Medio Oriente, Ance Verona: «Subito la deroga al Patto di Stabilità»
di RedazioneLa crisi nel Golfo Persico colpisce duramente il settore dell’edilizia veronese. Il blocco dello stretto di Hormuz sta provocando un’impennata dei costi energetici che mette a rischio le opere pubbliche e i progetti legati al Pnrr. Per questo, Ance Verona ha espresso pieno sostegno alla richiesta del Governo italiano di ottenere dalla Commissione Europea una deroga collettiva al Patto di stabilità.
L’allarme dei costruttori
Il presidente dei costruttori scaligeri, Carlo Trestini, ha sottolineato l’urgenza di un intervento coordinato. Secondo l’associazione, il rischio concreto è quello di una fase di stagnazione che potrebbe bloccare i cantieri proprio nella fase cruciale della chiusura dei progetti europei.
«Ha ragione il Ministro Salvini a sollecitare anche oggi un immediato intervento europeo per affrontare questa emergenza energetica senza precedenti. Se non lo facciamo ora, quando?» ha dichiarato Trestini.
Cantieri Pnrr in bilico
Le difficoltà non riguardano solo i costi, ma anche la disponibilità delle materie prime. Le aziende veronesi si trovano oggi in una morsa tra scadenze burocratiche rigide e un mercato internazionale paralizzato.
«Il proseguire del conflitto nel Golfo con il blocco dello stretto di Hormuz sta determinando una situazione insostenibile a livello energetico» spiega il presidente di Ance Verona. «Le imprese sono schiacciate tra il rispetto intoccabile dei tempi di chiusura e materiali introvabili o con prezzi alle stelle».
La posizione del Governo
L’associazione dei costruttori si allinea così alle posizioni espresse in questi giorni dal Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. La preoccupazione principale è che l’attuale crisi energetica possa azzerare i margini di crescita faticosamente recuperati dopo la pandemia. Per Trestini si tratta di una «situazione senza precedenti» che richiede una risposta politica immediata. «Intervenire per prevenire una crisi è molto più conveniente che dover poi tamponarne gli effetti» conclude il presidente.
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