Nella Tenuta San Martino, serata di massimo successo per un vino, che deve diventare lo “Spumante di Verona”, quale biglietto da visita della città scaligera.

di admin
“Le mille bolle del Durello” hanno dominato il grande, festoso incontro, tenutosi, dalle 19,30 alle 24,00, di giovedì 20 giugno 2019, presso la splendida Tenuta San Martino di San Vito di Legnago. Il tutto, organizzato, in ogni particolare – e con attenzione, persino, al colore giallo, caratteristico dell’autoctona uva “Durella” matura – dal Consorzio di…

Proponevano il proprio “Durello”, creando, ovviamente, curiosità ed interesse d’assaggio, ben quindici aziende produttrici, quali Cà d’Or, Cantina di Monteforte, Cantina di Soave, Casa Cecchin, Casarotto, Cavazza, Corte Moschina, Dal Maso, Fongaro, Franchetto, Giannitessari, Sacramundi, Tamaduoli di Bastianello, Fattori, Tenuta Natalina Grandi, Tirapelle Nicola, Vitevis e Zambon. Durello, con degustazioni guidate e musica, hanno raccolto grande folla di giovani, attorno ai calici, appunto, sino alla mezzanotte, quasi a confermare che quello, che vorremmo, cordialmente, definito ”Spumante di Verona”, capace d’entusiasmare i palati, prende sempre più radice. L’iniziativa – durante la quale, il Durello è stato, molto opportunamente e dettagliatamente illustrato dal presidente del Consorzio Durello Lessini, Paolo Fiorini, dal premiato produttore, Matteo Fongaro, e da esperti sommliers – ha ottenuto un successo, ben superiore alle aspettative, dimostrando che gli Organizzatori hanno fatto centro e che il Durello riscuote il consenso di sempre più grande schiera di appassionati. Del resto, chi stappa una bottiglia di Lessini Durello DOC, trova sempre uno spumante fresco, godibile e pieno di carattere, con aroma di mela renetta ed agrumi, una grande mineralità, tipica dei vini di terroir vulcanico – suoli di Monteforte e di Soave – ed una caratteristica consistenza tannica, veramente unica, fra i vini bianchi, che rende il suo perlage particolarmente stuzzicante. Sono queste, studiate parole di Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Durello Lessini, il quale, ancora ci fa presente che “le due tipologie, in cui esso è prodotto, ne fanno un vino adatto alle più differenti occasioni. E scegliere bene non è difficile: Lessini Durello DOC Metodo Charmat, se si cerca maggior morbidezza e un quadro aromatico più fresco e luminoso, oppure, Lessini Durello DOC Metodo Classico, se si richiede al vino una struttura importante e impronte aromatiche più complesse. Il massimo di espressività ed equilibrio viene raggiunto nelle Riserve: le perle della produzione valorizzate, con lunghe permanenze sui lieviti, non inferiori a tre anni. La Denominazione “Lessini Durello” nasce per tutelare specificamente i nostri spumanti autoctoni che sono gioiello del territorio ed suoi ambasciatori nel mondo. Le nostre valli esprimono, comunque, altri vini, che rientrano in una diversa Denominazione d’Origine: Monti Lessini. Essa comprende innanzitutto il Monti Lessini Durello DOC: il volto tradizionale del Durello, che non viene spumantizzato, ma possiede tutta la grinta, il dinamismo, il carattere che rendono questo vino unico: struttura piacevolmente acidula, schietta mineralità vulcanica e una trama tannica, che ne fanno un bianco di struttura, con ottime prospettive di invecchiamento. Un vino, che oggi può essere riscoperto anche nella tipologia Vivace: stuzzicante, beverina, sur lies… L’uva Durella non poteva non incontrare, poi, la tradizione secolare dell’appassimento, dando origine ad un passito non convenzionale: il Monti Lessini Durello Passito DOC. Dorato, con intenso bouquet di frutta passa e miele, dolce ma immediatamente fresco, vibrante e di morbida astringenza: proiettato nella dimensione dinamica e cangiante della conversazione, che diventa seduzione”… Abbiamo parlato di Durello, delle sue qualità, di promozione dello stesso, ma, non possiamo non sottolineare che “Durello” significa anche impegno e sacrificio sul suolo e, al tempo, molto positivamente, fonte di occupazione e di ricchezza. E, quando, avremo ospiti, brindiamo con loro, stringendo nella mano un calice di “Durello”, segnalandolo, con orgoglio, come “Spumante di Verona”!
Pierantonio Braggio

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