VENETO PERDE COORDINAMENTO SANITA’: COLETTO A MORETTI, “INGUARIBILMENTE SOTTOMESSA AL RENZISMO. ORA MANI LIBERE PER COMBATTERE. INVECE DI FARCI LA MORALE CI DICA CHI SONO I FINANZIATORI DELLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE”
di adminNon è nostra abitudine mendicare poltrone, per cui bene ha fatto il Presidente Zaia a rifiutare incarichi diversi dalla sanità, perché è su questo tema che si gioca buona parte del futuro del welfare italiano e veneto”.
Con queste parole, l’Assessore alla Sanità della Regione del Veneto Luca Coletto risponde alle pesanti critiche rivolte dalla capogruppo del Pd in Consiglio regionale Alessandra Moretti dopo l’esclusione del Veneto dall’incarico di coordinamento delle Regioni in materia di sanità e il rifiuto del Presidente Luca Zaia ad accettare “un contentino inutile – dice Coletto – pensato esclusivamente nella vana speranza di tenerci al guinzaglio e frenare così le nostre battaglie”.
“La Moretti – incalza Coletto – vorrebbe farci giocare in trasferta una partita truccata e con un arbitro inaffidabile. Non siamo così stupidi. Ci siamo volontariamente tenuti le mani libere per poter combattere con ogni mezzo lecito le nostre battaglie per la nostra gente, come i costi standard che il suo Presidente del Consiglio ha bellamente dimenticato, la lotta agli sprechi andando a incidere dove ci sono realmente, comprese svariate Regioni ‘rosse’, i premi alle gestioni virtuose e le punizioni a quelle sprecone, il no secco ai tagli orizzontali in una sanità che, grazie a Monti, Letta e Renzi, sta velocemente scivolando verso quel 6% del Pil che l’Oms indica come la soglia sotto la quale comincia a ridursi l’aspettativa di vita delle persone”.
“Che cosa voglia dire avere le mani libere – aggiunge Coletto – la Moretti lo capirà a breve, così come capirà quale boomerang si sono tirati contro i nostalgici del manuale Cencelli scippando al Veneto una funzione che era anche di garanzia e che comunque abbiamo sempre svolto con il massimo impegno ed il massimo rispetto istituzionale verso i colleghi di tutte le altre Regioni, che ringrazio per gli attestati di stima che mi hanno fatto avere”.
“Il renzismo – conclude Coletto – è la filosofia del ‘sissignore’, alla quale nemmeno stavolta la Moretti è riuscita a svincolarsi. Noi no. Quando c’è da dire un no lo diciamo alto e forte ed è per questo che diamo, e daremo, tanto fastidio alle stanze del potere romano”.
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