Convegno: “APRITE QUELLE PORTE”

di admin
Può sembrare un esortazione fuori luogo ma il convegno dello SPI Cgil “Aprite quelle porte”, organizzato per lunedì 6 maggio p.v. a Legnago, vuole mettere a fuoco il ruolo e il contributo al sistema di welfare che oggi viene dato dalle cosiddette case di riposo.

La conoscenza di questa realtà, con i suoi punti di forza e di debolezza è molto importante perché quelle che nella programmazione regionale vengono classificate come strutture residenziali extra ospedaliere rappresentano un nodo fondamentale della rete socio sanitaria territoriale, che si pone in relazione con il sistema ospedaliero, da un lato, e con l’area della domiciliarietà, dall’altro.
Una fase di lunghi anni di crisi sta mettendo a rischio il nostro modello di welfare che è stato costruito negli anni, e si materializzano i rischi di un sistema che si avvita su se stesso.
Rimanere il più possibile nel proprio domicilio senza che questo significhi abbandono è un obiettivo di civiltà, ma sempre più spesso le famiglie sono portate a scegliere la soluzione a domicilio per i costi delle rette sempre più alti (affidando il carico assistenziale ad un familiare quasi sempre donna oppure al mercato legato al fenomeno delle c.d. “badanti” spesso informale, non regolarizzato). Soluzione che non sempre è in linea con i bisogni reali dell’anziano ma che produce il fenomeno perverso di assorbire le liste d’attesa e mettere in crisi i bilanci delle strutture che non occupando i posti letto sono in difficoltà a garantire l’occupazione.
Parlare di questi temi per lo SPI-CGIL è importantissimo poiché significa affrontare un argomento che interessa, direttamente o indirettamente, i 914mila residenti nella provincia di Verona , infatti oltre ai 177mila che sono ultra sessantacinquenni anche le famiglie, sempre più mononucleari,sono coinvolte dalla prospettiva di un sistema socio-assistenziale non in grado di garantire le risposte necessarie in caso di bisogno.

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