LA GEOLOGIA A PORTATA DI MANO
di adminDa anni, il Museo delle Scienze di Trento investe sulla comunicazione scientifica sperimentando nuove forme di coinvolgimento del pubblico e traducendo in vivaci iniziative culturali argomenti scientifici e tematiche di attualità, che spaziano dalla natura all’ambiente, dalla scienza alla tecnologia. Nel corso del tempo, un occhio di riguardo è stato riservato alle varie disabilità con l’organizzazione di percorsi, visite guidate e sistemi di orientamento utili a rendere il museo quanto più possibile inclusivo e aperto a tutti (con l’utilizzo di didascalie in braille, mappe tridimensionali delle sale, iniziative dedicate).
Raggiungere più categorie di visitatori e dare loro la possibilità di comprendere, e così apprezzare, i tesori geologici dell’area dolomitica in senso lato, significa avvicinarli alle Scienze della Terra, entrare in dialogo trattando di contenuti scientifici vicini alla quotidianità e affrontare temi di importanza strategica come la gestione del territorio e lo sfruttamento delle risorse.
Con questo progetto, il Museo delle Scienze di Trento vuole avvicinarsi in modo costruttivo e permanente anche al mondo della disabilità con l’intento di coinvolgere persone con difficoltà nella sfera della comunicazione come ciechi, ipovedenti e sordi, al fine di agevolare l’integrazione nel tessuto culturale di una fascia non privilegiata della popolazione attraverso la comunicazione della cultura.
Il percorso è frutto di un progetto ideato e coordinato dal Museo delle Scienze di Trento, con il finanziamento della Fondazione Caritro e il coinvolgimento di una rete di enti che operano nel campo della disabilità (UIC – Unione Italiana Ciechi, cooperativa sociale IRIFOR del Trentino, Associazione Progresso Ciechi, ISISS Magarotto – scuola speciale per sordi, Centro del libro parlato di Brescia), della ricerca tecnologica (Fabrica Ludens di FBK – Fondazione Bruno Kessler) e della progettazione di sentieri naturalistici (Azienda Forestale Trento-Sopramonte e Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento).
APPROFONDIMENTO
IL PROGETTO
Avviato ad aprile 2011, il progetto che ha originato il percorso, “Percorsi museali, valorizzazione e fruizione del patrimonio geologico della Provincia autonoma di Trento per persone con disabilità visiva e uditiva”, si è svolto in tre fasi: un primo momento di documentazione e formazione per la rilevazione dello stato dell’arte della museologia per disabili sensoriali e lo studio delle caratteristiche della disabilità visiva, una seconda fase di progettazione e svolgimento di attività didattico-educative a carattere naturalistico-geologico in esterno e in ambienti interni e infine la fase di progettazione e realizzazione del percorso geologico all’aperto.
Il progetto è stato condotto dal Museo delle Scienze di Trento che ha coinvolto una rete di collaborazioni con enti attivi nel campo della disabilità o impegnati in funzioni tutelative, di ricerca tecnologica e di progettazione di percorsi naturalistici. Il dialogo e confronto con questi enti ha permesso di individuare le tecniche più efficaci per trasmettere ai diversamente abili nozioni di carattere geologico, ambientale e naturalistico.
APPROFONDIMENTO
IL PERCORSO GEOLOGICO
Strumento museale permanente all’aperto, adeguato agli utenti disabili ma rivolto a tutto il pubblico, il percorso geologico tattile permette di scoprire – attraverso la ricostruzione di un “mini Trentino” le rocce del territorio provinciale e dell’area dolomitica.
All’interno del nuovo parco adiacente al Giardino Botanico Alpino delle Viotte sono stati posti una ventina di blocchi di roccia di notevoli dimensioni che compongono una mappa geologica semplificata del Trentino. Qui monoliti a litologia diversa rappresentano la natura geologica dei principali massicci montuosi del territorio e ne descrivono l’evoluzione geologica.
Una serie di interventi hanno permesso di adeguare il percorso ai disabili visivi:
è stato posato del ghiaino selezionato per identificare il sentiero da seguire e la traccia del sentiero ricalca la direzione e l’orientamento delle principali valli trentine
tre tipologie di “piazzole a rocce posate” indicano i punti dove svoltare o fermarsi
i pannelli didascalici sono in italiano / inglese e in lingua braille, i caratteri del testo hanno una dimensione agevole e un alto contrasto per facilitare la lettura agli ipovedenti
ogni pannello è corredato da un oggetto fisico che rappresenta la roccia o la località citata nei testi.
Tutto il percorso è stato sviluppato seguendo le indicazioni scientifiche del Museo – per la scelta degli oggetti geologici più significativi – e le istruzioni dei rappresentanti di UIC, IRIFOR e ISISS per le modalità e tecniche di mediazione, e per lo sviluppo di supporti tecnologici.
Per progettare percorsi adeguati, si è tenuto conto di quanto il deficit visivo grave influisca sulla mobilità e sull’orientamento, sull’autonomia personale e non ultimo sulla comprensione delle informazioni che deriviamo dall’esterno. Queste tematiche sono state approfondite attraverso lo studio e il confronto con personale qualificato durante lo svolgimento di attività laboratoriali, svolte nel corso dell’anno e calibrate tenendo conto dell’età dei soggetti e dell’insorgenza della cecità o dell’ipovisione.
APPROFONDIMENTO
PILLOLE…
“La nostra esperienza ha coinvolto ciechi e ipovedenti di un’ampia fascia d’età dai 5 agli 80 anni: persone che presentano deficit visivo dalla nascita e persone con deficit acquisito in tenera o tarda età a causa di differenti patologie. Gli argomenti trattati hanno determinato interesse nelle persone coinvolte e sono stati di stimolo nell’incrementare le capacità di manipolazione tattile e di mobilità in ambienti diversi dal contesto quotidiano. All’interno del progetto la geologia è stata il veicolo per aiutare a superare le barriere fisiche, psicologiche, ambientali e cognitive che il deficit visivo grave comporta, diminuendo la disabilità e favorendo l’integrazione sociale”
Rossana Todesco, referente del percorso assieme a Christian Casarotto per il Museo delle Scienze di Trento
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