Il presidente di Banca Etica invia al Ministro Grilli le settemila firme raccolte in poche ore per salvaguardare le esperienze di azionariato popolare.
di adminLa “Legge di Stabilità” proposta dal Governo ha cancellato l’esenzione dall’ imposta per gli investimenti fino a 1.000 euro, imponendo anche su di essi un bollo da 34 euro.
La misura mette in difficoltà le tante esperienze di azionariato diffuso e popolare e di finanza cooperativa come quella di Banca Etica.
Banca Etica è il primo istituto di credito interamente dedito alla finanza etica. Nata 14 anni fa, ha dimostrato di poter resistere alla crisi innescata dalla finanza speculativa, aumentando costantemente e in modo rilevante i finanziamenti erogati a favore di cooperative sociali, imprese dedite alla promozione della cultura e della tutela dell’ ambiente.
Un ruolo anticiclico e di supporto al mantenimento dei servizi erogati dal privato sociale a favore delle persone più fragili, che proprio durante la crisi vedono una contrazione della spesa pubblica loro destinata.
Tutte le attività di Banca Etica sono possibili grazie al capitale e ai risparmi conferiti da oltre 38mila soci, la gran parte dei quali partecipa al capitale della Banca con quote al di sotto dei 1.000 euro.
Queste persone – che hanno scelto di investire alla ricerca di un ritorno che prima che economico è di valore – non meritano di essere penalizzate.
“Confidiamo che il Governo ascolti la voce dei 7mila piccoli risparmiatori che hanno firmato la petizione in poche ore e siamo certi che le fonti di copertura economica per mantenere l’esenzione dal bollo per i piccoli investimenti si potranno trovare con lievi ritocchi alle aliquote sugli investimenti di grande entità. Il ruolo importante della finanza cooperativa non va disconosciuto”, dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.
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