutte legate alle difficoltà di registrazione, avvenute in questi giorni. Afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo: “Nei prossimi 2 anni, le risorse necessarie, per finanziare il cashback ammonteranno a 4,7 miliardi di euro. Una spesa smisurata, che tutti gli italiani saranno chiamati a pagare, per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, concorrendo così alla riduzione dei pagamenti in nero, effettuati con il contante. Nella pratica, però, sarà un provvedimento, che favorirà, soprattutto, coloro che possiedono una elevata capacità di spesa. Persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, e dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti. Un modo veramente molto singolare di combattere l’evasione fiscale”. “E’ vero, sottolineano alla CGIA, che, dal 2021, la restituzione dei soldi sul conto corrente avverrà, fino alla soglia del 10 per cento della spesa sostenuta, con almeno 50 operazioni effettuate, entro un tetto di 1.500 euro, ogni sei mesi (quindi 300 euro, al massimo, di ristoro per ogni anno), ma, sempre dal prossimo 1° gennaio e senza alcun importo minimo di spesa, i primi 100 mila partecipanti, che, in ogni semestre, totalizzeranno il maggior numero di transazioni valide, riceveranno addirittura un super cashback di 1.500 euro”. Sottolinea il segretario di CGIA, Renato Mason: “Rispetto al 2019, quest’anno, il nostro erario registrerà, a causa degli effetti negativi, provocati dal coronavirus alla nostra economia, una contrazione del gettito tributario, pari a 48 miliardi di euro, di cui, oltre 7, a seguito della riduzione degli incassi, dovuti alle attività di contrasto all’evasione fiscale. Ebbene, a fronte delle difficoltà, in cui versano le nostre casse pubbliche e il crollo delle entrate, ha senso aumentare l’indebitamento di quasi 5 miliardi, in 2 anni, per agevolare chi, normalmente, spende di più? Queste risorse, forse, non potevano essere impiegate, per aiutare, in misura più diretta e incisiva, i commercianti, e, in generale, tutti i lavoratori autonomi, che utilizzano come sistema di pagamento il Pos”?  A conferma, che il cashback andrà a vantaggio dei più abbienti, l’Ufficio Studi della CGIA si è avvalso dei dati messi a disposizione dall’Istat 1, per l’anno 2019. Le differenze emerse, a livello territoriale, sono evidentissime: se, a Nordovest, la spesa media è stata di 2810 euro al mese, nel Sud, ha toccato i 2.067 euro (un gap di 743 euro, pari ad una variazione del 26 per cento). Nello specifico, se compariamo la spesa della Regione più elevata, con quella, che ha speso meno, risulta che nella Provincia autonoma di Bolzano, è stata di 3517 euro, in Puglia di soli 1996 euro. Anche se analizziamo la predisposizione agli acquisti, per titolo di studio, emergono grosse differenze, tra soggetti, con livelli di istruzione alti, rispetto agli altri. Un capofamiglia laureato, l’anno scorso, ha speso mediamente, per gli acquisti mensili 3587 euro, un diplomato 2835, una persona, con licenza media, 2349, e  con la sola licenza elementare 1678 euro. E’ altrettanto evidente il divario di spesa, per i consumi, presente in Italia, anche in base alla condizione professionale della persona di riferimento. Se, infatti, il capofamiglia è un imprenditore o un libero professionista, la spesa media è pari a 3918 euro, e scende a 2354 euro, se è un pensionato, e, addirittura a 2321 euro, se è un operaio. Altrettanto significativo, infine, è il differenziale di spesa, esistente tra le famiglie, in base alla dimensione del comune di residenza. Mentre nei grandi centri metropolitani, si spendono mediamente 2909 euro al mese, nelle periferie delle grandi città e nei comuni, con più di 50.000 abitanti, si scende a 2581 euro e, nei piccoli comuni, fino a 50.000 abitanti, infine, la spesa scende a 2443 euro. Insomma, i capi famiglia più istruiti, con professioni di alto livello, che risiedono nelle grandi aree metropolitane, principalmente del Nord, delineano l’identikit dei nuclei famigliari, che saranno maggiormente premiati dal cashback. “Altresì – concludono, alla CGIA – abbiamo anche l’impressione che, già oggi, queste persone paghino, frequentemente, con carte di credito o bancomat. Pertanto, spenderemo un botto, ricompenseremo, soprattutto, i più abbienti, riducendo, in minima parte, i pagamenti in nero”.
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1 Report – Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2019, Roma 9 giugno 2020. La stima della spesa media mensile, registrata l’anno scorso,  dalle famiglie residenti in Italia, è stata di 2560 euro, in valori correnti, di cui 464 euro, per l’acquisto di prodotti alimentari/bevande analcoliche, e 2096 euro, per beni e servizi non alimentari. Tra le spese non alimentari, spicca quella per abitazione, acqua, elettricità, altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria, pari a 896 euro. In quest’ultima voce, sono inclusi anche gli affitti figurativi ma, non il mutuo”.

Considerazioni e sottolineature ben ragionate e che meritano attenzione. I dati, di cui sopra, danno ragione a CGIA. D’altra parte, pur preoccupati per il costo globale dell’operazione, visto che siamo in viaggio, dobbiamo sperare che riconoscere un premio a chi pagherà, con carta di credito o app di pagamento, porti effettivamente a risultati positivi. Ma, sarebbe importante trovare una soluzione più favorevole, peraltro, certamente, non del tutto facile da progettare, per coloro, che hanno minore capacità di spesa, ad evitare quanto, sopra, rilevato.
Pierantonio Braggio

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