Svizzera. Federalismo e democrazia diretta, quali elementi basilari della straordinaria competitività elvetica.

di admin
Esaminando il numero 4/2013 della nota rivista “UBS Outlook Svizzera”, edita dall’Unione di Banche Svizzere, Zurigo, abbiamo avuto il piacere di leggere l’articolo Concorrenza interna, come forza verso l’esterno, nel quale Daniel Kalt, capo economista per la Svizzera nell’Istituto di credito citato, spiega i vantaggi economici, che derivano al Paese nostro vicino, e quindi, alla…

Ritenendo molto interessanti e convincenti le considerazioni di Daniel Kant, non solo dal punto di vista di come funzionano i due sistemi svizzeri citati – tenuto conto che da diverso tempo, in Italia, si parla, fra l’altro, di federalismo –, ma anche da quello dei risultati, che da essi derivano, ci è gradito riprodurre, di seguito, l’articolo in parola. A volte – avuto presente che la Svizzera è divisa in Cantoni, ossia, per capirci, in quelle che sono le nostre Regioni – osservando come si comportano gli altri, qualcosa possiamo imparare… e, perché no, copiare…, ove possa essere utile…

L’articolo: ‘Anche se la definizione di “caso speciale” sembra oramai inflazionata, impressiona ancora costatare l’ottimo posizionamento della Svizzera, praticamente in tutte le dimensioni della competitività internazionale, pur nel bel mezzo di un’Europa scossa dalla crisi monetaria e dal debito. Ritengo che i punti di forza della nostra piazza economica siano principalmente riconducibili ad alcune caratteristiche istituzionali centrali del Paese.

Federalismo: concorrenza interna
Sicuramente, tra i principali fattori, che rendono la Svizzera ciò che è oggi, c’è la sua forma di Stato federale, basata sull’idea che l’azione e la struttura di governo funzionano al meglio, se radicate nella minima cellula possibile di uno Stato, dove le specifiche esigenze locali e le peculiarità culturali possono essere affrontate al meglio. È più che una semplice ripartizione decentrata delle competenze nello Stato e nella società. Si tratta piuttosto del radicamento della responsabilità politica, che rappresenta la premessa fondamentale, affinché ad ogni livello dell’apparato statale, sia esso comunale o cantonale, esista una ampio margine di configurazione, per diversi contesti economici. I singoli cantoni o comuni possono così anche fungere da veri e propri laboratori di sperimentazione per condizioni-quadro nuove ed innovative che, in caso di successo, potrebbero essere applicate anche altrove.
Questa concorrenza geografica, interna alla Svizzera, stimola ogni regione, città e, perché no, villaggio, a creare le migliori condizioni per attirare le imprese, con conseguente nuova creazione di posti di lavoro, o i privati, come località residenziale. Credo che questa intensa concorrenza tra ubicazioni abbia contribuito molto al fatto che da noi i servizi pubblici siano qualitativamente migliori e più efficienti rispetto alla grande maggioranza degli altri Paesi e che disponiamo d’una infrastruttura pubblica di base eccellente e d’un ottimo sistema di formazione duale. Allo stesso modo, un mercato del lavoro flessibile, un processo di determinazione del salario organizzato, in modo decentrato, e la tradizionale partnership sociale contribuiscono alle conquiste della nostra struttura statale federale.

Democrazia diretta: controllo attraverso la concorrenza politica
Una seconda caratteristica straordinaria della Svizzera sono le sue istituzioni a democrazia diretta. Il popolo possiede, grazie al diritto di lanciare iniziative di legge o costituzionali, uno strumento d’estrema importanza per portare a discussione idee e proposte politiche. Ciò crea un contesto di concorrenza delle idee politiche ed una forte partecipazione dei cittadini alle questioni politiche nel ruolo di agenti e non solo di consumatori. Il popolo ha, quindi, uno strumento di controllo efficace, che disciplina gli approcci finanziari del governo e riduce il margine d’influenza di lobby organizzate, a difesa d’interessi particolari.

“Il federalismo e la democrazia diretta sono fattori fondamentali, per spiegare i motivi della nostra eccellente competitività”.

Si è così riusciti a impedire, soprattutto a livello comunale e cantonale, una cattiva amministrazione, basata sull’indebitamento, come quella condotta, negli ultimi anni, in molti altri Paesi. Lo si vede, in particolare, a livello di Confederazione, sul quale il freno all’indebitamento non può essere semplicemente modificato, nei suoi principi, dal parlamento, ma solo dopo una nuova votazione popolare. Questo tipo di separazione di poteri ha riscosso ampia eco internazionale e le finanze pubbliche non sono sfuggite al controllo.
Se vogliamo mantenere gli eccezionali vantaggi locali della Svizzera, e anzi potenziali, è necessario riconoscere che il federalismo, come la democrazia diretta, sono fattori centrali per spiegare la nostra eccezionale competitività. Bisogna, infatti, sempre verificare che le decisioni politiche siano compatibili con i principi d’uno Stato federale e con le istituzioni a democrazia diretta. Bisognerebbe quanto più possibile evitare d’erodere questi fattori centrali, sia attraverso tentativi d’armonizzazione interni, sia attraverso cessioni di potere, in virtù del diritto internazionale’.

Mentre ringraziamo la Direzione di “UBS Outlook Svizzera” ed il dr. Kalt, per averci permesso e facilitato la riproduzione dell’articolo di cui sopra, siamo certi che il gentile Lettore rileverà da esso una nuova visione – per la vicina Svizzera, ormai d’antica data – dell’amministrazione pubblica e, quindi, motivi di riflessione in merito.

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