PAVIN: «CRISI DI GOVERNO SCENARIO INCOMPRENSIBILE. LETTA VADA AVANTI, MA FACCIA COSE RADICALI»

di admin
Imu e Iva distolgono dai problemi veri. Giù le tasse su lavoro e imprese: adesso i fatti

«C’è sconcerto e preoccupazione tra gli imprenditori, espressi nel documento della Giunta di Confindustria Padova, per il rischio di una crisi di governo che avrebbe un prezzo altissimo e potrebbe uccidere nella culla ogni speranza di ripresa. Uno scenario lunare e incomprensibile, specie adesso che si è attenuata la recessione e ogni energia andrebbe spesa per tentare l’avvio della risalita. La politica si assumerebbe una responsabilità gravissima. Perciò mi auguro che prevalga il richiamo del Capo dello Stato e che dalla politica arrivino segnali di normalità e attenzione ai problemi veri e gravi del Paese, delle imprese e del lavoro. La crisi infatti non è ancora debellata, servono scelte radicali per tirarcene definitivamente fuori. Il Governo vada avanti, superando sia lo stillicidio paralizzante delle prove di forza nella maggioranza, sia la logica volenterosa ma insufficiente dei piccoli passi. Su crescita e occupazione serve una svolta subito. Dopo tante enunciazioni, adesso è tempo di fatti, a partire dalla legge di stabilità. A partire dal taglio delle tasse su lavoro e imprese, lo choc che serve per far ripartire consumi, lavoro, investimenti. Il Governo metta qui ogni euro disponibile, anziché spalmarlo su più misure, certamente positive ma non prioritarie». Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin commenta il documento approvato dalla Giunta Esecutiva dell’associazione.

«Non illudiamoci – prosegue Pavin – il cammino per la ripresa è lungo. Nell’ultimo anno abbiamo perso in Veneto 20.000 posti di lavoro, sono 1.800 le crisi aziendali. Vuol dire che in Veneto e in Italia la crisi non è vinta, abbiamo solo frenato la caduta. Eppure la maggioranza che sostiene il Governo è completamente assorta in questioni giudiziarie o interne ai partiti, piuttosto che nell’impegno radicale di riforma che è la ragion d’essere delle larghe intese. Con ciò diluendo l’azione di Governo o piegandola a logiche politico-elettorali, verso obiettivi non prioritari. Lo abbiamo visto con l’Imu e ora con l’Iva, che ha sottratto risorse che sarebbero state meglio impiegate per misure più efficaci per il rilancio delle imprese e del lavoro».
«Il Governo cambi registro – conclude Pavin – non sia ostaggio di convenienze di parte. La sua bussola sia solo il rilancio della crescita e dell’occupazione. Il banco di prova sarà la legge di stabilità. Va ridotto il prelievo sui redditi da lavoro, eliminata la componente lavoro dalla base imponibile Irap, rese strutturali la detassazione e decontribuzione del salario di produttività per dare una scossa positiva. E poi innovazione a 360°, una nuova finanza per lo sviluppo, riduzione del costo dell’energia. Accelerando sulla revisione della spesa pubblica, non con tagli lineari ma con un’analisi selettiva, e sulla riforma della PA».

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