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Lo SCALO MONTICHIARI con pochi passeggeri non aiuta il bilancio della Catullo Spa

di admin
Qualcuno la mette in ridere e ci gioca, sono i rappresentanti dei Verdi che hanno rilasciato il sottoindicato comunicato stampa, ma da tempo i risultati della società che controlla anche l'aeroporto Veronese di Villafranca è nelle mire di politici di varie parti che chiedono innovazione e migliorie. Ospitiamo l'intervento di un candidato che è incentrato…

SCALO MONTICHIARI  IN COSTANTE PERDITA E LA DELEGAZIONE DI EUROPA VERDE GIOCA A BASKET NELL’AREA PARTENZE
BALOTTA: “SPESA INUTILE PER UN AEROPORTO SEMI-DESERTO, L’AMBIENTE UNA PRIORITA’”
“Anche quest’anno la Catullo spa grazie a Montichiari registra una pesante perdita di oltre 7 milioni di euro” ha detto Dario Balotta candidato con Europa Verde alle prossime elezioni europee del 26 maggio, che assieme a un gruppo di aderenti alla lista prima della conferenza stampa questa mattina ha potuto giocare a basket con tutta tranquillità nell’area partenze dell’aeroporto dove transitano solo 18 mila passeggeri l’anno nel vicino scalo di Orio al Serio sono 13 milioni. Inaugurato 20 anni fa l’aeroporto non è mai decollato e nessuno ha mai quantificato i costi diretti e indiretti di questa avventura caldeggiata dalla politica veronese e assecondata da quella bresciana di fine anni ‘90, che gestiva la Catullo spa fino al 2014, quando è passata sotto il controllo della Save di Venezia. Si poteva immaginare che uno scalo aperto poco dopo l’inaugurazione di Malpensa 2000 mettesse sul mercato una capacità eccessiva di strutture aeroportuali nel nord Italia. Montichiari si è aggiunto infatti a Torino, Cuneo, Linate, Bergamo, Bologna, Treviso, Bolzano, Venezia e Trieste-Gorizia. In 20 anni sono stati spesi un fiume di soldi dalla società di gestione, partecipata dagli enti locali veronesi, bresciani, di Bolzano e del Trentino: si contano almeno 70 milioni di spesa di investimenti per le infrastrutture e 100 milioni per la copertura delle perdite d’esercizio. Dal 1999 con alterne sfortune si sono succedute numerose compagnie aeree sia per il servizio passeggeri che per quello delle merci. Montichiari è uno scalo che dovrebbe poter gestire circa 1,5 milioni di passeggeri l’anno ed almeno 75 mila tonnellate di merci per raggiungere il break-even (volume di produzione per coprire i costi).  Le poche compagnie che hanno operato sullo scalo monteclarense (Aer Bee, Ryanair, Alpi Eagle ecc.) ed Ocean, DHL, Silkway ed altre del settore merci hanno oltretutto ricevuto consistenti aiuti da parte della Catullo e degli enti locali bresciani sotto forma di co-marketing. “Eppure una volta affidata alla Catullo spa la concessione provvisoria, senza gara, con un escamotage, lo scalo è diventato una ruota di scorta” ha spiegato Balotta che ha aggiunto:  “Un senso lo scalo lo ha avuto fino a quando è stato gestito da manager all’altezza, ma è diventato inutile da quando la SAVE ne ha preso il controllo spostando il baricentro di tutte le attività su Venezia”. Inutile ricordare l’accordo preliminare con DHL (settembre 2014) ed il possibile ritorno di Ryanair (a febbraio 2014) sullo scalo monteclarese, rese poi nulle dalla Save. Va ricordato infine che oltre ai costi sostenuti dagli enti locali ce ne sono altri, consistenti e non quantificati, sostenuti dallo Stato: i vigili del fuoco, la stazione di Polizia e dei carabinieri, la torre di controllo Enav e la Dogana. Tutti enti che svolgono al minimo la loro attività dato la scarsissima attività dello scalo. Il territorio aspetta un piano di risanamento ambientale per togliere i cittadini dall’incubo della massiccia presenza di cave e discariche anche nocive attorno all’aeroporto per questo sorprende sorprende che il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti di passaggio in zona abbia detto ai cittadini che “si deve far capire che a Montichiari bisogna pensare in grande, perché se lo merita”. Peccato che poi il suo governo stia tagliando su sanità, spesa sociale e trasporti pubblici anziché ridurre spese inutili come questa e spostare risorse su interventi più utili. Tutto per mantenere vivo il costoso sogno di Montichiari che serve solo a perdere soldi e credibilità.
Dario Ballotta candidato alle europee per Europa Verde

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