Sulle strade di Verona. Dati, al luglio 2019, presentati dalla Polizia Municipale.

di admin
Nel primo semestre e sino all’8 luglio 2019, pesante appare il numero degli incidenti stradali in Verona, dovuti, principalmente, al diffuso uso del telefonino – che, per sicurezza, non dovrebbe essere usato, neanche a viva voce, né con auricolare –, alla troppa disattenzione e alla sempre pericolosa alta velocità, che, su percorso cittadino, non può…

Nel primo semestre 2019, si sono verificati, a Verona, 749 incidenti (843) – le voci tra parentesi si riferiscono al 2018 – 170, senza feriti (220), 559 con feriti (608), 14 con prognosi riservata (12) e mortali 6 (3). Risultano maggiormente coinvolti i maschi, con 1217 (70%) individui, mentre per le donne, il numero risulta essere di 529 (30%). Quanto a nazionalità dei coinvolti, 1315 sono italiani e, i rimanenti, rumeni, moldavi, srilanchesi, marocchini, albanesi, brasiliani, pakistani, nigeriani e indiani. Quanto alla tipologia degli incidenti, 253 sono dovuti a scontro frontale/laterale; 111 a scontro laterale; 109, per veicolo contro ostacolo; 103, per tamponamento; 29, per scontro frontale; 69, per investimento pedone; 35, per fuoriuscita dalla sede stradale; 22, per caduta da veicolo, e 18, per atri motivi. Strade più pericolose e totale degli incidenti: via Unità d’Italia 17, viale Colombo 17, corso Milano 16, via Mameli 16, tangenziale sud 13, via Dal Cero 12, viale Galliano 11, stradone Santa Lucia 11, via Albere 11 e via Belgio 9. Cause degli incidenti: perdita controllo dell’autoveicolo e velocità 172; non rispetto dello stop e del dare precedenza 40+50; mancata precedenza 50; cambio direzione o corsia 45, precedenza a destra e all’intersezione 41; causa alcol + farmaci/droghe 33+5; segnaletica orizzontale + semaforo rosso 23+13; revisione scaduta 27; danni a opere e strutture stradali 26, mancata precedenza ai pedoni, su attraversamento pedonale 21. Dati, che fanno tremare, che invitano ad attenzione e a riflettere che “incidente” non significa solo danno a se stessi, ma, anche danno al prossimo.
Pierantonio Braggio

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