“Donne Impresa” di Coldiretti a convegno, sul tema: Un’emozione senza prezzo. Il valore del paesaggio. La grande bellezza della campagna, fra arte e cultura.

di admin
L’incontro – nel 60° anniversario di fondazione dell’Associazione Imprenditrici Agricole – si è tenuto il 5 giugno 2014, presso la Gran Guardia, a Verona. Agricoltura significa, oggi, oltre a produzione di beni per l’alimentazione, attraverso la lavorazione del suolo, anche creazione di “paesaggio”, nonché manutenzione, custodia e valorizzazione dello stesso, nella sua straordinaria bellezza. Il…

Il sindaco di Verona, Fabio Tosi, ha sottolineato l’esigenza del rispetto e del risparmio di suolo, il cui uso, quando proprio si renda necessario, va comunque coniugato con la massima attenzione allo stesso, al lavoro dell’agricoltore e alla sua vivibilità. Il presidente di Coldiretti, Claudio Valente, s’è detto soddisfatto avendo notato come, in vista delle recenti elezioni, molti candidati, si siano espressi per la tutela ed il rispetto dell’ambiente e del paesaggio ed ha sottolineato, inoltre, come la donna sia oggi protagonista essenziale in agricoltura, per la quale, tuttavia, è necessario ricercare nuove opportunità di slancio, onde recuperarne il grande valore. Clodovaldo Truffato, presidente del Consiglio Regionale Veneto, ha potuto confermare come Regione Veneto stia sbloccando diversi terreni, da ridestinare all’agricoltura. Un quadro omnicomprensivo e completo di valorizzazione del territorio l’ha offerto Franca Castellani, presidente di “Donne Imprese Veneto” di Coldiretti, quando, saggiamente parlando delle sue caratteristiche, ha evidenziato l’esigenza “della valorizzazione delle opere edilizie incastonate tra collina, mare e pianura, dei giardini e degli orti, che sono storia dell’arte, e del contenuto economico di una terra, curata costantemente, della nostra offerta quotidiana di prodotti e di servizi e, infine, dell’esperienza concreta di chi è riuscito e riesce ad intrepretare questo nostro messaggio”. Quanto alla bellezza, in ambito agricolo, ha aggiunto Castellani, questa è certamente caratteristica del paesaggio, ma maggiore bellezza è la forte presenza della donna imprenditrice in campagna…, che dev’essere consegnata intatta alle future generazioni e, per quanto possibile, migliorata. Pietro Piccioni, direttore regionale di Coldiretti Veneto, considerata l’agricoltura in evoluzione da dieci anni, ha espresso apprezzamento per la donna imprenditrice, che, con la sua presenza e il suo impegno – il 30% delle aziende agricole venete è diretto da donne – è apportatrice di innovazione. Ha presentato in fotografia, un importante complesso di edifici rurali, costruiti nel massimo rispetto per il paesaggio, l’architetto Nathalie Renon, Studio Sartogo, Roma, segnalando come sia comunque possibile costruire il necessario, non danneggiando il verde. Manuela Salmaso, attraverso significative diapositive, ha dimostrato come la campagna, il territorio siano stati gli ispiratori di moltissimi autori del pennello, che hanno creato opere d’arte internazionalmente famose. Stefano Masini, Università di Tor Vergata, Roma, si è occupato dettagliatamente di territorio, evidenziando come un prodotto agricolo, per essere perfettamente gustato, vada assaporato in loco. E’ il buon prodotto, infatti, che racconta il territorio stesso ed il suo paesaggio, che, tra l’altro, sono la fotografia della possibilità di fare impresa. Lo stesso importante concetto è stato espresso da Lorella Ansaloni, presidente nazionale di Donne Impresa, per la quale, bellezza del paesaggio e produzione rurale possono esistere solo se collegati, mentre all’agricoltura dev’essere lasciata mano libera per la sua migliore evoluzione e fare in modo che la stessa non venga “sterminata”… Il laborioso agricoltore e amante dell’arte, Paolo Andrich, attivo in Torcello, isola della veneziana Laguna, si è detto profondamente colpito dal fatto che da anni egli stesso stia chiedendo di poter ottenere terreni incolti dal Demanio, onde coltivarli, ma la burocrazia e le difficoltà sono tali, che sinora hanno prodotto non meno di 25 kg di documenti…, senza alcun risultato positivo… In fatto di territorio veneto, esso ha perduto, negli ultimi quarant’anni, il 18% della sua superficie coltivata, per un totale di 1800 kmq, corrispondenti all’intera provincia di Rovigo. Perdita dovuta all’incessante urbanizzazione, alle sempre più nuove infrastrutture e, non ultimo, all’abbandono delle terre coltivate e dei pascoli. Dati del 2011 dicono che fra le dieci più cementificate città d’Italia, risultano Padova e Treviso, dove rispettivamente il 23% e il 19% del proprio territorio è occupato da costruzioni, contro una media italiana del 6,7%. I terreni coltivati sono scesi – scrive Coldiretti – dal 54% al 44% dell’intero territorio veneto, tenendo presente che quando il coltivato è inferiore al 50% della superficie complessiva, nelle aree di pianura, è grave allarme per l’equilibrio idrogeologico. Di qui, l’importanza del concetto di “multifunzionalità”, che va fortemente supportato con ogni mezzo, perché laddove la campagna non dà sufficiente reddito, l’agriturismo, per esempio, è un qualcosa di modernamente sostitutivo, che soddisfa l’ex agricoltore e, al tempo, il cittadino o il turista, creando lavoro e ricchezza, nonché presenza costante dell’uomo – in Veneto, sono 38458 le aziende agricole – che è, quindi, anche “sentinella del territorio”. Vera, capillare “sentinella del territorio” – così lo definisce da decenni P. U. Braggio – in quanto ogni giorno l’agricoltore, esperto in materia di suolo, lo osserva, lo cura, lo lavora, lo segue nella sua evoluzione, pulisce canali e ruscelli, prevenendo così, al tempo, per quanto possibile, disatri, derivanti da movimenti naturali del suolo stesso o dalla non perfetta regolamentazione delle acque. In questo, l’agricoltore va fortemente sostenuto, aiutato, apprezzato, anche per fare in modo che i giovani rimangano in campagna.
Un convegno celebrativo e, al tempo, altamente culturale, che ha indicato come la voglia di un’agricoltura viva ed innovatrice sia profondamente radicata nei cuori di molte donne imprenditrici, che agiscono nella consapevolezza che territorio e campagna sono “vita” ed essenza, spesso emozionanti, per la società.

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