Indipendenza Veneta

di admin
Alessio Morosin, già consigliere regionale veneto, è venuto in quel di Verona a diffondere le sue posizioni per un Veneto indipendente, in ossequio alle elggi e pacificamente. Ecco sotto riportato, ripreso dal sito di indipendenzaveneta.net, il pensiero dell'avv.to Morosin in merito alla libertà dei popoli di decidere.

Ovviamente siamo a disposizione per questo tema politico di attualità visto
che prossimamente il consiglio regionale del Veneto dovrebbe votare un
quesito referendario consultivo che inzierà il percorso democratico verso
un Veneto in Europa come altri stati europei ( Slovernia, Lituania,
danimarca, ecc) federato per offrire una scialuppa di salvataggio sociale al
popolo italiano.

IL direttore

Indipendenza Veneta:
L’autodeterminazione dei popoli -ovvero il diritto/libertà di decidere da sé
e per sé di una Comunità/Entità (come il Veneto) portatrice di una
perdurante specifica identità- è diventato un diritto universale e cogente
solo dopo la seconda guerra mondiale, dopo la sua l’ufficiale consacrazione
nel testo della Carta delle Nazioni Unite.

In precedenza l’autodeterminazione era un mero principio politico, una
teoria, un’idea di libertà che, peraltro, aveva avuto, storicamente, già due
importanti precedenti nel caso della rivoluzione francese (esempio di
autodeterminazione interna poi esportata in Europa) e nel caso della
rivoluzione americana (esempio di autodeterminazione interna poi diventata
autodeterminazione esterna).

Trattandosi di un diritto naturale, inalienabile ed indisponibile, il
diritto all’autodeterminazione trova la sua forza generatrice nella sua
pre-esistenza ad ogni struttura ordinamentale o fonte, creata dall’uomo.

Ne consegue che questo diritto viene prima dei diritti stabili delle leggi
dello Stato.

Il 4 luglio 1776 le tredici colonie britanniche che rivendicarono ed
esercitarono, di fatto, il loro naturale diritto all’autodeterminazione
interna, contro il loro sovrano Re Giorgio III, nel dichiarare
unilateralmente la loro indipendenza dal Regno Unito affermarono
solennemente di aver agito in forza di verità auto-evidenti e di diritti
naturali inalienabili.

Proprio per queste basilari considerazioni (tra l’altro, da me approfondite
in un saggio dal titolo “Autodeterminazione” in fase di pubblicazione) le
“istanze indipendentiste” del Veneto formalmente non potranno, ed
ontologicamente non dovranno, essere discusse nel parlamento italiano.

Roma è solo un soggetto legittimato passivo nel procedimento di
autodeterminazione del Popolo Veneto in quanto essa, anche in forza della
Risoluzione ONU 2625 del 24.10.1970, da un lato “ha il dovere di rispettare
questi diritti …” e dall’altro “deve astenersi dall’esercitare azioni di
forza volte a privare i popoli … del loro diritto alla libertà,
all’indipendenza e all’autodeterminazione”.

E’ il caso di sottolineare che il vero carattere precettivo e direttamente
cogente, ovvero giuridicamente obbligatorio e vincolante dal punto di vista
del diritto internazionale, del diritto di autodeterminazione, deriva dalla
Carta dell’ONU la quale è, a tutti gli effetti, un Trattato internazionale
che disciplina i rapporti interstatali sulla base di norme obbligatorie di
risultato e non di norme di indirizzo meramente programmatico.

Non può non richiamarsi, inoltre, il fatto che l’UNESCO (v. Rapporto
22.02.1990), dopo aver affermato, tra l’altro, che “Alcuni diritti dei
popoli sono accettati universalmente. Tra questi vi sono il diritto
all’esistenza, il diritto dei popoli all’autodeterminazione e altri
diritti”, conclude chiarendo che vi è stretta relazione tra diritti dei
popoli e diritti umani e che “entrambe queste categorie di diritti
dovrebbero essere considerate come strettamente connesse a difesa
dell’essere umano”.

E’ evidente una volta di più che l’essere umano (singolo o associato) viene
prima di ogni struttura o apparato statale, pertanto, così come il diritto
di libertà contraddistingue e dà “titolo” alla soggettività individuale
dell’essere umano, è evidente che il diritto di autodeterminazione dei
popoli contraddistingue e dà “titolo” alla soggettività internazionale del
Popolo Veneto in atto di autodeterminarsi.

Ergo, l’autodeterminazione del Veneto, terra della Serenissima Repubblica
non passa per il parlamento di Roma ma costituisce un atto di
autodeterminazione unilaterale, legittimamente ufficializzabile dopo l’esito
del referendum tra i Veneti avente ad oggetto il quesito “Vuoi che il Veneto
diventi una Repubblica indipendente e sovrana? SI – NO” contenuto nel
progetto di legge 342 del 2013

che sarà discusso e votato entro breve dal Consiglio Regionale del Veneto
convocato, allo scopo, in seduta straordianaria.

In tal senso si pone anche il parere consultivo reso dalla Corte
Internazionale di Giustizia del 22.07.2010, la quale ha risolto i dubbi
relativi alla portata del “principio di integrità territoriale” (nel caso
dell’Italia l’art. 5 della Costituzione sull’unità e indivisibilità dello
Stato) affermando che tale portata “è limitata alla sfera delle relazioni
interstatuali” con l’esclusione delle Comunità interne (ad esempio il Veneto
rispetto all’Italia) in atto di esercitare il diritto all’autodeterminazione
dei popoli.

Il tutto, ovviamente, deve avvenire in modo pacifico, attraverso referendum
o plebisciti democratici e, naturalmente, nel rispetto delle fonti e delle
norme del diritto internazionale ai quali deve piegarsi anche il diritto
costituzionale interno in forza della stessa norma dell’art. 10 della
Costituzione italiana la quale prevedendo testualmente che “L’ordinamento
giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute”, di fatto esclude che le norme del diritto
consuetudinario internazionale (fonti primarie) ma anche le norme pattizie
dei trattati come il Trattato di New York del dicembre 1966 (fonti
secondarie) siano subordinate alle norme del diritto interno.

Nel caso del Veneto, prima ancora delle cennate ragioni giuridiche, il
diritto all’indipendenza, e quindi al ritorno alla piena sovranità statuale
del Popolo Veneto attraverso lo strumento dell’autodeterminazione, appare
giustificato e difendibile anche in forza delle argomentazioni storiche.

La popolazione del Veneto attuale costituisce una Nazione a sé che si
identifica ancora con la gloriosa storia della millenaria Repubblica di San
Marco, le cui tradizioni culturali, le memorie istituzionali, la lingua, il
territorio e le radici comuni dei valori di solidarietà, laboriosità,
identità sono ancora fortemente percepiti, marcati e vissuti.

Non c’è dubbio che il Veneto manifesta ancor oggi i suoi tratti
-universalmente rionosciuti- di storica Nazione sovrana d’Europa.

Nel trattato di pace di Vienna, tra Austria e Italia, del 03.10.1866 si
stabilì che il passaggio del Veneto all’Italia doveva avvenire “sotto
riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate”.

Tale previsione fu voluta e imposta all’Italia savoiarda perché la
diplomazia internazionale di allora riconosceva de facto e de jure in capo
al Popolo Veneto il “titolo” della sua sovranità nazionale originaria così
come esercitato per ben 1100 anni con autorevolezza e rispetto nel mondo
intero.

Il diritto di un popolo all’esercizio della propria sovranità non può essere
né conculcato, né rinunciato, né tantomeno oggetto di disposizione
irreversibile.

Se è vero, come è vero, che ai nostri avi, fu chiesto il 22.10.1866, con una
consultazione plebiscitaria (che Indro Montanelli definì senza remore, come
una vera e propria truffa) se intendevano o meno “associarsi” al regno
sabaudo, è pacifico che in forza dello stesso “titolo”, noi Veneti, abbiamo
ancor oggi la legittima facoltà, in quanto unici depositari dell’originario
potere costituente del Popolo Veneto, ad esercitare (con un
referendum/plebiscito) quel potere sovrano per verificare se, attualmente,
la maggioranza dei cittadini veneti è favorevole o contraria al perdurare di
tale infelice e dannosa aggregazione.

Ringraziamo della collaborazione il Presidente della Giunta Regionale Luca
Zaia ed il gruppo trasversale di Consiglieri regionali, liberi nel
pensiero ed ispirati da sentimenti democratici, che si stanno accingendo,
sotto la nostra spinta progettuale ed in forza della nostra convinta e
pervicace azione incalzante, a scrivere una pagina di STORIA con la nostra
penna intinta nell’inchiostro dorato della LIBERTA’ e dell’INDIPENDENZA.

Alessio Morosin
Presidente Onorario di Indipendenza Veneta

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