Previsioni Economiche: Brutte perdite di lavoro e brusco calo dei consumi!
di adminAziende che non pagano più le scadenze e che si fanno finanziare da altre aziende. Fatturati in calo con costi crescenti, liquidità erogata col contagocce e spesso revocata. Banche impegnate sul territorio a drenare le ultime risorse disponibili senza fare erogazioni produttive, al massimo contenitive. Monti che dice, solo uno sciocco poteva pensare che le mie manovre non avrebbero prodotto effetti recessivi, ma il 2013 sarà migliore. Ora che i primi segnali di una possibile ripresa ci sono è indubbio e si riferiscono, in particolare, alla coraggiosa volontà delle autorità europee di muoversi nel solco di quello che avrebbero dovuto fare mesi, se non anni, fa. La blindatura dell’Europa e della finanza mondiale dà la strozzatura al sistema, ma anche fa capire che ci provano seriamente. Solo questo è positivo, la ritrovata unità, perché i dati economici europei saranno entro fine anno un disastro. Il disastro anche nelle ricche province del nord est è quello che molti imprenditori veronesi si aspettano. Circolano voci di nuove operazioni straordinarie sulla liquidità, sempre finanza mai realtà. Per far partire un’ iniziativa il cosiddetto sportello unico che doveva far decollare le imprese è poco più che una chimera (muore una pratica ne nasce subito una nuova) Si invoca la sicurezza, l’Europa, la privacy, per la sanità, per….. e chi vuol rischiare. Tutti dipendenti. E nascono sempre meno aziende A Verona il saldo 2011 è negativo nonostante che l’espulsione dei lavoratori ha creato nuove , obbligate, partite iva. Questo dato è negativo in tutto il nord, dove al Guardia di Finanza fa vedere. I sindacati chiedono di detassare le tredicesime, un regalo di Natale per far fronte del saldo IMU che salasserà le famiglie italiane (anche perché i comuni, si sono messi di brutto sulle seconde case e sugli immobili commerciali che hanno perso, anche per questo, quasi il 50% del valore di qualche anno fa. In Italia le esportazioni del 2012 hanno tenuto, ma non basta, per la ripresa. Monti chiede un summit contro il serpeggiante dissenso contro l’Europa. E’ più che serpeggiante! Non parliamo poi delle sceneggiate, da circo, con tanto di giornalisti al seguito, che gli operai devono improvvisare per farsi sentire ed ascoltare, anche se dicono assurdità. I sindacati incapaci di proporre misure contro la crisi (chiedono soldi e soldi, punto) vogliono farsi sentire dai più disperati per guadagnare consensi di strada. D’altro canto sono le uniche voci, chiedono miliardi dagli altri senza nulla e , proposte serie non ce ne sono. I politici alla Vendola o alla Cappellacci scaricano a Roma le loro incompetenze. Ma quali amministratori abbiamo? In genere non sanno come governare, non sanno far ripartire la macchina, quando lo sanno è impossibile far convergere i guelfi ed i ghibellini italici. Monti dice che solo dopo i tagli si ritornerà virtuosi, è la necessaria premessa anche se non sufficiente, per rinascere. Balle, solo con la produzione di una ricchezza vera, e non quella taroccata degli ultimi anni in tutta Europa, si riuscirà a riprendersi. Prima cosa occorre partire da ampie riduzioni del carico finanziario dato dal sistema bancario che grava sull’economia e che intercetta per se le risorse. Sei uova un euro, sei euro un bonifico!
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