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POVERTA’: VERTICE IN REGIONE SU INCLUSIONE SOCIALE- ASSESSORE LANZARIN, “MISURA CHE FUNZIONA, VA IMPLEMENTATA”

di admin
Sono circa 1400 le persone in Veneto che stanno beneficiando del ‘reddito di ultima istanza’, misura di inclusione sociale finanziata dal Fondo nazionale sociale che mette in moto la capacità progettuale dei Comuni e del terzo settore.

“Ho voluto fare il punto con i sette Comuni capoluogo del Veneto, che sono i capofila delle progettualità nelle rispettive province”, dichiara l’assessore veneto al sociale Manuela Lanzarin, al termine del vertice con gli assessori al sociale delle sette realtà provinciali coinvolte.


Il reddito di ultima istanza è stato attuato in via sperimentale per primo in Veneto dal comune di Rovigo, sin dal 2004, con risorse proprie: a beneficiarne nel capoluogo polesano sono state 186 persone con gravi problemi di reddito e di marginalità sociale (disoccupati di lungo periodo, senza fissa dimora, ex tossicodipendenti) che, a fronte di un contributo economico mensile che si aggira sui 300 euro per sei mesi, sono state coinvolte in progetti di inserimento e impegno sociale organizzati dal Comune in collaborazione con le associazioni del volontariato e del terzo settore. Finanziato con un milione e mezzo di euro nel 2014 del Fondo sociale nazionale, il reddito di ultima istanza ha trovato applicazione a Belluno (113.361 euro il contributo nazionale erogato), Padova (274.513 euro), Rovigo (126.896 euro), Treviso (157.396 euro). Venezia (323.335 euro), Vicenza (186.658 euro), Verona (317.841 euro). I sette capoluoghi sono i capofila delle rispettive reti tra comuni contermini e associazioni di volontariato e del terzo settore. I progetti realizzati hanno visto l’impiego dei percettori del reddito di ultima istanza in lavori sociali, ad esempio come autisti del trasporto sociale o come distributori del Banco Alimentare, oppure il sostegno a percorsi di formazione e di recupero.


“L’incontro con i referenti veneti del reddito di ultima stanza – dichiara l’assessore – ha fotografato l’efficacia di una misura che da sperimentale può diventare strutturale, grazie alla positività dei progetti messi in campo dalle istituzioni e dal terzo settore del Veneto. L’importante ora è dare continuità agli inserimenti già avvenuti e allargare la rete dei progetti a tutto il territorio regionale”.

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