Tav Corridoio 1 – accesso sud della Galleria del Brennero Al via la nuova progettazione per superare le criticità del Nodo di Verona
di adminErano presenti: l’onorevole Mauro Fabris, Commissario straordinario di Governo; il vicesindaco del Comune di Verona; Stefano Angelini, dirigente della Direzione Infrastrutture della Regione Veneto.
Attraverso la sottoscrizione del protocollo, Provincia, Regione, Comune convergono con RFI nella scelta della soluzione per il tracciato che riguarda il Nodo di Verona. L’innesto al Nodo di Verona, quarto lotto, è stato inserito nelle priorità ricadendo nel programma delle infrastrutture strategiche dell’Unione Europea. Il quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza – Verona riguarda l’accesso sud alla Galleria di Base del Brennero, una delle opere individuate dal Primo Programma delle Infrastrutture Strategiche approvato con Deliberazione CIPE. La Provincia, con il supporto del commissario di governo alle infrastrutture, Mauro Fabris, ha ritenuto di avviare un approfondimento del tracciato ferroviario in ingresso a Verona, dopo aver raccolto le osservazioni sulle criticità del vecchio tracciato da parte del Comune e dei Comitati di alcuni quartieri cittadini.Per questo motivo, la Provincia ha riunito la Regione, il Comune e RFI Spa, costituendo un Gruppo di lavoro di tecnici per individuare la soluzione più fattibile e meno impattante sul territorio di Verona. Tale gruppo ha valutato diverse ipotesi di tracciato plano-altimetrico, valutando tutti gli elementi oggettivi e tecnici di raffronto di ogni alternativa.
Sono state pertanto poste all’attenzione delle tre giunte, regionale, provinciale e comunale, le risultanze degli studi effettuati e si è optato per l’opzione che prevede il quadruplicamento in affiancamento alla linea esistente, con interramento in galleria sia della nuova linea sia di quella storica. L’intervento inizia al confine con il comune di Pescantina e fino allo svincolo ferroviario di San Massimo, tra i più importanti del nord Italia. La lunghezza dell’intervento è di circa 9,8 km con una previsione di gallerie artificiali e naturali di circa 5 km, concentrate in adiacenza con l’abitato. Le nuove aree risultanti soprastanti le gallerie verranno riqualificate in modo tale da costituire una ricucitura dell’abitato di San Massimo con la Spianà e la città. Le nuove linee interrate riemergono in superficie ai due estremi: a nord nel superamento dell’Adige con un nuovo ponte e a sud nell’attacco al nodo ferroviario. Il costo della nuova soluzione, preventivato con ampi margini anche per le opere di mitigazione, si aggira intorno agli 830 milioni di euro.
Assessore provinciale alla Pianificazione territoriale: “E’ con particolare soddisfazione che oggi presento questo protocollo, risultato del lavoro di coordinamento che abbiamo svolto negli ultimi anni. Con l’approvazione di questo accordo da parte di Comune, Provincia e Regione, vengono stabilite le linee guida di riferimento per i lavori di ampliamento della linea ferroviaria Fortezza – Verona. Così RFI potrà stilare il progetto definitivo tenendo conto delle esigenze del territorio, che in quel punto presenta numerose criticità soprattutto dal punto di vista ambientale e della vivibilità. Per questa ragione, dopo aver vagliato diverse opzioni di intervento, la soluzione prescelta – che avrà un costo approssimativo di 830 milioni di euro – prevede il quadruplicamento della linea in affiancamento a quella esistente e l’interramento di entrambe. Questa scelta è più onerosa rispetto alle altre considerate, ma è anche quella meno controproducente per l’ambiente e per gli abitanti della zona”.
Vicesindaco del Comune di Verona: “Questo protocollo d’intesa è fondamentale per tutto il territorio veronese, perché va a risolvere una situazione complessa risalente a dieci anni fa. Il primo progetto – proposto nel 2003 – prevedeva un raddoppio della linea ferroviaria già esistente, ma con un impatto devastante per tutta la città. Tante sarebbero state, infatti, le criticità che un intervento come questo avrebbe portato a tutti i quartieri interessati, ulteriormente deturpati e danneggiati dall’ampliamento. Insieme alla Provincia di Verona e alla Regione del Veneto abbiamo quindi studiato un nuovo progetto che andasse a sostituire quello passato. Con la firma di questo protocollo abbiamo voluto dare un segnale importante di unità di intenti e condivisione di obiettivi comuni. Cercheremo, infine, di limitare al massimo i disagi per i cittadini, e garantiremo alle famiglie interessate dagli espropri la possibilità di essere rimborsati e di avere delle aree di proprietà del Comune per ricostruire le nuove abitazioni”.
Commissario – Fabris: “I dieci anni di discussione che hanno portato a questo protocollo d’intesa sono stati un periodo utile per avere piena coscienza dei problemi collegati ad uno snodo europeo importante come Verona. L’accordo a cui siamo giunti è fondamentale sia perché risolve un problema che interessava la città da tempo, sia perché consentirà di attivare i finanziamenti dell’Unione Europea per i prossimi sette anni. Gli interventi che proponiamo permetteranno di ricomporre la frattura urbanistica che interessa ancora oggi i quartieri di Chievo, La Sorte, Croce Bianca e San Massimo. Di grande importanza, infine, sarà l’istituzione di un Osservatorio per dare la possibilità a tutta la popolazione interessata di seguire l’avanzamento dei lavori, esprimendo dubbi e perplessità”.
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