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Coin, dalla Regione maggiori garanzie sugli store del Veneto e di Verona

di Matteo Scolari
Dal tavolo regionale odierno ulteriori segnali di stabilizzazione: verso il rilancio del gruppo tra nuovi brand e revisione del modello di business.

Si rafforzano le prospettive di continuità per Coin in Veneto e, in particolare, per il punto vendita di Verona, al centro del confronto tra istituzioni, azienda e sindacati. Dal tavolo regionale odierno convocato a Venezia emerge infatti un quadro più definito rispetto alle indicazioni emerse lo scorso 12 marzo, con garanzie più solide sul mantenimento dello store scaligero.

L’incontro, coordinato dall’assessore regionale Massimo Bitonci insieme all’Unità di crisi aziendali, ha visto la partecipazione anche del Comune di Verona, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali, confermando la rilevanza strategica della vertenza per il territorio.

L'assessore regionale Massimo Bitonci.
L’assessore regionale Massimo Bitonci.

«Siamo molto attenti all’evoluzione della situazione di Coin – afferma l’assessore Bitonci – anche perché da noi, in Veneto, l’azienda gioca in casa, per le origini e per la presenza della sede principale e dei negozi storici. A fronte di una crisi dolorosa, per la quale fino a un anno fa era difficile prevedere un futuro, oggi si intravede invece un orizzonte positivo, caratterizzato dalla revisione del modello di business verso la sostenibilità e lo sviluppo».

Il nodo principale resta quello legato alla sede veronese, ma con elementi di maggiore certezza rispetto al passato. È stata infatti ribadita la volontà dell’azienda di mantenere aperto lo storico punto vendita, mentre proseguono le trattative con la proprietà dell’immobile. Un passaggio che, rispetto alle precedenti comunicazioni, introduce un elemento di maggiore stabilità: anche in caso di esito negativo della trattativa, è già prevista una soluzione alternativa con nuova localizzazione in città, accompagnata da una gestione condivisa del personale nella fase di transizione.

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COIN Excelsior Verona.

Il confronto si inserisce in un percorso più ampio di rilancio del gruppo, che prevede una revisione del modello di business e l’ingresso di nuovi brand strategici, attesi entro fine aprile.

Segnali incoraggianti arrivano anche dagli altri territori veneti: a Vicenza è stata definitivamente esclusa la chiusura del punto vendita, con prospettive di ristrutturazione, mentre a Mestre il ridimensionamento sarà gestito con strumenti condivisi con le parti sociali, privilegiando soluzioni non traumatiche.

«Continueremo a tenere monitorato il percorso in essere – conclude Bitonci – e convocheremo il prossimo incontro regionale con l’azienda e le Parti sociali nella prima metà di maggio».

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