Un esempio ulteriore di Legge contro lo sviluppo economico

di admin
E' doveroso fare due considerazioni sulla legge di stabilità 2013 del governo Monti che prevede che il gettito IMU (imposta che tra l'altro avrebbe dovuto essere federalista), relativo ai capannoni, finisca per intero nelle case dello Stato.

Tra l’altro questa legge prevede anche che il Comune non possa diminuire le aliquote imu; prima lo poteva fare anche se era penalizzato dal fatto che allo Stato andava comunque almeno il 50% del gettito calcolato sull’aliquota del 7,6 per mille indipendentemente dall’aliquota applicata dal Comune.
Il gettito sulle seconde case, uffici e negozi che prima era suddiviso fra Stato e Comuni ora finisce tutto nelle casse del Comune.
Non cambia nulla per quanto concerne il gettito complessivo Imu sulle prime case che dovrebbe essere di circa 4 miliardi di euro e continua a finire nelle casse del Comune.
Il gettito sulle seconde case e immobili commerciali è di circa 20 miliardi ed è proprio qui il vero problema.
L’imu così elevata rappresenta un’imposta insostenibile per il nostro sistema economico, non tanto per le prime case ma per le attività commerciale che come tutti sappiamo stanno chiudendo in massa.
I capannoni chiusi o con attività precarie non c’è la fanno proprio a versare questa imposta che come si evince dal gettito complessivo di 20 miliardi che appare enorme.
Se consideriamo che l’imprenditore che decide di delocalizzare in Austria o in Svizzera riceve invece dei contributi il confronto non regge proprio.
L’enorme gettito imu ha aumentato le entrate fiscali del breve periodo ma ha contribuito alla contrazione dei consumi e quindi ha diminuito le entrate fiscali di medio periodo provocando l’effetto opposto di quello atteso.
Non solo ma dopo l’introduzione di questa norma ad avvantaggiarsi rispetto a prima sono i comuni turistici (di solito più benestanti) che potranno trattenersi tutto il gettito riguardante le seconde case.
A perderci sono i comuni industrializzati forse perché pieni di smog da inquinamento industriale, e quindi dovranno porre in essere misure contro lo sviluppo economico per disincentivare la nascita di nuovi insediamenti produttivi, perché invece di portare denaro nelle casse comunali creano inquinamento.
L’introito dell’imu relative alla zona industriale oltre a rappresentare un giusto indennizzo per l’inquinamento costituisce una riserva finanziaria necessaria per riparare le strade percorse e rovinate dai grossi Tir che accedono ai capannoni.
Si deve sottolineare che è assurdo non poter togliere dalla base imponibile imu l’importo del mutuo anche perché un capannone preso con il debito non è sintomo di ricchezza, ma semmai in questo momento rappresenta un gravoso impegno finanziario.
Si deve considerare che le prime case di tipo popolare per effetto della detrazione già ora non pagano o versano pochissimo.
Si potrebbe al limite aumentare le detrazioni e di fatto molti altri non pagherebbero.
Non si può di certo affermare che un possessore di una mega villa con custode non riesca a versare l’aliquota ridotta prevista per la prima casa.
E’ necessario un altro tipo di intervento: la prima casa a volte incorpora un mutuo ipotecario ed in questo caso si dovrebbe concedere la possibilità di dedurre il mutuo dalla base imponibile imu per due motivi:
– con il mutuo ipotecario di fatto la casa è della banca e quindi non è un sintomo di ricchezza.
– solitamente chi paga il mutuo in questo momento è già in una situazione di disaggio finanziario.
Il gettito dell’imu deve finire nelle casse del Comune su cui insistono gli immobili perché il gettito (stabilito dal Comune) dovrebbe servire alla costruzione e miglioramento delle strade e della viabilità oltre che dei parcheggi e dei parchi e dei servizi correlati all’immobile che dovrebbero rivalutare gli immobili stessi giustificando e correlando in qualche modo l’imposizione al servizio. In sostanza nel comune dove si paga di più si dovrebbe vedere una maggiore rivalutazione del contesto immobiliare.

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