Villa Bozzi ai villafranchesi

di admin
Fondazione Historie onlus si è aggiudicata la struttura messa in vendita dal Comune, per 443mila euro (con il contributo della Regione del Veneto).

Villa Bozzi resterà patrimonio della comunità villafranchese. Inserita nel piano delle alienazioni del Comune è stata acquisita dalla Fondazione Historie, da 35 anni attiva sul territorio al fianco delle persone con disabilità.

Dal 1981, l’ente gestisce, proprio nella villetta di via Generale Cantore, il centro diurno Celadon con laboratorio di ceramica, che occupa una quindicina di ospiti, seguiti da quattro operatori, tra i quali il maestro d’arte Nicola Betteloni.

Historie ha partecipato alla gara bandita dal Comune, aggiudicandosi la palazzina per 443mila euro. La base d’asta era di 442mila. La fondazione ha ottenuto un contributo regionale di centomila euro e la cifra restante la coprirà accendendo un mutuo. Gli uffici municipali effettueranno le verifiche di rito e in capo a un anno i due enti firmeranno il rogito.

Si compie così la volontà dei donatori della villetta, Vittorio ed Erminia Bozzi, che l’avevano lasciata alla comunità con un vincolo: la villa doveva essere utilizzata esclusivamente a fini sociali. E c’è un altro obbligo: quello di non rimuovere la lapide posta al di sopra dell’entrata principale, che ricorda appunto la donazione.

L’alpino tipografo Vittorio Bozzi (1892-1977), amante della sua città, non ebbe figli dalla moglie Erminia Lonardi e così decise di lasciare la villa, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1957, alla casa di riposo, che fu assorbita poi dall’Ente comunale assistenza. In seguito, la villa passò al Comune, che la concede da circa trent’anni in uso alla fondazione Historie, che qui ha aperto una bottega-laboratorio di ceramica, svolge alcune attività formative e ha il punto vendita. Da qui sono passate generazioni di persone. «Molte coppie hanno scelto il laboratorio per le bomboniere di nozze e di battesimo», spiega Nicola Novaglia, responsabile del centro Celadon. «Oggi vengono i loro figli. Da qui, sono passati un centinaio di obiettori di coscienza e altrettanti operatori e volontari. Abbiamo seguito un’ottantina di persone con disabilità. Il centro ha ottenuto l’accreditamento della Regione e l’autorizzazione dell’Ulss. È soprattutto un luogo per e della comunità villafranchese. L’acquisizione da parte di Historie è senz’altro all’insegna della continuità».

«È una soddisfazione personale sapere che la villa andrà a una struttura come Historie, fiore all’occhiello di Villafranca, per la quale ci auguriamo che il Comune abbia anche in futuro un occhio di riguardo», spiega Enrico Ortombina, nipote di Vittorio Bozzi. «La donazione fu fatta a favore dei fini sociali del Comune di Villafranca. Con questo Vittorio Bozzi volle dare un segno tangibile del suo attaccamento alla città. Con Historie è garantito il mantenimento dell’uso sociale della struttura e onoriamo la memoria del donatore».

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