BANCA DEL CENTROVENETO:L’assemblea dei soci, riunita in Fiera a Vicenza, ha approvato i dati di bilancio, licenziando un ottimo risultato anche nell’utile di esercizio, che migliora la performance della banca.

di admin
Eletti i componenti del nuovo CdA e nella prima seduta riconfermato alla guida dell'Istituto Flavio Stecca.

Un bilancio che si consolida e che migliora le proprie performance, nonostante la crisi.
E’ questo il risultato che Banca del Centroveneto ha portato in approvazione all’Assemblea dei soci, riunita domenica alla Fiera di Vicenza.
Evento importante perché oltre all’esame dei dati di bilancio relativi all’esercizio 2012 l’appuntamento prevedeva il rinnovo della cariche sociali con un parziale rinnovo del consiglio di amministrazione e l’avvicendamento di alcuni amministratori in una visione strategica territoriale.
“Abbiamo presentato ai nostri soci un bilancio molto positivo, frutto di un percorso di intenso lavoro e di una rigorosa organizzazione- annuncia il Presidente di Banca del Centroveneto, Flavio Stecca. Una strategia che ci permette anche in un anno di forte criticità per il sistema e per l’economia di realizzare un utile significativo e in crescita rispetto all’anno precedente, che rafforza i fondamentali della nostra BCC. I soci- continua Stecca- hanno riconosciuto in termini molto soddisfacenti quanto sia stato importante il ruolo della Centroveneto nel territorio. Oggi contiamo oltre 3500 soci: più di 3100 sono persone fisiche, mentre la parte restante sono società, distribuiti in un’area di competenza tra le provincie di Vicenza e Padova in un territorio che comprende 59 Comuni”.
Il Direttore generale della Banca Umbertino Baracca spiega e commenta i dati del bilancio 2012.
“Aumenta la raccolta diretta, che supera gli 812 milioni di euro (+3,1% rispetto al 2011), mentre in lieve calo a quota 658 milioni di euro gli impieghi: importante però sottolineare come il 97,3% dei finanziamenti concessi siano stati erogati nella zona di competenza territoriale. Tale dato ben caratterizza la vocazione di una banca di credito cooperativo, che investe e finanzia soggetti presenti nel proprio territorio. La politica del frazionamento del credito, per poterlo meglio monitorare, ha dato linfa vitale a quasi 6.200 posizioni (tra persone fisiche e imprese). Per quanto riguarda la distribuzione dei crediti preponderante è la componente degli operatori economici come artigiani, agricoltori, imprenditori (62,45%), ma significativa è anche quella a favore di privati e famiglie (37,55%). Oltre il 50% dei crediti è stato erogato a soci”.
Stabili gli sportelli a quota 19, ma aumentano i conti correnti di quasi il 3% rispetto all’anno precedente per una politica di attenzione al cliente e di servizi dedicati con progetti altamente qualificati come la Banca telefonica e il Servizio Private Banking. “Progetti che abbiamo strutturato qualche anno fa- commenta il dg Baracca- ma che oggi, grazie ad un’attenzione moltiplicata e dedicata anche nella formazione del nostro personale e degli operatori, ci permette di innalzare il livello qualitativo del nostro modello di banca locale. E questo senza rinunciare ai nostri punti di forza che sono da sempre il valore della relazione, risposte celeri e la conoscenza diretta della nostra clientela e del nostro territorio”.
Il rapporto sofferenze sugli impieghi si attesta a quota 7,9%. Bene il margine di interesse a quota 22,63 milioni di euro (+9,4%) e in aumento significativo anche il patrimonio di vigilanza che sfiora i 100 milioni di euro (+7,4%), in crescita costante per l’accantonamento degli utili.
Il Tier1 di Banca del Centroveneto ha raggiunto il valore del 13,87%. “Si tratta – spiega Baracca- di un livello di garanzia, ben superiore alla maggior parte delle banche nazionali e quasi doppio rispetto ai minimi necessari. Con un utile netto che raggiunge quota 4,4 milioni di euro (+ 12,24% rispetto al risultato dell’esercizio precedente), la banca ha totalizzato un ROE (Return on Equity), ossia un utile rispetto alla dimensione patrimoniale del 5,16%. Il dato, fra i migliori del Veneto registra a livello regionale il miglior utile rispetto alla dimensione della Banca”. Oltre all’utile di esercizio approvato, la Banca è riuscita ad accantonare quasi 12 milioni di euro, a copertura prudenziale di perdite su crediti.
Nel corso dell’assemblea sono stati inoltre eletti i consiglieri che faranno parte del nuovo consiglio di amministrazione della Banca, che dureranno in carica per un triennio: Michele Adda (Arcugnano), Domenico Basso (Grantorto), Giovanni Biasetto (Teolo), Silvio Cabrellon (Longare), Michele Michielon (Curtarolo), Dario Corradin (Dueville), Anna Rosa Legnaro (Torreglia), Gaetano Marangoni (Grumolo delle Abbadesse/Camisano), Leonardo Martini (Castegnero), Stefano La Torre (Cervarese Santa Croce), Alessandro Rodighiero (Vicenza), Wilma Seragiotto (Teolo), e Flavio Stecca (Longare).
La prima seduta del Consiglio di amministrazione ha visto la riconferma alla Presidenza di Banca del Centroveneto dell’imprenditore Flavio Stecca. La vicepresidenza è stata assunta da Gaetano Marangoni (Vicario) e da Domenico Basso.
“Il nostro obiettivo è quello di operare con prudenza, efficienza e soprattutto con i piedi per terra- commenta il Presidente Stecca. Senza dubbio il modello cooperativo di credito al quale apparteniamo rivestirà un ruolo centrale di accompagnamento alla pur lenta ripresa, in virtù di scelte operative e strategiche che possano privilegiare non solo la sopravvivenza della banca, ma anche la garanzia di un equo ed equilibrato sostegno finanziario alle imprese”.

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