Poste Italiane punta dritta su Tim: «Vogliamo guidare la trasformazione tecnologica»
di Matteo ScolariPoste Italiane accelera sul dossier Tim e rilancia la propria visione industriale, puntando a un ruolo centrale nella trasformazione tecnologica del Paese. L’offerta pubblica di acquisto e scambio sul gruppo delle telecomunicazioni viene descritta dai vertici come un passaggio strategico, maturato nel tempo e destinato a ridefinire gli equilibri del sistema.

«L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim rappresenta una naturale evoluzione di un dossier avviato cinque anni fa insieme al Direttore Generale Giuseppe Lasco. Abbiamo fatto il primo investimento un anno fa, quindi possiamo dire di esserci fidanzati con Tim. Adesso siamo fermamente convinti che il matrimonio sia il prossimo passo, e quindi abbiamo proposto a tutti gli azionisti di Tim di venire a bordo dell’iniziativa di Poste», ha dichiarato l’amministratore delegato Matteo Del Fante.

L’operazione si inserisce in una strategia di lungo periodo che mira a creare sinergie tra due grandi player storici italiani. «Due aziende storiche e iconiche come Poste Italiane e Tim, unite, possono proiettare il sistema Italia verso un futuro che sta diventando ogni giorno sempre più tecnologico. Vogliamo essere l’abilitatore della trasformazione tecnologica, delle abitudini degli italiani, persone fisiche, delle imprese, della pubblica amministrazione», ha aggiunto Del Fante.
Accanto alla dimensione industriale, resta centrale il tema del capitale umano. «La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con il Dottor Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati»,ha sottolineato il direttore generale Giuseppe Lasco.

Negli ultimi anni Poste Italiane ha avviato un importante ricambio generazionale, con circa 40mila assunzioni, di cui il 60% under 30, contribuendo ad abbassare l’età media e ad aumentare il livello di qualificazione interna. «Continueremo a investire sulle persone – ha aggiunto Lasco –. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale. Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di TIM con grande motivazione e cultura professionale».
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