Un allegro ed elegante inno distingue la “Confraternita déi Òssi de pòrco e Champagne”, Custoza, Verona. Lo caratterizza un testo, in dialetto veronese, strettamente di casa, che introduce perfettamente nell’antica tradizione, cui s’ispira la Confraternita

di admin
Quando si fa qualcosa, bisogna farla bene e al completo, per soddisfazione, non solo degli altri, ma, anche propria. Completezza, questa volta, significa disporre di un proprio inno, da parte della Confraternita déi Òssi de pòrco e Champagne, Custoza, per dettagli, sulla quale, rinviamo il gentile Lettore, all’articolo: La Confraternita dei Òssi de pòrco e…

Un inno, strettamente, di casa, il cui testo, in dialetto veronese, ottimamente s’accompagna alla denominazione del Confraternita e a quanto la stessa si dedica, con una musica, adatta all’atmosfera, che fa immaginare la denominazione stessa, nella quale, allegria e degustazione, ovviamente, anche di Champagne e di vini diversi, sono alla base degli incontri fra confratelli. Riproduciamo, di seguito, il testo dell’inno, che bene fotografa l’attività della Confraternita:
                                                                                                                                                                                 “L’inverno su la porta, la neve a la finestra
ne l’aria udòr de festa, l’è ora de “far sù”
Salàdi, codeghini, brigàldoli e nervéti
par grandi e buteléti, risòto e tastasàl
I’è tùti indafaràdi, atènti, organizàdi,
‘n orchestra ben dirèta dal Mastro salamàr
Ci tàia zò la cicia, ci màsena, ci insàca
ci lìga, tàca via, ci zà vorìa magnàr.

Adèsso, ghe vol tempo, che tùto sé stagiona…
Ma, gh’è ‘na ròba bona, che zà se pol gustàr
Sul fogo la ramìna, nel bòio fuma i ossi
Col sal in grani gròsi, i’è ‘na specialità.
Un òso tira l’altro, che zà se perde el conto
Sui bafi un vèl de onto, ghe vol un po’ de vin
Gh’è ci ghe piàze el bianco, gh’è ci ghe piàze el ròso
Gh’è quei che lo vol mosso, così ‘l fa digerìr.

La bollicina sgrassa, se sa, no’ l’è mai massa
Alora esageremo, brindemo col Champagne
Ossi de porco e Champagne, ma che bela compagnia
Ossi de porco e Champagne, arìva in tàola l’alegria
Ossi de porco e champagne, diventarà ‘na tradissiòn,
parché la cicia tacà a l’òsso, la se sposa col vin bòn,
parché la cicia tacà a l’òsso, la se sposa col vin bòn,
parché la cìcia tacà a l’òsso, la se sposa col vin bòn”!

Da notare che, oltre stilare il testo, ha steso la musica e provveduto al canto dell’inno, Massimo Ferrari, Verona. Pubblichiamo quanto sopra, certamente, per trasmettere la notizia, ma, soprattutto, per porre in luce, come le Confraternite – più d’una dozzina, nel Veronese – siano custodi e continuatrici di straordinarie tradizioni, fra le quali, nel nostro caso, quella della parlata veronese, tuttora viva e legata alla realtà della vita d’ogni giorno. Come appassionati del nostro dialetto e delle tradizioni, ringraziamo Allegro Danese, vicepresidente della Confraternita déi Òssi de pòrco e Champagne, e Massimo Ferrari, per la bella iniziativa dell’inno descritto, che contribuisce a perpetuare un passato veronese romantico e, vorremmo dire, invidiabile. Purtroppo – grande mancanza, forse, dovuta alla nostra imperizia informatica – non ci è stato possibile, inserire, in questo scritto, il file, relativo all’interessante musica, che impreziosisce l’inno in tema.
Pierantonio Braggio

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