Danilo Marino, che vigile del fuoco, che ha pesantemente arrischiato la vita, per salvare una persona dall’Adige in piena, è stato trascinato dalle acque del fiume in piena, per sedici chilometri

di admin
Il suo generoso ed eroico gesto è stato premiato dal sindaco di Verona, Federico Sboarina.


Spesso, si parla di assenza, nella società, di senso della solidarietà e, quindi, di mancanza d’attenzione dell’uomo, verso il suo simile, l’uomo. Ma vi sono animi, che sentono tale universale dovere e che, per porlo in atto, non pensano a se stessi… Per offrire una visione completa dei fatto, del quale stiamo occupandoci – un gesto generoso ed eroico, di sfida alle terribili acque dell’Adoge, compiuto dal trentanovenne vigile del fuoco, Danilo Marino, per salvare, nella notte del 30 agosto, un suo simile, preda dell’acqua – riportiamo, di seguito, il comunicato ufficiale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Verona:


Marino, modesto, ma eroe, ha dimostrato, con la sua pronta spontaneità di qualche giorno fa, che importante, nella vita, è essere, per quanto possibile – il suo operato è stato ben oltre il possibile, fino ad arrischiare la vita! – a disposizione del prossimo, per trovare soddisfazione nello spirito, quella soddisfazione, che il semplice ‘materiale’ di tutti giorni non sa dare… Danilo, gettatosi nelle acque, si legge sopra, e sentiamo il dovere di ricordalo, per salvare una vita – cosa, sfortunatamente, non riuscita – è stato trascinato dal possente scorrere del fiume, per sedici chilometri, dalle ore 21,30 alle 2,15, da Verona, Ponte Pietra, a Zevio… In tale quadro, d’alto, lodevole esempio, il sindaco, Federico Sboarina, a nome del Comune di Verona e della cittadinanza, ringraziando il vigile Marino, per quanto fatto, ha consegnato al giovane vigile una pergamena d’onore, accompagnato da un’artistica medaglia, la Medaglia della Città, riproducente San Zeno, patrono di Verona. Erano presenti alla cerimonia la moglie di Marino, Nadya, l’assessore alla Sicurezza ed alla Protezione Civile, Daniele Polato, il direttore interregionale dei Vigili del Fuoco di Veneto e Trentino Alto Adige, Loris Munaro, e il comandante provinciale del Corpo dei Vigile del Fuoco, Verona, Luigi Giudice. Il sindaco Sboarina:”Gesti, come questi, non devono passare inosservati. C’è un limite, oltre il quale la professionalità diventa generosità incondizionata. Non tutti sono disposti a mettere a rischio la propria, vita per salvare quella altrui. Quanto accaduto, nella sera del 30 agosto, è la certificazione di ciò, che i Vigili del Fuoco fanno quotidianamente, per soccorre i cittadini, in qualsiasi situazione, anche la più rischiosa, anteponendo la salvezza altrui alla loro”. Quindi, ancora il Sindaco, volgendosi a Marino: “Sfido a trovare un solo veronese, che, oggi non vorrebbe abbracciarTi, per ringraziarT,i non solo del gesto e di quanto vissuto personalmente, durante il soccorso in Adige, ma, anche dello straordinario esempio, che tutto ciò rappresenta, soprattutto per le generazioni più giovani. Ciò, che hai fatto, ha dell’incredibile e testimoni, come la generosità possa arrivare a questi livelli. Per il Comando di Verona, queste sono settimane davvero impegnative, chiamato ad affrontare l’emergenza maltempo che ha duramente colpito la città e la provincia. Sono centinaia gli interventi effettuati, in questi giorni, per mettere in sicurezza il territorio e per prestare soccorso, dove ce n’era bisogno. Quando la città è chiamata ad affrontare emergenze e difficoltà, Voi ci siete sempre, e i cittadini lo sanno”. Danilo Marino: “Il sindaco mi ha riconosciuto questo merito, che condivido con tutto il Corpo di Verona e tutte le squadre di soccorso, che, in questi giorni, stanno lavorando incessantemente. Non mi sento un eroe, ma solo molto fortunato, per come sono andate le cose, anche se il pensiero va al ragazzo, che non sono riuscito a trarre in salvo. In più momenti, ho pensato di non farcela, soprattutto alle due dighe, dove ho temuto di rimanere incastrato e non uscirne. Ero stanco, le gambe cominciavano ad addormentarsi, per il freddo, ma sentivo da fuori le sirene. E vedevo le luci dei lampeggianti dei colleghi e il pensiero della famiglia, a casa, mi ha dato la forza per non mollare. È andata bene”. Un atto di straordinaria generosità, che, caratteristica particolare dei “Vigili del Fuoco”, sempre disponibili, nei momenti più difficili e negli eventi più tragici, che colpiscono il cittadino e la società. Un atto, che va inchiodato nella mente, perché, troppe volte, l’impegno dei “Vigili” non è dovutamente considerato, come dovrebbe, nella sua sempre grande portata. Pierantonio Braggio

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