Una bellunese al comando delle donne di Coldiretti Veneto. Vice sarà Chiara Recchia di Verona
di adminAll’assemblea di Donne Impresa convocata oggi a Padova al Palazzo Monte di Pietà sede della Fondazione Cariparo hanno partecipato Pietro Piccioni e Martino Cerantola rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti Veneto i quali hanno assistito anche alla nomina di due vice: Chiara Recchia che in provincia di Verona produce Amarone e da Valentina Galesso co-titolare di una scuderia sociale in quel di Padova. Comporranno il coordinamento regionale le rappresentanti provinciali: la veneziana Raffaella Veronese, per Treviso Katy Mastorci, Michela Menti da Vicenza e da Rovigo Cecilia Barison.
Il gruppo è stato definito da Franca Castellani delegata uscente:” Uno spaccato imprenditoriale di tutto rispetto per il valore aggiunto apportato in termini di fantasia aziendale, ruolo sindacale e servizi alla comunità. Dall’ agriturismo alle fattorie didattiche e sociali, dalla coltivazione dei fiori all’allevamento, dal settore della pesca alla pastorizia, dal vino al commercio di prossimità le agricoltrici si distinguono per progettualità, impegno e capacità di bilancio. Il contributo veneto al sistema nazionale – ha ricordato Castellani – ha confermato un ruolo da protagonista tracciando percorsi formativi innovativi: dai corsi per tutor della spesa al lavoro con le associazioni dei consumatori su conoscenza dei prodotti tipici, dal costante presidio con il mondo della scuola ai convegni sull’alimentazione corretta, dal recupero di antichi mestieri alle giornate dedicate alla bellezza tra arte e conservazione del paesaggio rurale”.
“Un’eredità per puntare dritto al futuro – ha esordito la neo responsabile regionale che ha inoltre lanciato la prima sfida tutta legislativa. “Per continuare sulla strada dell’incisività e onorare la presenza di nuovi profili che stanno animando le fila del nostro movimento – ha spiegato – ci faremo promotrici di una iniziativa di legge che ripristini “le vie dei pascoli”. In riferimento alla richiesta di riconoscimento Unesco della transumanza come patrimonio immateriale a cui il Veneto non si sottrae – ha detto Chiara Bortolas rivolta alla platea – per rispondere ad una presenza maggiore di nuove figure femminili legate alla pastorizia che scelgono questa attività con la consapevolezza della fatica ma sicure del profondo significato di valorizzazione del rapporto animale-uomo e territorio, ci faremo carico di sostenerle dai monti fino a valle affinchè abbiano le condizioni appropriate per procedere su corridoi verdi con l’accoglienza delle genti e delle amministrazioni pubbliche”.
Consenso in particolare per l’operazione è stato dimostrato dalla coordinatrice confederale Silvia Bosco che ricordando il grande sostegno alla produzione di un documentario sulla vita delle ragazze che allevano e conducono ai pascoli mandrie e greggi in tutta Italia ha riconosciuto il valore concreto della proposta che in parallelo sviluppa interessi turistici e tutela una tradizione destinata diversamente all’oblio.
Il pomeriggio si è concluso con la visita guidata agli affreschi del XIV secolo di Giusto de Menabuoi del Battistero del Duomo di Padova, come suggello di una nuova e fortunata esperienza.
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