IL VENETO PER IL CINEMA: DUE PELLICOLE FINANZIATE DALLA REGIONE ALLA MOSTRA DI VENEZIA

di admin
Sono due i film realizzati con il sostegno della Regione del Veneto che saranno presentati alla 69.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: “Sfiorando il muro” di Silvia Giralucci e “L’uomo che amava il cinema” di Marco Segato.

“La presenza di queste pellicole nel programma ufficiale 2012 della Mostra – spiega il vicepresidente e assessore alla cultura della Regione, Marino Zorzato – testimonia come il Veneto, oltre a offrire straordinarie opportunità per set cinematografici, sia una fucina di professionalità, capacità e creatività in quest’ambito artistico. Per incentivare e supportare il settore, la Regione da alcuni anni ha istituito un Fondo economico a favore delle produzioni di case cinematografiche, locali, nazionali e internazionali, le cui ricadute economiche devono interessare il Veneto, valorizzando nel contempo i talenti di cui il nostro territorio è particolarmente ricco”.

Il film documentario “Sfiorando il muro” sarà presentato sabato prossimo 1 settembre, alle ore 14.30, in Sala Perla al Lido di Venezia (anteprima per la stampa venerdì 31 agosto, ore 9.30, in Sala Grande), nella sezione Proiezioni Speciali Fuori Concorso. La pellicola descrive la Padova degli anni Settanta, di una città che più di altre conobbe la tragica violenza del terrorismo: Silvia Giralucci aveva tre anni quando il padre Graziano, militante del Movimento Sociale Italiano, fu ucciso dalle Brigate Rosse.
“Nel muro di fronte alla casa di mia nonna – racconta l’autrice, che lo scorso maggio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiamato al Quirinale a condurre la Giornata della Memoria per le Vittime del terrorismo – campeggiava la scritta rossa: ‘Fuori i compagni del 7 aprile’. Accanto falce e martello. La leggevo e ogni volta mi interrogavo sul significato. Non facevo domande. Avevo imparato a non farne per non creare disagio attorno a me. Mio papà era stato ucciso il 17 giugno del 1974 insieme a Giuseppe Mazzola nella sede del Msi di via Zabarella dalle BR e in famiglia era di fatto vietato parlare di politica. Per me, che avevo appena compiuto tre anni, fu l’inizio di un vuoto, affettivo, materiale, sociale e anche politico. Sono passati 35 anni e anch’io adesso ho voglia di capire e di superare. Non è un mio problema personale, ma il problema di una città, di una generazione, di un Paese, che per un periodo ha vissuto la politica come un valore omnipervasivo che oscurava persino la pietas per i morti dell’altra parte politica”.
Il film, diretto da Silvia Giralucci e Luca Ricciardi e prodotto da Marco Visalberghi, ripropone immagini di filmini di famiglia e video amatoriali oltre a interviste a chi ha vissuto in quegli anni drammatici: il giudice Pietro Calogero, che firmò gli arresti del 7 aprile 1979, Guido Petter, docente di pedagogia ed ex partigiano che fu bersaglio degli autonomi, Antonio Romito che denunciò alla magistratura i reati degli ex compagni di Potere Operaio, Raul Franceschi, scappato in Francia all’indomani di quel 7 aprile, Stefania Paternò, che condivise con Graziano Giralucci l’impegno politico.

“L’uomo che amava il cinema” verrà invece proiettato domenica 2 settembre, alle ore 11.30, in Sala Volpi, nell’ambito della sezione ‘Le Giornate degli autori Venice days’. Il documentario di Marco Segato è dedicato a Piero Tortolina, un grande e raffinato cinefilo di origini siciliane che ha trascorso gran parte della sua vita a Padova, scomparso nel 2007. Il film ha la forma di un viaggio in cui si incontrano le persone che lo hanno conosciuto e amato o hanno collaborato con lui: la compagna Ornella Buratto, critici e storici del cinema come Tatti Sanguinetti, Enrico Ghezzi, Gian Pietro Brunetta e altri. Segato ha messo a fuoco una figura che è stata punto di riferimento per molte persone che lavorano nel cinema italiano e per generazioni di appassionati e organizzatori di cineclub e festival. Tortolina, laureato in ingegneria ma la cui vera passione era il cinema, dalla fine degli Settanta iniziò a collezionare pellicole, acquistandone anche negli Stati Uniti, creando una delle più importanti cineteche italiane che, alla fine degli anni Novanta vendette alla Cineteca di Bologna. Di lui Tatti Sanguineti ha detto: “Tortolina ha fatto da progenitore a tanti grandi critici di oggi, ma soprattutto è stato quel qualcuno che ha reso possibile vedere concretamente quei film di cui si parlava nelle riviste francesi, inglesi e americane. Non solo un animatore culturale, quindi, ma anche un punto di riferimento, un nume tutelare conosciuto e riconosciuto dagli addetti ai lavori, ma sconosciuto ai più, perché così ha sempre scelto di essere e fare”.
Il regista Marco Segato vive e lavora a Padova. Ha lavorato come assistente alla regia al film di Carlo Mazzacurati ‘La giusta distanza’. Per Jolefilm, casa di produzione con cui collabora da alcuni anni, ha realizzato i documentari ‘Ci resta il nome’, con Mario Rigoni Stern, Andrea Zanzotto, Marco Paolini, Daniel Libeskind e ‘Via Anelli’. Ha curato la regia de ‘Il sergente’ di Marco Paolini e di ‘Pensavo fosse Bach’, concerto-spettacolo di Mario Brunello. Del 2011 è il film documentario ‘Ora si ferma il vento’. Collabora con lo IUAV di Venezia e cura la direzione artistica di Euganea Film Festival e di Detour, festival del cinema di viaggio.

Condividi ora!