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Coma etilico a 13 anni?

di admin
Bere, bere e bere. Sembra che gli adolescenti italiani di oggi siano capaci a fare solo questo. I ragazzi italiani di 11, 13 e 15 anni sono i primi in tutta Europa per il consumo settimanale d'alcol, nonostante la Legge n. 189 dell’8 novembre 2012 stabilisca il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori…

Le motivazioni sono tra le più svariate: chi beve per sballare (e quindi l’alcol diventa ponte di collegamento al mondo delle droghe), chi beve perchè nel gruppo lo fanno tutti (indice di scarsa personalità), chi perchè deve mostrarsi più adulto, non rendendosi conto invece di rendersi ridicolo. Qualunque siano le motivazioni, sempre più giovani bevono. Non sto parlando del bicchiere preso insieme ai genitori, o del bicchierino con gli amici, sto parlando dei fiumi di alcol che i ragazzi inghiottono ogni sabato sera. I genitori non sembrano nemmeno rendersene conto, quando improvvisamente arriva una telefonata dal pronto soccorso avvertendoli che il proprio figlio/a è ricoverato per coma etilico.
Parlo dei ragazzi di oggi, perchè è un fenomeno attuale che si sta diffondendo adesso. I giovani di una volta non avevano i soldi e chi li aveva non li spendeva di certo per bere. Ma soprattutto non si beveva perchè vi era una mentalità diversa. L’essere ubriaco era motivo di vergogna, non certo di vanto come oggi. Sappiamo che fin dall’antichità c’era l’idea della metriòtes (misura) nel bere, e chi si ubriacava diventava un emarginato sociale. Questa tendenza del bere tra i giovani non è forse un simbolo del decadimento dei valori di un tempo?
Le leggi impongono di non bere prima dei 18, non perchè vogliono far soffrire tutti gli adolescenti, ma perchè fino a quell’età i nostri giovani non sono ancora in grado di digerire l’alcol, e quindi provoca molti più danni. Forse solo quando questa generazione si rendera conto dei danni che si è procurata da giovane, solo a 50 anni (se ci arriva).
Nelle scuole si sta facendo qualche incontro con degli esperti, ma non è di certo abbastanza. Bisogna che i giovani capiscano che lo si fa per il loro bene. Bisogna puntare maggiormente sulla prevenzione, perchè una volta che un ragazzo di 20 anni ha fatto un incidente e ha ucciso qualcuno magari, è troppo tardi.
Ogni anno si ripete per esempio la campagna di comunicazione contro l’abuso di alcol e la guida “la vita è sempre una anche se hai bevuto” promossa dal ministero della salute, ma non e’ abbastanza. Fino a quando non riusciremo a togliere la mentalità ignorante che si sta diffondendo, le cose non faranno altro che peggiorare.

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