Innovazione concreta e competitività: il modello T2I per imprese e startup
di Matteo ScolariL’innovazione non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Roberto Santolamazza, direttore generale di T2I, descrive un modello che integra trasferimento tecnologico, formazione e supporto alle startup, accompagnando imprese e territori in un percorso di crescita sostenibile e concreta.
Che cos’è T2I e quale ruolo svolge nel sistema dell’innovazione?
T2I è una società consortile nata dall’integrazione di diverse realtà del sistema camerale veneto con l’obiettivo di creare un punto di riferimento sul tema del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. È partecipata da tre Camere di Commercio – Verona, Venezia Rovigo e Treviso Belluno – e opera su più territori con sedi e laboratori dedicati. Oltre agli spazi per startup, dispone di laboratori di test e certificazione in diversi ambiti industriali, con tecnologie e competenze specialistiche.
Come si può definire oggi il concetto di innovazione per le imprese?
L’innovazione è un processo sempre più rapido e in continua evoluzione. I due principali driver su cui lavoriamo sono la transizione digitale e quella sostenibile. Non si tratta solo di adottare tecnologie, ma di ripensare prodotti, processi e servizi in una logica circolare. Questo significa progettare fin dall’inizio prodotti che possano essere recuperati, smontati e riutilizzati, riducendo l’impatto ambientale e migliorando al contempo la competitività aziendale.
Quanto è centrale il tema della formazione in questo percorso?
La formazione è fondamentale. In un contesto in cui le tecnologie cambiano rapidamente, non è efficace puntare solo su una specializzazione estrema. È più importante sviluppare consapevolezza e metodo per affrontare il cambiamento continuo. Lavoriamo molto sulla managerialità, aiutando le aziende – spesso di piccole dimensioni – a introdurre competenze strategiche e visione. Parallelamente sviluppiamo percorsi formativi su misura, adattati alle esigenze specifiche delle imprese.
Qual è il vostro approccio al mondo delle startup?
Le startup rappresentano un pilastro fondamentale dell’innovazione. T2I è l’unico incubatore certificato in Veneto e accompagna le nuove imprese lungo tutte le fasi: dall’idea iniziale alla costruzione del business plan, fino alla presentazione agli investitori. Offriamo servizi gratuiti come il “Servizio Nuova Impresa” e percorsi formativi dedicati, come il corso “Dall’idea all’impresa”, che aiutano a comprendere concretamente cosa significa avviare e sviluppare un’attività imprenditoriale.
Come si inserisce T2I all’interno dell’ecosistema territoriale dell’innovazione?
Ci definiamo facilitatori. Non possiamo avere tutte le competenze internamente, ma lavoriamo attraverso una rete ampia e dinamica di esperti, professionisti e università. Collaboriamo, ad esempio, con l’Università di Verona e supportiamo spin-off accademici in diverse fasi di sviluppo. Inoltre siamo punto di riferimento regionale per Invitalia, accompagnando le startup nell’accesso a strumenti finanziari e opportunità di investimento.
Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale per le imprese oggi?
L’intelligenza artificiale è uno dei temi centrali degli ultimi anni, ma va riportata a una dimensione concreta. Il nostro lavoro è aiutare le PMI a individuare soluzioni semplici, immediate e a basso costo per migliorare l’efficienza dei processi. Anche attività apparentemente banali possono essere automatizzate, generando risparmi significativi, fino all’equivalente del lavoro di una persona. Allo stesso tempo è fondamentale sensibilizzare le aziende sui rischi, soprattutto legati alla gestione dei dati sensibili.
Ci sono esempi concreti di applicazione dell’AI nei progetti seguiti da T2I?
Sì, abbiamo sviluppato progetti molto concreti, ad esempio nel distretto del marmo, dove l’integrazione di sensori e intelligenza artificiale ha permesso di ridurre significativamente consumi energetici, utilizzo di acqua e scarti di produzione. In alcuni casi si sono registrate riduzioni anche molto rilevanti, grazie all’individuazione di inefficienze risolte con interventi mirati. Questo dimostra come l’innovazione non debba essere necessariamente complessa o futuristica, ma efficace e orientata ai risultati.
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