Nuova call-to-action

16-20 maggio: a Roncà, Verona, la 44ª Festa del Vino. Durello, Soave e Reciòto alla ribalta.

di admin
Cinque giorni d’intensi eventi a Roncà, terra di vulcani e particolarmente adatta alla produzione di uva “durella” e di dolce “gargànega”, con il risultato di vini d’alta qualità, che, appunto, dalla terra vulcanica, traggono valori organolettici particolari.

Non mancheranno, ovviamente, attraenti stands enogastronomici con specialità locali e tanta tradizione, nonché quell’animazione, che è caratteristica delle grandi feste dei “grandi” vini. Fra quelli sopra citati, sta dando segni di alta diffusione il Durello, che costituisce oggi un nuovo aperitivo a bollicine del tutto naturale, molto apprezzato e richiesto e del quale già si confezionano oltre 600.000 bottiglie l’anno.
Hanno annunciato la “Festa del Vino”, cui collaborano quindici cantine del luogo – presenti con proprie mescite – l’assessore provinciale Luigi Frigotto, il sindaco di Roncà, avv. Roberto Turri, l’assessore Ruggero Fattori, anima della manifestazione, il direttore del Consorzio del Soave, Aldo Lorenzoni, e Paolo Menapace, presidente dell’Associazione della Strada de Vino di Soave.
Aldo Lorenzoni ha fornito importanti dati sull’agricoltura di Roncà, dati che vanno conosciuti e considerati, perché è dalla coltura della terra che derivano l’alimentazione ed i vini e, di conseguenza, anche occupazione. Operano in Roncà 388 aziende agricole, delle quali 365 con vigneto per un totale di 903 ettari (a vigneto). Non mancano a Roncà gli imbottigliatori, che sono in numero di quindici. Da notare che 30 ettari sono dedicati a produzione biologica. Importante è poi i dato su chi si occupa di viticoltura: l’età media è di 59 anni, con una buona presenza femminile, pari al 15%.
Il momento centrale della Festa del Vino sarà il convegno del 16 maggio, ore 20, condotto da Aldo Lorenzoni e dal tema “Soave Durello: più valore all’origine”, che in tre sezioni, tratterà di Quando l’origine fa la differenza, delle Sottozone, vigne, cru e toponimi, e di Più geografia e meno fantasia per i vini di Roncà. Questo, perché non si può bere anche buoni vini, senza conoscerne la provenienza e le relative caratteristiche, strettamente legate al territorio.

Condividi ora!