Museo della Radio, Verona, per Verona.

di admin
Un digital project /VR900, che si estende ai diversi, preziosi monumenti-simbolo della città scaligera. Dopo Porta Vescovo, prima sede museale visitabile virtualmente, a Verona, ecco la digitalizzazione, a costo zero, per l’Arena, Castelvecchio, Gran Guardia e Palazzo Barbieri.

Martedì, 4 agosto 2020, a Palazzo Barbieri, sede del Municipio di Verona,  è stata ufficialmente presentata dall’assessore alle Attività economico-produttive e Commercio, del Comune di Verona, Nicolò Zavarise, da una rappresentanza di Regione Veneto e da Francesco Chiàntera, presidente dell’Associazione Museo della Radio, un’avvenuta digitalizzazione, che consente di fruire, virtualmente, dei monumenti veronesi più significativi. La stessa deriva dalla collaborazione con Verona Film Commission ed è stata sostenuta, in fase progettuale, dall’assessore, al Patrimonio e al Demanio , Edi Maria Neri, e dall’assessore alle Sport e Tempo libero del Comune di Verona, Filippo Rando: un’operazione culturale, a costo zero, per l’Amministrazione comunale, essendo essa dono dell’Associazione Museo della Radio, come incentivo al rilancio post virus e omaggio alla cittadinanza e ai visitatori della nostra città, dal vivo o via web. Il digital project – nel contesto più ampio dell’innovativo progetto culturale #VR900 dell’Associazione Museo della Radio – è sorto, su progetto e sviluppo digitale dello Studio creativoAntracite di Damiano Ruzzarin e Vanni Sartori, ed è stato applicato in primis, nel settore museale diPorta Vescovo, Verona, per ovviare alla situazione di emergenza e di limitazione dovute al Covid; ora, la stesso, si estende all’Arena, a Castelvecchio, alla Gran Guardia e allo stesso Palazzo Barbieri, con l’intento di valorizzare storia ed arte di Verona, dall’anno 2000, riconosciuta come Patrimonio Unesco e candidata a Capitale della Cultura 2022. Damiano Ruzzarin e Vanni Sartori: “I tour, proposti, sono realizzati con l’ausilio di moderne tecnologie, che permettono di creare fotografie in ultra HD, traducendosi le stesse in visioni molto dettagliate, con la possibilità di ampi ingrandimenti. Nella fase finale, il visitatore potrà passeggiare nei monumenti riprodotti, interagendo, con audioguide e contenuti multimediali informativi, che rendono l’esperienza virtuale più ricca, offrendo letteralmente l’emozione della cultura”. Entrando inwww.museodellaradio.com, si scoprono tutte le declinazioni di #VR900: l’esposizione è aperta, per visite gratuite, previa prenotazione, al numero 389.0246638. Gli ampi spazi interni di Porta Vescovo permettono, inoltre, anche di ospitare iniziative a cura dell’Associazione Museo della Radio o, su richiesta, di soggetti esterni, offrendo una cornice unica ed originale. Il Museo della Radio, Verona, è stato creato nel 1999, dispone d’una collezione di pezzi unici, al mondo, offrendo, quindi, opportunità culturali d’altissimo livello, ed è visitato da più di 10.000 persone, l’anno. La speciale collezione del Museo “merita” una presentazione più funzionale dei suoi preziosi materiali, per la quale si rende necessario un ambiente adatto e tale da poter offrire al visitatore, italiano e straniero, di Verona, un ulteriore “grande” Museo, tecnico, questa volta, che, funzionalmente sistemato, sarebbe ulteriore motivo di studio e, quindi, di visite, in tema di comunicazione.
Pierantonio Braggio

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