Politica: non c’è più tempo. L’economia nazionale non può più attendere. I partiti devono muoversi e creare un governo dotato d’incisiva capacità di azione e di durata.
di adminIl Paese ha votato, ha conferito l’incarico ai partiti – si sperava in una rapida costituzione di un governo – ma siamo alla paralisi, perché ogni gruppo politico insiste sulle proprie posizioni, ritenendo d’essere l’unico custode della chiave di volta necessaria alla Nazione. Chiave di volta, che per essere strettamente legata al modo di vedere del partito, che la propone, e all’esigenza del partito stesso di apparire l’unico capace di rispondere ai bisogni nazionali, resta solo allo stato d’intenzione. Intenzione, peraltro, mai completamente chiarita, perché un “programma” vero e proprio, come dovrebbe essere, presentato, nero su bianco, nel periodo pre-elezione, non sembra si sia potuto leggere e valutare. Vi sono proposte, diverse, in vero, ma mai tali da creare certezza nel cittadino. Un programma scritto, del resto, buono o cattivo, come dicevamo, potrebbe essere troppo impegnativo, per un determinato partito, il quale correrebbe il rischio di non ricevere o perdere consensi.
Ora, siamo al massimo dell’incertezza, relativa al “se si crei un governo” – che dev’essere assolutamente credibile e in grado di agire, data la difficile situazione economico-finanziaria e dinanzi al pericolo gravissimo di un tracollo dell’economia nazionale – o “se si intenda tornare alle urne”, con ulteriore perdita di tempo e, non è poco, visti i tempi che corrono, con ulteriore spesa, sempre a carico del contribuente-cittadino.
I partiti devono capire che se esistono, hanno vita solo perché vi è un popolo, e che, quindi, per il bene del popolo stesso, devono agire. Non solo: ci sono anche un’Europa ed un euro che sono in bruciante attesa di sapere, se l’Italia intende prescriversi medicine – la prima delle quali si chiama “risparmio pubblico”– adatte a risollevarsi e a garantire all’Europa, della quale non facciamo parte per puro caso, ma per avere accettato regole, che abbiamo sottoscritto, ma non del tutto rispettato, che intendiamo porci sulla dritta via, nell’interesse nostro ed europeo.
Lasciando da parte il solito discorso dei Paesi, che attraverso l’adesione all’euro, ci guadagnano, e di quelli che ci perdono, sistemiamo anzitutto i nostri problemi interni, onde garantire migliore vita a chi ha meno e, attraverso alta fiducia nell’impresa, senza della quale non v’è e non vi sarà né benessere, né vita dello Stato, creare occupazione.
Per fare ciò, non occorre essere né di destra, né di sinistra. Occorre massima concretezza. Siamo ingrigliati in un sistema internazionale, dal quale non possiamo uscire, se non con sicuri gravi disastri, e nel quale possiamo rimanere solo se tutti, tutti i partiti, accantonando ogni interesse di parte, si accordano, finalmente sui temi essenziali – lasciando da parte, per ora, quello della legge elettorale, che dovrebbe essere adattata, per quanto si è visto e si sa, alle esigenze di ogni partito – da trasformare in realtà nel più breve tempo possibile. Anche se, a qualche partito, qualche nuova misura non piacerà, soprattutto perché possibile negatrice di consensi. Ma, i bisogni del popolo devono avere l’assoluta precedenza, mentre è assolutamente importante evitare che l’Italia sia ulteriormente valutata secondo l’andamento dello “spread”, ma, finalmente, secondo la saggia e corretta conduzione del Paese. E, se occorre, copiamo, per non perdere tempo, qualche buona legge già in vigore all’estero…
In Evidenza
Autotrasporto verso il fermo nazionale: UNATRAS e Confartigianato lanciano l’allarme

Trasporti, Confimi incontra l’assessore regionale Diego Ruzza e avvia un tavolo permanente

Fondazione BVR Banca Veneto Centrale: al via un nuovo motore di sviluppo per territori

Vinitaly 2026, Verona consolida la crescita: più notti e domanda qualificata

Banco BPM, utile oltre i 2 miliardi e dividendo a 1 euro: l’assemblea rinnova la governance

Grana Padano DOP, il 2025 è l’anno dei record: vendite ed export in crescita

Enoturismo, leva strategica: oltre 3 miliardi di valore e nuove opportunità per il Veneto

Hansen: «Pacchetto vino strumento chiave per affrontare sfide geopolitiche e climatiche»

Vino nella GDO, nel 2025 calano i volumi ma tiene il valore: consumatori orientati al premium











