Il Museo della Radio, Verona, chiede a Verona un’allocazione, consona alla propria importanza, non solo veronese, ma, pure, internazionale
di admin
La città scaligera, fra i suoi diversi, importanti Musei, forse, non sa di poter contare anche sul prestigioso Museo della Radio, creato dal collezionista, oggi, presidente del Museo stesso, Alberto Chiàntera. Un Museo, che, ospitato presso l’istituto Galileo Ferraris, Verona, attirava mediamente dai 7000 ai 9000 visitatori annui, essendo riconosciuto ufficialmente dalla Famiglia di Guglielmo Marconi e noto in tutto il mondo. Oggi, 11 ottobre 2020 – scrive il direttore del Museo desso e presidente dell’Associazione Museo della Radio, Francesco Chiàntera – il Museo della Radio, ha inviato all’assessore alla Cultura, Francesca Briani, l’autocandidatura ad essere locato in una porzione di Castel S. Pietro, viste le dichiarazioni, che evidenziano l’apertura al dialogo e alle idee, per coprire la stesura museale, tematizzata, sulla nostra città. Aggiunge, quindi, Francesco Chiàntera: "non ha senso avere un Museo di questo livello, “sacrificato e chiuso”, nel sotterraneo di una scuola, sotterraneo, che limita visite e aperture. È giunto il momento di prendere in mano una “risorsa”, da 7000 visitatori annui, conosciuta, in tutto il mondo ed unica nel suo genere, per qualità storica e quantità di patrimonio esposto, nonché, da oltre 20 anni, parte della Cultura e del Turismo Veneto. Spero di avere la possibilità, di esporre la mia idea, per “donare” alla mia città, che “amo”, un Museo, simbolo di storia e di Colui, “Guglielmo Marconi”, che, con la sua “invenzione”, ha rivoluzionato il globo". Non possiamo che dirci d’accordo, con il direttore Francesco, sull’esigenza di un’area espositiva, atta a presentare al visitatore oggetti ed apparecchiature di valore universale – compresa la famosa “antenna” di Marconi – che sono storia della Comunicazione, della Radio, della Televisione e, oggi, indirettamente, della stessa, attuale Rete elettronica e telefonica mondiale, in uno stato di vera mostra internazionale, creatrice, fra l’altro, d’alta cultura. Auspichiamo, quindi, che il Museo della Radio, trovi, al più presto, in Verona, un’allocazione degna dei suoi, ormai, altrove, introvabili contenuti, che sono storia, storia dell’Umanità.
Pierantonio Braggio
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