Intervista al presidente del Consorzio di Tutela dell’IGP Riso Nano Vialone Veronese, Renato Leoni, Isola della Scala, Verona..

di admin
L’Istituzione cura la raccolta del cereale e la sua promozione, in Italia e all’estero.

D. Signor Leoni, siamo nella terra del Riso Vialone Nano, Isola della Scala, e, a dire il vero, ci sentiamo commossi, per tre motivi: perché, ci troviamo nel ristorante, denominato “Pila dell’Abate”, che porta una denominazione strettamente legata ad un congegno, la “pila”, che lavora il riso grezzo, direttamente proveniente dalla risaia, rendendolo commestibile; perché “dell’Abate”, ci fa pensare all’antica Abbazia di Santo Stefano, Parrocchia di Isola della Scala, e, perché ogni anno – non in quello in corso, a causa del Corona virus – si tiene ad Isola, ormai, da più di cinquant’anni, la grandiosa Fiera del Riso – motore economico della Sua terra – che frequentiamo, ormai, con affetto, da diversi lustri. Sappiamo, poi, che Lei è non solo patron chef de la “Pila dell’Abate”, ma, anche, grazie alla Sua esperienza, in fatto di riso, presidente del Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese – IGP significa: Indicazione Geografica Protetta – con sede in Isola della Scala, terra produttrice dell’eccellente cereale. Ci piace, con l’occasione, aggiungere che ricordiamo una sera di circa quarant’anni orsono, quando durante una Fiera del Riso, ancora allo stato di larva, conoscemmo il cav. Pietro Secchiati, creatore del caratteristico “Risotto all’Isolana”, che egli proponeva, in un modestissimo stand… Alla luce di quanto sopra, gradiremmo conoscere alcuni dati sulla produzione, sulla lavorazione e sulla commercializzazione del riso, qui ad Isola della Scala, e sulla sua qualità, nonché sull’azione del Consorzio – risoveronese.igp@gmail.com – da Lei presieduto…


D. Presidente Leoni, da quando si produce riso ad Isola della Scala? Quale superficie occupa tale importante coltivazione? Sono tutte di proprietà le aree coltivate?


R. Da fonti storiche, si evince che la risicoltura, nel veronese, ebbe inizio nel primo ventennio del 1500. La superfice coltivata, a vialone nano, è di circa 2000 ha. L’80% è di proprietà.


D. I terreni a riso, con le loro acque, sono di origine naturale? Quale ruolo vi gioca l’intervento dell’uomo?


R. Sì, le caratteristiche del terreno del Veronese si differenziano dalle altre zone risicole per il PH del terreno che è sempre alcalino. Le acque, che bagnano il territorio, sono di risorgiva, anch’esse alcaline. L’uomo ha un ruolo importante, nella coltivazione, inquanto adotta e mantiene tecniche agronomiche di rotazione colturale.


D. Da quando è in essere la denominazione “Riso Vialone Nano”? Quando è stato introdotto, per il Vostro riso, il marchio europeo IGP, Indicazione Geografica Protetta?


R. La varietà Vialone Nano è nata nel 1937. La denominazione IGP – prima e per molti anni unica in Europa – ci è stata riconosciuta nel 1996.


D. Il riso IGP dev’essere prodotto e lavorato, secondo il disciplinare previsto dal Marchio IGP. Può darci dettagli in materia?


.R: il riso IGP, come da disciplinare, deve essere coltivato, lavorato , confezionato, esclusivamente, nel territorio riconosciuto dei 24 Comuni produttori.


D. Lei è sì Presidente di un essenziale Consorzio, ma è anche “chef” riconosciuto: due fattori, che bene si coniugano, in fatto di esperienza, sia in cucina, che in Consorzio. Descriverebbe, brevemente, le caratteristiche del Riso Vialone Nano di Isola della Scala?


R. Analisi organolettiche dimostrano che la perla, all’interno del chicco, riesce ad assorbire i condimenti, garantendo un’ottima tenuta di cottura.


D. A quanto ammonta la produzione, per ettaro, e quale è la produzione annuale di riso IGP, nel territorio isolano?


R. La produzione raggiunge i 60 qli. / ha. Nel 2019, la produzione IGP, nel territorio, è stata di 3400 t. di cereale certificato mentre la totale produzione stata di 8300t.


D. Quando è sorto il Consorzio? Quanti sono i soci del Consorzio e quanto riso, pronto ad essere commercializzato, producono, in totale?


R. Il Consorzio è nato, nel 1987, e, nel 1996, si è trasformato in “Consorzio di Tutela Nano Vialone veronese IGP”. I soci sono attualmente 23 e producono, come detto, 3400 t . di riso.


D. Il riso, per Isola della Scala, attraverso il Consorzio, costituisce una grande fonte economica, che, fra l’altro, significa lavoro, occupazione e creazione di ricchezza, e, non ultima, animazione, per il territorio isolano. Certamente, una parte del prodotto viene commercializzato in Italia, ma, riteniamo che una parte di esso venga esportata: quanto se ne piazza in Italia e quanto all’estero?


R. Preciso che il Consorzio non riguarda solo l’area di Isola della Scala. Di esso fanno parte altri 23 Comuni, bagnati da acque risorgive. A Isola della Scala, si svolge, dal 1967, l’annuale Fiera del Riso. che richiama nel Paese circa 500.000 visitatori. Questo crea un indotto economico importante, oltre a creare occupazione… Il 10% del riso, da noi prodotto, trova un mercato estero. E’ l’unico riso IGP, ad essere inserito nel trattato CETA – Trattato internazionale tra Europa e Canada dal 2017.


D. C’è la forte concorrenza del riso asiatico: quale impatto ha tale concorrenza, sul consumo e sull’export di riso italiano e, quindi, isolano?


R. non c’è dubbio che l’importazione da Vietnam, Myanmar, ecc. ha creato problemi al mercato del riso italiano, ma, grazie alla qualità, il nostro riso IGP non ne ha risentito.

D. Quanto cereale viene assorbito dall’economia veronese, in un anno, tenuto conto che il “risotto”, piatto simbolo di Isola della Scala e di Verona, nei suoi diversi aspetti, nella nostra terra, è all’ordine del giorno?


R. Non ho dati ufficiali, per stimare quanto nostro riso viene assorbito, dal territorio veronese, anche perché il Consorzio deve controllare, tutelare e promuovere il riso IGP e non la commercializzazione.


D. Se può dirlo: a quanto ammonta il fatturato annuo del Consorzio?.


R. il consorzio è un ente “no-profit” e il suo bilancio varia, a seconda dei contributi regionali ed europei, assegnati per le sue funzioni.


D. Consorzio e Fiera del Riso: due elementi essenziali per Isola della Scala… Tenuto conto, poi, che la Fiera del Riso costituisce, da tempo, come Ella ha, prima detto, un vero, irripetibile monumento culinario, specializzato ed internazionale, promotore del cereale stesso e di Isola della Scala, con i suoi più di quattrocentomila piatti venduti, per edizione, gradiremmo dettagli, sulle relazioni fra l’operoso Ente Fiera isolano ed il Consorzio, che, riteniamo, ricaverà, certamente, vantaggi promozionali dalla manifestazione annuale stessa…


R. Da qualche anno, a questa parte,il rapporto fra il Consorzio e l’Ente Fiera di Isola della Scala si è consolidato, per la continua ricerca di sinergie, affinché la Fiera del Riso rappresenti, al meglio, la produzione di riso IGP.


D. Non vorremmo trascurare, quindi, il contributo di costruttiva collaborazione, con il Consorzio, del Comune di Isola della Scala, oggi, guidato dal sindaco Stefano Canazza. Cosa può dirci, in merito, presidente Leoni?


R. Il rapporto è altresì diventato costruttivo, anche con l’Amministrazione comunale e, di conseguenza, il Sndaco ed il Vice-sindaco, credono nell’importanza del Consorzio IGP per lo sviluppo, anche economico e sociale, del territorio di Isola della Scala.


D. Avete relazioni con Associazioni o Organizzazioni nazionali, che possano, con la loro azione enogastronomica, promuovere ulteriormente il Vostro riso? Importante, se non vado errato, è l’accordo in essere fra il Consorzio e la grande ed annuale Sagra dei Bìsi di Colognola ai Colli, nota e premiata, per i suoi piatti di “Rìsi e Bìsi”, di veneziana e quattrocentesca memoria, nonché, per le sue note “Paparèle có’ i bìsi”…


R. Come Consorzio del riso patrociniamo diverse manifestazioni culinarie, atte a promuovere, sul territorio e a livello nazionale, il riso IGP,
partecipando ad eventi, anche fuori Italia.


La ingraziamo, presidente Leoni, per l’incontro, e, per averci indicato la Riseria La Pila, Società Agricola a responsabilità limitata, Isola della Scala, che abbiamo avuto modo di visitare. Guidati dal sig. Samuele abbiamo potuto vedere, con piacere e in dettaglio, la “risaia”, la terra ad acqua sorgiva, nella quale prospera il cereale Vostro “riso”, e, quindi, il conferimento, l’elaborazione del risone, o riso grezzo, rendendoci conto, di quanto impegno e paziente lavoro, richieda la coltivazione, la costante attenzione alla risaia stessa, la raccolta, la lavorazione del bianco cereale e, quindi, al suo stoccaggio e alla sua conservazione, sino alla sua commercializzazione. Fattori, che il consumatore deve conoscere, per rendersi conto, che se è semplice e piacevole consumare un buon “risotto”, magari “all’Isolana”, non ugualmente semplice è “coltivare” il riso, dalla sua semina, al raccolto. L’opera del risicoltore, esperto, non ha limiti di tempo. . Come non ha limiti il plauso, che si deve al presidente Leoni, per avere egli rilevato un’antica “pila”, ossia, un grande, secentesco impianto, che attivato da una ruota a pale, mossa dall’acqua, è servito, per secoli, alla molitura del “risone”, o riso, da poco raccolto…
Detto impianto – avuto in condizioni disastrose – una volta ripulito, è stato riportato perfettamente al suo iniziale stato, personalmente, dallo stesso presidente Leoni, che oggi lo custodisce come testimonianza di storia e di cultura risicola e, molto spesso, a scopo didattico, nella sua “Pila dell’Abate”, situata, a pochi passi dal centro di Isola della Scala.

Pierantonio Braggio

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