Agec: Croce e delizia.
di adminPer ora i nomi degli indagati sono top secret, e giustamente a tutela dei loro diritti, ma, dopo le polemiche nate dall’allontanamento dell’ex Presidente, Avv.to Michele Croce, era lecito attendersi che i suoi esposti, anche di autodenuncia alla Corte dei Conti, producessero i loro effetti. La prestigiosa presidenza AGEC a Croce era venuta come premio da Tosi dopo il suo exploit elettorale alle ultime amministrative dove aveva fare incetta di preferenze nella lista tosiana. L’avv.to Croce, giovane ma preparato e stimato avvocato , era riuscito a farsi eleggere tra i primi e poi dimise da consigliere quando si prospettò l’incarico all’Agec, ove aveva intenzione di dare il suo fattivo contributo all’innovazione nella gestione. Dovette dimettersi dopo appena qualche mese a seguito del ritiro della fiducia per aver rinnovato l’ufficio appena arrivato. Al momento di lasciare però egli presentò degli esposti alla Procura di Verona su fatti e procedure che evidentemente non riteneva corretti. E’ chiaro che ora sono in diversi, ed a diverso livello di responsabilità, a temere che dalle carte oggetto di indagine emergano fatti penalmente rilevanti. E’ forse una piccola rivincita morale dell’Avv.to Croce, è un momento di delizia ( parafrasando il noto brocardo italiano)? Al cronista il compito di seguire le vicende al cittadino di una ennesima indignazione se salteranno fuori dei fatti penalmente rilevanti che contribuiranno ad accrescere la distanza tra politica e società anche se il fatto che indagini siano in corso significa che una Giustizia che funziona con tutte le difficoltà e contraddizioni ben note c’è ancora.
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