Crisi: come risolverla senza di LETTA nti allo sbaraglio. Ma il Veneto deve stare a guardare?

di admin
Da due mesi un governo di incapaci, dopo un governo di inetti tecnici, sta cercando di affossare l'Italia definitivamente.

Tagli e tagli, senza crescita, chi sta bene usa solo parole di conforto finte per tacitare chi sta male pur impegnandosi. Grandi discussioni nei media, ma nessuno che vuole prendere decisioni utili e poco dolorose. Il Veneto in Italia si sta dannando trascinato dal vortice e non riesce a proporre all’Europa la sua ricetta. Il prossimo referendum consultivo per la secessione dovrebbe dare una svolta ideale alla politica che altrimenti vede tutti i popoli italiani affondare. Speriamo che si possa fare. Ma usciamo dall’idealità. Vorrei far capire che ci sono proposte che porterebbero due o tre punti di PIL subito e un grande impatto sociale, ma pochi hanno apertura mentale per discuterle. Per i giovani: basterebbe far assumere per cinque anni i giovani sotto i 25 anni, prendono 100 costano cento; niente tasse niente contributi. Le imprese avrebbero costo del lavoro ridotto senza licenziare nessuno ma garantendo solo i pensionamenti. Se l’azienda non crede in quel giovane lo può licenziare, al termine, se ci crede, lo assume oppure no. Intanto si creerebbero nuove istanze e nuove speranze, cultura di lavoro e i prodotti italiani sarebbero competitivi. Tanto tenere a casa i giovani disoccupati non produce nulla, creano disagio se non peggio. Questi giovani si coprirebbero le loro pensioni, liberamente, con lo Stato o con i privati , in regime di libero mercato. Costo per lo Stato: ZERO! Anzi qualche soldino per l’INPS se fa dei buoni piano previdenziali. Il PIL aumenterebbe e aumenterebbero anche i consumi, dato l’incremento di potere d’acquisto, quindi ritorni in termini di imposte indirette. La storia dell’IVA che aumenta dell’1% è un problema piccolo (200€ a famiglia all’anno se è spendacciona, se vive con l’orto nemmeno quello). Altri incrementi del PIL a costo zero ci sarebbero facendo lavorare i cassaintegrati in opere pubbliche. Basta organizzarli un po’ e strade, e fiumi, e organismi assistenziali ecc., ne beneficerebbero. Invece lasciarli a casa li si fa sentire dei pesi sociali. Altra attività che produce PIL a costo zero sarebbe quella di legare i permessi premio ai carcerati al fatto che questi lavorino per la comunità che li mantiene e che in questo modo li rieduca e che gli fa capire che se ti impegni ottieni,e non gratis perchè ci sono troppi delinquenti. Che educazione è mantenere con vitto e alloggio gratis in gente che vuol redimersi e ritornare presto nella società civile? Se uno si impegna è giusto premiarlo, se no sta in carcere! Altro che decreto svuota-carceri, solo demagogia e incentivi per i ladri, i corrotti e quanti delinquono che sono ben rappresentati in Parlamento anche in virtù di legge penali sbagliate e molto opinabili per cui alcuni magistrati ne abusano.
Molti altri provvedimenti a costo zero per rilanciare l’economia potrebbero essere presi, al limite copiando quello fatto in Grecia, chiusura della RAI ( non si sentirebbe la mancanza di notizie), un carrozzone a costi altissimi solo per guidare il consenso dei potenti. Se si vuole, è facile anche intervenire sul debito pubblico, è stato già fatto, ma qui si toccano gli interessi dei grandi poteri finanziari che sorreggono gli industriali coni sindacati che eludendo la loro ragione di vita formano una casta sociale autoreferenziale. Se i nostri governanti avessero lo stipendio, postumo e solo se ci fossero risultati sociali, vedrete che certe scelte o le fanno o se ne vanno a casa e resterebbero i bravi. Invece lo Stato prende e non dà, siamo sudditi senza un re, con responsabilità diffuse e quindi incerte, ma è ora di dire basta e reagire democraticamente individualmente e come comunità, in cui il Veneto potrebbe dare un forte esempio.

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