Agriturist a convegno a Negrar. “Progetto di rete”, quale elemento necessario a creare maggiore innovazione e competitività.
di adminLa relazione di Giorgio Sartori, direttore generale di Confcommercio, Verona, ha aperto il convegno, gettando le basi, con la sottolineatura di principi di necessaria sinergia, per una positiva discussione successiva e, quindi, chiarificatrice del complesso tema della riunione stessa: il progetto di rete. Premessa la necessità di evitare conflittualità fra ricettività agrituristica e ristorazione tradizionale, è necessario rendere migliore la competitività dell’offerta turistica italiana, nello scenario internazionale, “facendo sistema”. Un sistema organizzato, dotato di forte identità e di sensibilità nell’interpretazione delle esigenze, che il progresso propone, nel quadro della moderna domanda turistica. Un sistema di forte legame con il territorio, di efficaci, innovative strategie di marketing e di comunicazione, unite alla creazione di molta interazione e di forte collaborazione, d’impiego di esperienze e di conoscenze dai soci acquisite, per uno sfruttamento positivo delle opportunità di business… Questo, attraverso un sistema a rete, dato da un’ampia partnership, apportatrice di competizione e di nuove capacità organizzative. Una “rete”, che si muove, permettendo ampia autonomia gestionale all’associato, il quale, tuttavia, viene a fare parte di un’unica, più grande impresa, diretta al perseguimento d’obiettivi comuni, attraverso la cooperazione interna, per ottenete competitività all’esterno del gruppo, che, pure più complesso, è articolato e globale nella sua azione. Ciò consente di mantenere la promessa fatta al turista-ospite, con rapidità di risposta, accompagnata da adattamento alle esigenze dell’ospite stesso e da innovazione. E’ richiesto, dunque, un sistema integrato, meglio sostenuto da consorzi di promozione turistica, la cui forza sta, appunto, nell’interscambio di esperienze provate e di collaborazione fra gli associati. Riassunto: non è più possibile agire in completa autonomia. Serve unione, sia pure con qualche rinuncia, per ottenere il meglio: condividere esperienze, ridurre i costi ed introdurre innovazione.
In tale quadro – il convegno di Villa Spinosa, proposto da volonterosi ed appassionati giovani, è stato importante momento di rivivificazione dell’agricoltura, con proposte nuove e strettamente concrete – va evidenziata l’esistenza del “contratto di rete d’impresa”, legge No.33 – 2009. Il quale regola – ci ripetiamo, ma ne vale la pena – una forma di collaborazione fra aziende, mirando, nel rispetto delle clausole sottoscritte, alla realizzazione di obiettivi strategici, non intaccando, come già detto, l’autonomia aziendale dei singoli associati. Esso prevede, inoltre, programmi comuni, l’impegno di rapporti di scambio d‘informazioni costruttive, nell’interesse degli iscritti.
Una tale normativa, tenuto conto dei tempi che corrono, è senz’altro un’illuminata innovazione nel campo dell’essenziale multifunzionalità agricola, la quale non può più essere pilotata solo da singoli, per trovare metodi di sviluppo e di una più adeguata offerta, valorizzando, al tempo, il grande patrimonio del territorio. Che, con la natura stessa e con dimostrazione delle antiche lavorazioni di coltivazione e di trasformazione del prodotto, è un vero laboratorio, una vera università, che ottimamente attrae il turista, come hanno altamente attratto i prodotti, proposti a fine convegno – ottimo e perfetto il “super risotto all’amarone” – e frutto del lavoro di numerosi soci di Agriturist – info@agrituristverona.it. I quali hanno dimostrato come un agriturismo bene organizzato sappia dare risultati soddisfacenti e di riconoscimento del proprio impegno, nell’utilizzo di quanto offre la campagna.
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