Povera Agricoltura…!

di admin
Confagricoltura: “Angurie vendute a 1 centesimo… Uno schiaffo ai produttori”. “Svilente vedere l’impegno e il lavoro, svenduti così”!

Purtroppo, in fatto di prodotti agricoli, si torna sempre più spesso in tema, per la scarsissima remunerazione, riconosciuta agli agricoltori – sempre solerti, attenti e pronti ad ogni sacrificio, per fornire alla società di che vivere – ma, una soluzione radicale al problema è difficile da trovare. Non è da oggi, che se ne parla… Così, è da sempre. La cosa diventa insopportabile ed umiliante, per il mondo agricolo. Premesso, che, purtroppo, non oggi, ma, qualche anno fa, abbiamo notato, con sorpresa e, al tempo, con dolore, un’offerta di angurie a 0,05 euro (!!!), oggi, 13 agosto 2020, apprendiamo da Confagricoltura la notizia di Angurie, vendute a 1 centesimo – di euro – al chilogrammo, come un omaggio alla clientela. Secondo Giuseppe Caprotti, figlio di Bernardo, il cofondatore di Esselunga, le angurie sarebbero state pagate ai produttori dai 20 ai 25 centesimi al chilo, quando il prezzo giusto è superiore ai 31. “Siamo amareggiati – sottolinea Francesca Aldegheri, referente di Giunta per il settore frutticolo di Confagricoltura Verona. Veniamo già da una stagione difficile, per l’ortofrutta, tra l’emergenza Covid, che, con la chiusura del canale Horeca, ha causato una forte riduzione dei consumi, e il maltempo primaverile, che ha falcidiato parecchie produzioni. Vedere, ora, che le angurie, in piena estate, vengono vendute a 1 centesimo, al chilo, ci fa male. È come, se alla vigilia di Natale, si vendessero i panettoni a 1 centesimo. Non ci dicano che le angurie vengono retribuite, comunque, al giusto prezzo, perché le promozioni della grande distribuzione vengono sempre scaricate, sulla pelle degli agricoltori. Sono anni che l’industria fa il bello e il cattivo tempo, comprando la frutta a prezzi stracciati, che spesso non coprono neppure i costi di produzione. Le angurie hanno avuto una stagione altalenante, anche a causa del meteo, e, proprio adesso, stavamo vedendo una ripresa, dal punto di vista remunerativo. Ma, questa promozione rischia di sfavorirla”. Sui social network divampano le polemiche, con commenti al vetriolo delle Organizzazioni agricole, ma, anche di dirigenti dei gruppi agroalimentari, come Giorgio Santambrogio, Ceo del gruppo Vegé, che ha dichiarato:“Questa non è una promozione, ma un insulto ai lavoratori della filiera”. Puntualizza Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona: “Auspichiamo che l’Italia faccia diventare legge, al più presto, la normativa europea, sulle pratiche sleali, nella quale rientra anche la svendita sottocosto, un sistema di marketing utilizzato dalla grande distribuzione, che deprime il lavoro degli agricoltori. Il Consiglio dei Ministri ha adottato il recepimento della direttiva, ma, da mesi, si attende che il Parlamento completi il percorso legislativo. La direttiva è una grande opportunità di restituire il giusto peso e valore ai diversi attori della filiera agroalimentare”. Attori, gli agricoltori, che meriterebbero riconoscimenti nazionali, per il grande compito, cui assolvono, non solo di creare economia, ma, soprattutto di fornire alla società il meglio, per la propria alimentazione. Se non ci fossero gli Agricoltori…
Pierantonio Braggio

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