Confcooperative Verona, nasce il Coordinamento del Settore Lavoro e Servizi
di Matteo ScolariVerona si conferma punto di riferimento nel dibattito economico e nel rafforzamento del tessuto cooperativo. Nella sede di Confcooperative in via Sommacampagna 63/H è stato presentato venerdì 27 marzo il nuovo Coordinamento provinciale del Settore Lavoro e Servizi, nell’ambito del convegno “Il futuro del lavoro tra innovazione digitale e nuovi orizzonti geopolitici”, un momento che ha unito analisi degli scenari globali e organizzazione del sistema locale.

Il Coordinamento nasce con una struttura ampia e rappresentativa: alla guida Gianmario Aldighieri, affiancato dalle vicecoordinatrici Giada Palmieri e Claudia Fornalè. Ne fanno parte anche Marco Mechiotti, Claudio Romano, Michele Furlani, Biagio Palmieri e Daniele Garonzi, con il supporto del funzionario Andrea Zanolli e la presenza degli invitati permanenti Fausto Bertaiola e Davide Bulighin. Una squadra che rappresenta 42 cooperative attive sul territorio veronese, capaci di generare quasi 93 milioni di euro di valore della produzione, con oltre 3.500 soci e più di 330 dipendenti, confermando il peso economico del comparto.
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato lo stesso Aldighieri: «Il coordinamento provinciale del settore produzione, lavoro e servizi nasce proprio dall’istanza delle nostre imprese veronesi. Confcooperative è un’associazione particolare che è un movimento sia dall’alto verso il basso con temi nazionali che vengono discussi a livello nazionale e poi ricadono sulle cooperative, sia dal basso, perché la politica è portata avanti dalle cooperative stesse. Le nostre cooperative hanno sentito l’esigenza di avere un luogo dove potersi confrontare, poter fare una politica e poter portare le loro istanze, poter fare delle elaborazioni per costruire un movimento che parte dal basso e poi arriva verso il livello regionale e nazionale».

Il contesto in cui nasce il nuovo organismo è segnato da forti tensioni internazionali che incidono direttamente sull’economia locale. Il presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Veneto, Stefano Citton, ha evidenziato con chiarezza le criticità: «É veramente un momento difficile perché è ormai più di un mese dall’inizio della guerra in Iran, e nonostante gli sforzi per poter abbassare il prezzo dei carburanti, si è già tornati ai livelli precedenti agli aiuti del governo. Con molta probabilità, quello che ci aspetta nei prossimi mesi è veramente un periodo di incertezza per quanto riguarda sia le possibilità di lavoro, ma anche e soprattutto per gli approvvigionamenti e i prezzi alla pompa che devono subire le nostre imprese e il trasporto merci e persone. In momenti come questi Confcooperative è ancora più vicino ai propri associati, bisogna far sentire la propria presenza per evitare che ci sia disorientamento».

Sul piano delle risposte istituzionali, Citton ha aggiunto: «Abbiamo già presentato le nostre istanze anche presso il ministero, unitamente alle altre associazioni di categoria per vedere se ci sono in questo periodo degli ammortizzatori che possono in qualche modo aiutare le nostre cooperative». E guardando al futuro: «Per quanto riguarda le nostre imprese, alcune hanno già iniziato con l’intelligenza artificiale, specialmente nei settori della distribuzione e della logistica. È chiaro che per quanto riguarda il trasporto persone siamo ancora un po’ lontani perché la guida autonoma non è un tema di questi anni, ma sarà più in là nel tempo».
Il tema dell’innovazione è stato centrale anche nell’intervento del presidente di Confcooperative Verona, Fausto Bertaiola, che ha sottolineato: «In tema di lavoro è un percorso obbligato, perché la cooperazione di produzione, lavoro e servizi può essere l’anello di congiunzione tra necessità particolari del territorio e le imprese che devono cercare di essere competitive in un mercato dove la concorrenza spesso non è leale. Il nostro modello di sviluppo valorizza il lavoro umano e per essere competitivi dobbiamo essere più bravi nella specializzazione, nella competenza e nella flessibilità, requisiti che solo un sistema cooperativo come il nostro può garantire».

A completare il quadro, l’analisi macroeconomica del professor Gianluca Toschi dell’Università di Padova, che ha evidenziato la rapidità dei cambiamenti in atto: «Quello che vi avrei detto due o tre settimane fa è diverso da quello che siamo costretti a dire oggi, l’attacco all’Iran ha cambiato completamente gli scenari e ormai ci siamo abituati a un susseguirsi di guerre e destabilizzazioni. Assieme a questo ci sono cambiamenti nelle tecnologie e nella sostenibilità che generano nuove opportunità e ne chiudono altre, tutto questo impatta sul mondo del lavoro».

E ha concluso: «La parola d’ordine è trovare un equilibrio tra questi cambiamenti e non è assolutamente facile, molti pongono dei trade-off. Anche sull’intelligenza artificiale credo che non ne sappia ancora niente nessuno, sicuramente impatterà su alcuni lavori più che su altri, ma non abbiamo ancora ben presente l’effetto complessivo, soprattutto nei processi manifatturieri».
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