A Custoza, Verona, assegnato il XXVI “Premio lirico Giuseppe Lugo”.
di adminLa sera del 24 giugno 2019, la famiglia Pezzini ha voluto festeggiare con un grande concerto e con serata di gala, il 50°anniversario di creazione del proprio Ristorante “Villa Vento”. Ristorante, che trova spazio, dal 1969, nell’antica villa, dalla stessa denominazione, come la battezzò il tenore Giuseppe Lugo (1899-1980), in omaggio alla canzone, di successo mondiale, dal titolo “La mia canzone al vento”, uscita, nel 1939, e della quale, guarda caso, ricordiamo, ancora oggi, parte dell’aria e qualche parola… Villa Vento – già dimora stagionale dei Canossa – posta nelle colline di Custoza, fu acquistata, da Giuseppe Pezzini nel 1969, dal tenore Giuseppe Lugo (1899-1980), nativo di San Rocco Rosolotti, Sona, Verona. Quanto al Premio “Giuseppe Lugo”, esso è stato creato, nel 1994, dallo stesso Giuseppe Pezzini, in omaggio al tenore di San Rocco, ed è destinato al migliore interprete lirico, in sede internazionale, scelto dal Comitato Giuseppe Lugo, del quale Giuseppe Pezzini è presidente. Sono già stati premiati, fra gli altri – il Premio è uno dei più considerati, nel mondo, in fatto di lirica – Plácido Domingo, José Carreras e Giuseppe di Stefano… Il giornalista Morello Pecchioli, durante la serata, ha raccontato la storia della famiglia Pezzini e del Tenore Lugo, cui la stessa era profondamente legata. Un numeroso ed interessato pubblico ha potuto godere, quindi, di un momento di “Bel Canto”, nel concerto, presentato da Davide Da Como. Il pubblico ha potuto apprezzare il soprano Lana Kos, il mezzosoprano Sofia Koberitze, il baritono Badral Chuluumbaatar e il tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze – già esibitosi, non solo in diverse città e capitali, ma, anche nell’Arena e al Filarmonico, Verona – al quale è stato assegnato il premio del XXVI Premio lirico Giuseppe Lugo. Erano presenti, all’importante evento musicale, il sindaco di Sommacampagna, Fabrizio Bertolaso, il soprano Cecilia Gasdia, sovrintendente di Fondazione Arena e presidente onorario del Premio Lugo; Andrea Bertanzon, virtuosista della viola, Leonardo Zoccante, direttore del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Az. Ospedaliera Universitaria, Verona, e coordinatore e referente scientifico del Centro regionale per l’Autismo, nonché altre personalità. Un evento dal grande significato, dunque – di amicizia ideale e perenne con il tenore Lugo, di ricordo dello stesso, e di grande cultura, data dalla vera musica, in questo caso, “lirica”, che, facendosi capire, ben al di là delle conoscenze linguistiche – nel nostro caso, onora Custoza e Verona. Non possiamo chiudere la nostra modesta considerazione, senza ringraziare l’amico Allegro Danese, Villafranca, che, non solo ci ha fatto conoscere il grande evento – qui sopra, fin troppo brevemente descritto, dati i suoi alti contenuti – ma, ha anche dedicato, molto amorevolmente, nel 2017, alcune pagine di un libro in cui si parla di Giuseppe Lugo e del fratello Adriano, pure tenore. In merito, quindi, riportiamo, quanto scrive nel suddetto libro il giornalista Morello Pecchioli: Villa Vento… divenne, negli anni Sessanta del 1900, la meta dei melomani, che non avevano dimenticato il grande cantante – Giuseppe Lugo – e dei cantanti lirici, che salivano a Custoza, per salutare il Maestro. Fra questi, vi era il villafranchese Adriano Danese, anch’egli bell’ugula tenorile, voce gagliarda, preparata. Danese, grande ammiratore di Lugo, lo considerava il più grande tenore di tutti i tempi e saliva spesso, da Villafranca a Custoza, per incontrarlo, vederlo e sentirlo raccontare episodi della sua vita e della sua carriera. Era presente, a questi incontri, il comm. Giuseppe Pezzini, amico di Lugo, che aveva acquistato il ristorante, quando il cantante lo mise in vendita, nel 1969. Pezzini ricorda, ancora, le visite di Adriano Danese a Giuseppe Lugo… ”Erano incontri molto cordiali. L’amicizia, tra loro, era viva. La musica li univa. Per Danese, il Maestro era un mito. Gli piaceva ascoltarlo, stimolarne i ricordi ed invitarlo a cantare. Ma, Lugo, anziano, tergiversava. Allora, Danese ricorreva ad un trucco: attaccava un’aria, alla quale l’altro non sapeva resistere. Faceva come il pescatore, che attacca all’amo un’esca, alla quale, il pesce abbocca. Dopo poche note, infatti, Lugo cantava, assieme a lui. Il tempo perdeva importanza, le voci erompevano dai petti, sgorgavano potenti, dalle corde vocali. Era un piacere, starli ad ascoltare”. Pezzini manifestò sempre amicizia e riconoscenza verso il cantante di Rosolotti. Lo ospitava, ogni volta, che il tenore tornava a Custoza, e promosse, dopo la sua morte, il premio “Giuseppe Lugo”, per giovani tenori… Giuseppe Lugo morì a Milano il 18 settembre 1980. Adriano Danese, a Villafranca, il 13 gennaio 2017. Ora, cantano insieme, in cielo. Crediamo, che il chiaro e sentito scritto di Pecchioli costituisca un ottimo contributo, per la migliore conoscenza dei due Tenori e per meglio capire i motivi ispiratori della descritta serata di Custoza. In due parole: la bella, vera musica, unita al canto, unisce e dona massima serenità agli animi, che si rafforzano nel ricordo… e creando, a tempo, cultura. Pierantonio Braggio
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