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“Capaci di crederci ancora”

di admin
21° anniversario dell'attentato mafioso al magistrato Giovanni Falcone 23 maggio 1992 – 23 maggio 2013

La manifestazione è un’occasione per ricordare insieme la strage in cui persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, ed i tre agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Uno degli eventi salienti della giornata sarà la scopertura della teca che contiene i resti dell’auto della scorta del Giudice Falcone da parte di alcuni agenti della “Quarta Savona Quindici”, nome in codice della storica squadra della Polizia di Stato che proteggeva il giudice Giovanni Falcone.
Al convegno “Capaci di crederci ancora” interverranno il dott. Gian Carlo Caselli, procuratore Capo della Repubblica di Torino ed ex procuratore capo antimafia a Palermo; il dott. Luigi Savina, questore di Milano ed ex dirigente delle squadre Mobili di Palermo e Milano; Tina Montinaro, moglie dell’agente vittima della strage Antonio Montinaro. Inoltre, ci saranno con le loro testimonianze agenti, parenti e amici delle vittime della mafia.

La manifestazione è organizzata con il patrocinio dei Comuni di Bussolengo, Castel d’Azzano, Colognola ai Colli, Costermano, Erbè, Fumane, Isola della Scala, Isola Rizza, Nogarole Rocca, Oppeano, Pescantina, Povegliano Veronese, Rivoli Veronese, Ronco all’Adige, Salizzole, San Giovanni Ilarione, Sommacampagna, Terrazzo, Trevenzuolo, Valeggio sul Mincio, Verona, Vigasio, Villafranca di Verona, Zevio.
Inoltre, hanno patrocinato l’evento i Comuni di: Castelfranco Emilia, Carpi, Finale Emilia, Modena.

Vice presidente – Venturi: “La Provincia di Verona accoglie la presentazione di questo evento tanto atteso che porta sul nostro territorio ogni anno personalità di spicco nella lotta alla criminalità mafiosa. Mozzecane è divenuta nel tempo la culla di molti incontri, conferenze e dibattiti che hanno come tema centrale il ricordo dei terribili attentati divenuti nel tempo, purtroppo, parte del nostro vissuto e delle nostre coscienze. Villa Vecelli Cavriani a Mozzecane, già teatro delle precedenti manifestazioni, ospiterà l’iniziativa “Capaci di crederci ancora” con testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quei momenti ed è stato costretto a vivere tutti questi anni con il dolore per aver perduto i propri cari nell’esplosione”.

Sindaco Mozzecane – Piccinini: “Il nostro percorso, teso al ricordo e alla memoria della strage di Capaci, è partito sette anni fa grazie alla collaborazione con Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro. Per la prima volta i resti dell’auto della scorta colpita dall’esplosione lasceranno la Sicilia per trovare ospitalità a Mozzecane. La possibilità concreta di visionare la vettura porta ad avere un’idea chiara dell’atrocità dell’atto, perché la visione dei pochi resti carbonizzati riesce a rendere piena comprensione del dramma realizzatosi in quei momenti. La partecipazione è uno tra i gesti più significativi per perpetuare la memoria, una forma di profondo rispetto che ha coinvolto Comuni e Province di altre regioni: hanno patrocinato l’incontro quaranta amministrazioni tra cui Modena, Carpi e Castelfranco Emilia”.

Tina Montinaro: “Da qualche giorno stiamo viaggiando in Veneto per portare agli studenti, ai cittadini, alle istituzioni la testimonianza di chi ha vissuto da vicino uno dei momenti più drammatici della storia italiana. L’emozione è tanta perché, nonostante i chilometri di distanza da Palermo e i lunghi anni trascorsi da quella data, grande è l’attenzione per chi ha perso la vita in quell’atto criminale. La scelta di essere a Mozzecane, e dunque a Verona, viene proprio dall’ affetto che ci è stato riservato nel corso degli anni e che ha creato un connubio indissolubile. I nostri racconti vogliono andare a rafforzare una cultura comune che porti ad un sempre maggiore impegno civile. Memoria e ricordo sono strumenti fondamentali per costruire questa coscienza e, con essa, un futuro migliore”.

Ex agente della scorta – Dario: “La vicinanza dei veronesi ci dimostra che è possibile smuovere le coscienze nonostante la distanza. Le manifestazioni in ricordo degli amici e dei colleghi caduti sono la dimostrazione tangibile di quanto l’attentato abbia lasciato il segno in tutti noi. La possibilità di vedere concretamente l’auto distrutta chiude il cerchio emotivo e dà la spinta ad andare avanti con un ulteriore contributo al ricordo. Mozzecane e la sua comunità, rinnovando memoria e partecipazione, danno un segnale fondamentale per creare un cultura del rispetto sempre più estesa”.

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