Coldiretti Verona ha portato l’orto a scuola a 1540 bambini veronesi per favorire conoscenza e passione dei prodotti della terra

di admin
L'orto come materia d’insegnamento ma anche come esperienza di vita. L’orto, infatti, non è solo un luogo di produzione di ortaggi sani, freschi e saporiti, ma è anche una finestra aperta sulla natura e i suoi preziosi insegnamenti, sulle stagioni, sui tempi di semina e le attese del raccolto.

Su questi principi si fonda il progetto didattico e il concorso scuola “L’orto di Campagna Amica” promosso da Donne Impresa Coldiretti Verona oggi presentato, che ha coinvolto 12 scuole di cui 10 primarie di primo grado e 2 scuole dell’infanzia per un totale di 1540 bambini impegnati. Le scuole che hanno partecipato al progetto durato da settembre ad oggi, dislocate sul territorio veronese, sono la scuola primaria Betteloni e dell’infanzia Monte d’Oro a Montorio, le scuole primarie di Domegliara, Gargagnago, Sant’Ambrogio, Ponton, Quaderni Villafranca, Roncà, Mezzane, S. Pietro di Lavagno, e a Mizzole la scuola primaria Agazzi e la scuola dell’infanzia.

Alla presentazione odierna nella scuola Betteloni di Montorio erano presenti Flavio Tosi, sindaco di Verona, Claudio Valente e Pietro Piccioni, rispettivamente presidente e direttore della Coldiretti di Verona, Franca Castellani, presidente di Donne Impresa Coldiretti Verona, Andrea Miglioranzi, presidente dell’AMIA, Dino Andreoli, presidente della VIII circoscrizione, Sergio Ballarin, dirigente scolastico, scuola Betteloni con le docenti della scuola impegnate nel progetto.

Attraverso l’orto didattico, i bambini apprendono la stagionalità, la cultura della campagna, i suoi valori storici, economici e sociali. Le nuove generazioni capiscono così l’importanza delle tradizioni contadine, lo stretto legame con la natura e l’importanza del rispetto dell’ambiente. In una società sempre più a rischio di cementificazione è molto importante dedicare attenzione alle “pratiche verdi” anche tra banchi e lavagne ed è bellissimo vedere nelle scuole parti dedicate all’orto fiorire e diventare luogo di gioco e apprendimento.

“Qui assistiamo al collegamento tra la scuola e l’agricoltura, che è la tra le forze trainanti dell’economia – ha detto il Sindaco Tosi – E’ bello che i bambini si rendano conto dei prodotti che la terra produce e li apprezzino. Magari diventando in futuro proprio degli agricoltori”.

Le 80 classi coinvolte nel progetto hanno intrapreso un percorso fatto di conoscenza dei prodotti e delle piante attraverso incontri in aula con esperti della Coldiretti e con l’esperienza diretta con visite didattiche ai castagneti, ad aziende agricole per vedere la raccolta delle olive, conoscere l’attività delle api, visitare le risaie ed orti botanici fino alle attività manuali come la costituzione di un orto con piantagione e lo sviluppo di piante annuali che sono di uso comune nella nostra alimentazione.

“E’ importante – ha sottolineato il presidente Valente – partire dai bambini, dalle nuove generazioni che sono la scommessa del futuro, per sottolineare quanto sono importanti i prodotti coltivati e il lavoro degli agricoltori. E’ il binomio terra-uomo che può spiegare il valore dell’agricoltura ma anche delle tradizioni del territorio e il rispetto per l’ambiente. Siamo soddisfatti di aver dato questa possibilità a moltissimi bambini e ci auguriamo che ciò avvenga anche l’anno prossimo”.

“Questo progetto dà ai bambini ma anche alle loro famiglie – ha aggiunto il direttore Piccioni – l’idea della vita in campagna, ribadisce l’importanza delle stagioni e i motivi per cui un mese ci sono determinati prodotti e in altri mesi no, dei tempi tra la semina e il raccolto nel rispetto del territorio e dell’ambiente. E’ bello vedere oggi l’entusiasmo dei bambini per questo progetto e per l’orto realizzato”.

Gli alunni, in base alla classe di appartenenza e all’età hanno sviluppato una serie di temi tra cui:

1) le piante officinali

2) le erbe spontanee del nostro territorio

3) l’importanza delle api per l’impollinazione

4) l’importanza della stagionalità della frutta e verdura per il benessere con possibilità di degustare la frutta con un richiamo alla piramide alimentare

5) i 5 colori del benessere: un gioco interattivo per imparare a riconoscere le proprietà dei prodotti vegetali

6) tracciabilità e trasformabilità dei prodotti alimentari

7) il ciclo dell’acqua e il risparmio energetico in agricoltura.

“Amia è lieta di sostenere progetti volti a valorizzare una conoscenza diffusa e approfondita su temi importanti come l’ educazione alimentare e ambientale – ha spiegato il Presidente di Amia, Andrea Miglioranzi – Grazie a interventi come questo – conclude Miglioranzi – accendiamo nei ragazzi curiosità e motivazione per avvicinarsi al territorio che li circonda”. Nello specifico AMIA si è attivata per dissodare e vangare il terreno, predisporre l’intero impianto d’irrigazione e delimitare gli orti.

“Imparare giocando è da un punto di vista didattico molto incisivo – ha sostenuto il dirigente scolastico Ballarin – Ma questo è anche un progetto inclusivo perché coinvolge tutti e valorizza il contributo di ciascun bambino”.

“Questa è la continuazione del progetto chilometro zero che l’VIII circoscrizione sta portando avanti attraverso la conoscenza dell’agricoltura e dei prodotti del territorio – ha detto Dino Andreoli – . Oltre alla visita al mercato a kilometro zero, infatti, i bambini possono coltivare direttamente alcuni prodotti e conoscerli così da vicino”.

L’orto tra necessità e moda

La crisi economica ma anche l’esigenza di mangiare cibi sani e coltivati personalmente oppure la voglia di trascorrere più tempo a contatto con la natura sono tra i motivi per cui proliferano gli orti. Non più solo nelle campagne ma anche in città è una tendenza che si accompagna anche da un diverso uso anche del verde privato con i giardini e i balconi delle abitazioni che sempre più spesso lasciano spazio a orti per la produzione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane da raccogliere all’occorrenza. Con la crisi fare l’orto è diventato – sostiene la Coldiretti – una tendenza assai diffusa che ha raccolto molti appassionati che possono oggi scegliere tra le tante innovazioni presenti sul mercato anche a seconda dello spazio disponibile. Dall’orto portatile a quello verticale, dall’orto “riciclabile” a quello in terrazzo, da quello rialzato a quello didattico, ma anche l’orto urbano e le tecniche di “guerrilla gardening” che possono essere adottate da quanti non hanno spazi disponibili per piantare ortaggi e frutta nei terreni disponibili nei centri delle città.
Gli “hobby farmers”– spiega la Coldiretti – sono una fascia di popolazione composta da giovani e anziani, da esperti e nuovi appassionati, che coltivano piccoli appezzamenti famigliari, strisce di terra lungo ferrovie, parchi e campi di calcio, corsi d’acqua, balconi e terrazzi arredati con vasi di diverse dimensioni o piccole aree con acqua e sgabuzzino per gli attrezzi messe a disposizioni dai comuni in cambio di affitti simbolici.

Nel caso di orto su un balcone di medie dimensioni si può ipotizzare un costo che oscilla fra i 40 e i 50 euro per 2 contenitori da 80 centimetri di lunghezza, con la giusta quantità di terra e 6 piantine orticole più diverse essenze aromatiche, dove la maggior parte del costo è rappresentato proprio dai vasi che certamente non si buttano via a fine stagione, ma possono essere riutilizzati per più anni. Le singole piantine orticole possono costare fra i 25 e i 30 centesimi per confezioni multiple. Il segreto del piccolo orto sul balcone – spiega Coldiretti – sta nell’ottimizzare gli spazi all’interno degli stessi vasi, alternando piante più alte come pomodorini, peperoni e melanzane, con alla base composizioni di prezzemolo, basilico ed erbette. L’ideale è attrezzare un lato del balcone con le orticole e l’altro con le aromatiche (come timo, salvia e menta).

Se invece si ha a disposizione un piccolo appezzamento di terreno, in appena 10 metri quadrati si possono coltivare: 4 piante di pomodori, 4 piante di melanzane, 2 piante di zucchine, 8 piante di insalata e 4 piante di peperoni per una produzione media di oltre 25 chili di verdura. Oltre a quello sul balcone o al tradizionale a terra, a causa degli spazi sempre più ristretti nelle città – conclude Coldiretti – stanno nascendo anche nuove tipologie di orti: da quelli a parete che si appendono all’esterno e nei quali trovano spazio fragoline, peperoncini, insalatine ed erbe aromatiche o quelli “pocket” costituiti da mini vasi in materiale riciclabile che possono essere sistemati senza problemi anche a bordo finestra sui davanzali più stretti.

Le diverse tipologia di orto

L’orto a porter ovvero l’orto da passeggio è forse quello più bizzarro ed è scelto da coloro i quali vogliono essere veramente alla moda. Si tratta – spiega la Coldiretti – di piccoli vasi o bicchieri meglio se in bioplastica con pianticelle da portare in giro e una volta a casa adagiare su un substrato più “comodo”.

L’orto verticale invece è da preferire quando lo spazio scarseggia. Una delle tante soluzioni può essere quella di creare dei pannelli di legno in varie dimensioni con un substrato fertile e tante tasche, che possono essere anche di stoffa, dentro alle quali piantare e coltivare verdure o fiori con radici poco profonde.

L’orto riciclato è l’ideale per coloro che non vogliono sprecare plastica o vetro. Basta inventare un piccolo vaso utilizzando vecchie bottiglie in plastica tagliate, tetrapak, scatole di alluminio, contenitori in polistirolo ecc per piantare simpatiche piantine da orto da far crescere rispettando l’ambiente.

L’orto in terrazzo è sicuramente il più diffuso in Italia. Anche in poco spazio in terrazzo un bel vaso può ospitare piante officinali, spezie e qualche piccolo ortaggio stando ben attenti all’esposizione solare e alla quantità di acqua da somministrare alle piante.

L’orto rialzato viene scelto – riferisce la Coldiretti – da chi non dispone di un giardino o un lembo di terra, ma ha ampio spazio in cemento da poter sfruttare oppure non è nelle condizioni di potersi chinare per lavorare la terra. Allora si utilizzano dei vasconi, meglio se in legno, in cui poter piantare ortaggi, frutta e fiori.

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