Serbia, porta dei Balcani. Opportunità economiche per le imprese venete.

di admin
Un importante convegno, tenutosi, presso Veronafiere, il 30 ottobre 2018, ha fatto sapere che la Serbia, abbastanza vicina al nostro Paese e, quindi, facilmente raggiungibile, sia per auto, che per aereo, costituisce un’area economica, in grande sviluppo, disponendo anche di personale bene formato e specializzato.

Una Serbia, con porte aperte alle nostre imprese – vi lavorano 1711 aziende italiane – ma, anche ai nostri prodotti, essendo, da sempre, per l’Italia, in fatto di scambi, il secondo partner commerciale. Il convegno è stato organizzato da Regione Veneto, dalla Camera di Commercio ed Industria di Serbia, con sede a Trieste, trieste@pks.rs, da Unioncamere Veneto e da Veronafiere. Importante il contributo, che offre ad operatori italiani, l’Ambasciata d’Italia, Ufficio Commerciale, a Belgrado, economico.belgrado@esteri.it, collegato con l’ICE. Belgrado, con la quale abbiamo, come cennato, ottimi rapporti, gode di stabilità politica, dispone di buone infrastrutture, di valida formazione tecnica, di basso costo del lavoro, di voluta, ridotta burocrazia, di tempi brevi, in fatto di pratiche, e di un’ampia rosa di facilitazioni, per l’impresa. Quanto a Veronafiere, questa conta, ogni anno, ben oltre 2200 visitatori e 1200 operatori, durante i suoi eventi e, solo nel caso di Marmomac, ben 500 interessati. Oltre a diversi prodotti dei settori metallurgico, tessile e lapideo, attraggono operatori serbi il vino, l’olio ed i cavalli. Veronafiere è aperta e disponibile ad una più stretta collaborazione, tanto che il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, ha firmato, in occasione del convegno in tema, un accordo bilaterale con la Camera di Commercio di Serbia. Sono stati relatori: il vicesindaco di Verona, Luca Zanotto; Giovanni Mantovani, direttore di Veronafiere; andrea Prando, vicepresidente della Camera di Commercio, Verona; Federico Caner, assessore regionale alla Programmazione, Commercio estero e Internazionalizzazione; Branimir Stojanovic, segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia; Mario Cadez, presidente della Camera di Commercio ed Industria di Serbia ; Jelena Jovanovic, direttrice per le Relazioni economiche internazionali della Camera di Commercio ed Industria di Serbia; Novena Jovanovic, consulente per gli Investimenti strategici RAS, Agenzia per lo Sviluppo di Serbia; Diego Zamprogno, direttore per le Relazioni economiche internazionali di Banca Intesa San Paololo; Andrea Di Nicolantonio, capo SACE, per il Trentino-Alto Adige e Verona; Matthias Claivaz, priumo segretario dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, e Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio ed Industria di Serbia. Un convegno molto utile e pratico nei contenuti, perché apportatore di quelle informazioni-base, atte a rendere meno difficile – si è notata grande disponibilità da parte d’ogni Istituzione presente – all’inizio di qualsiasi tipo di di relazione con Belgrado. È un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti”. “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, sviluppando entrambe le economie”.


Pierantonio Braggio

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