IL RINASCIMENTO DEL PAESAGGIO E DEL PATRIMONIO VENETO 11 MAGGIO A CAPRINO VERONESE (VR)

di admin
Sabato 11 maggio a Villa Carlotti a Caprino Veronese (VR) l’Istituto Regionale Ville Venete, dopo l’appuntamento a Montecchio Maggiore nel Vicentino ad aprile, dedica una giornata all’importanza del contesto paesaggistico in cui tali complessi architettonici sono inseriti.

“IL RINASCIMENTO DEL PAESAGGIO E DEL PATRIMONIO VENETO” il tema del convegno che dalle 9.30 punterà l’attenzione sulle ville venete, da scoprire, riscoprire, conoscere, valutare, valorizzare e promuovere, con particolare riferimento al Garda Baldo e alla Bassa Val Lagarina. “Vogliamo sensibilizzare gli enti del territorio, e in particolare i comuni, sull’importanza del paesaggio collegato al complesso architettonico che ospita – dice la presidente dell’IRVV Giuliana Fontanella – il territorio della Lessinia rappresenta un patrimonio artistico da valorizzare. In un contesto di villa, territorio e di eccellenza. Con la vocazione enogastronomica del Veronese che può essere un ulteriore strumento di rilancio e sviluppo dell’economia. Il Veneto si ripensa quindi per rilanciare il proprio patrimonio”. La giornata si apre con la visita a Villa Carlotti, che ospita il convegno, e si conclude con la visita a Villa Malaspina e all’oratorio di San Martino.

L’evento sarà occasione per presentare le attività di catalogazione e ricognizione dei contesti di villa, già avviate dalla Regione del Veneto in collaborazione con l’IRVV, nell’ambito della elaborazione dei Piani Paesaggistici d’area.

PROGRAMMA 11 MAGGIO
Ore 9,30 Visita a Villa Carlotti, già Vimercati ora Municipio, monumentale edificio seicentesco su preesistenze con notevoli decorazioni a fresco valorizzate dal recente restauro. Nel museo civico, allestito nell’edificio, è conservato, tra il resto, un Compianto in pietra trecentesco.

Ore 10,00 Inizio convegno
Saluti delle Autorità
Modera Franco Dusi, consigliere IRVV
Intervengono
Carlo Canato (IRVV) La conoscenza delle ville, degli affreschi, dei giardini
Daniela Zumiani (Università di Verona) Ca’ Montagna e Villa Carlotti, due esempi emblematici del gotico e del barocco in area baldense
Vasco Senatore Gondola: Ville sconosciute della piana di Caprino e della bassa
Val Lagarina
Francesco Monicelli: Giardini storici del Garda-Baldo e della bassa Val Lagarina
Monica De Vincenti (Fondazione Giorgio Cini) Il corpus della statuaria da giardino
Maurizio De Gennaro (Regione Veneto) Gli strumenti di valorizzazione dei contesti di villa

Ore 12,00 Chiusura lavori e trasferimento in pullman in località Platano per visitare Villa Malaspina Nichesola, edificio di origine trecentesca, restaurato nel XIX secolo e recuperato come sede della Comunità Montana del Baldo. Seguirà la visita al vicino oratorio di San Martino con il trittico Brenzoni.

Ore 13.30Trasferimento a Villa Cariola per uno spuntino con vini offerti dal Consorzio per la Tutela del Vino Bardolino.

Presentazione
Un lago e una montagna -un “vuoto” e un “pieno” -caratterizzano l’area all’estremità occidentale della Regione veneta: il lago di Garda e il monte Baldo, che a ovest si specchia nelle acque del bacino benacense, mentre è definito sul versante orientale dalla Val Lagarina, incisa dal millenario scorrimento dell’Adige. Un’area con copertura forestale e patrimonio floristico del tutto peculiari, al punto da meritare l’appellativo di “Hortus Europae”.
Luoghi che hanno visto insediamenti umani antichissimi con abitazioni palafitticole dell’età del Bronzo e castellieri sui siti più elevati. Luoghi il cui processo di antropizzazione ha seguito le vicende storiche, politiche ed economiche proprie del Veneto, compresa la “Civiltà di Villa”, felice coniugazione di principi produttivi e d’ideali umanistici che hanno sotteso, anche in questo territorio, alla formazione di proprietà fondiarie con le colture diversificate di vite, ulivo, cereali, frutteto. Anche se circoscritte al Basso e Medio lago e alle aree meno impervie e più redditizie della montagna, destinata per il resto alla raccolta delle castagne e alla pastorizia.
“Civiltà” che ha lasciato testimonianze architettoniche pregevoli nella Val Lagarina, sotto controllo veneto, esteso anche su Rovereto dal 1416 al 1509, ossia fino alle vicende belliche della guerra mossa a Venezia dai Collegati della Lega di Cambrai. Ma soprattutto testimonianze assai antiche e diffuse nella riparata e ubertosapiana di Caprino, centro ordinatore del pedemonte baldense.
Torri, corti fortificate, case dominicali, ville con broli e giardini, voluti soprattutto dal ceto mercantile e dal patriziato cittadino veronesi. L’area, infatti, era considerata periferica e pericolosamente vicina ai confini di Stato per rientrare nel raggio d’investimento agricolo della ristretta oligarchia veneziana, quando i “Nobili Veneti” spostarono i loro interessi primari dal mare alla terra.
Un’area poco nota anche ai veneti d’oggi, in particolare per quanto concerne il consistente patrimonio di “ville venete”, che questo incontro desidera far conoscere da vicino e riscoprire, attivando possibili strumenti di partecipazione attiva e valorizzazione.

Condividi ora!