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Quid apre le porte della sede di Avesa: moda sostenibile e inclusione con 170 persone

di Matteo Scolari
Dal recupero dei tessuti alle collaborazioni con oltre 100 aziende partner ogni anno. Anna Fiscale ha raccontato il modello di impresa Quid durante il press day del 10 marzo.

Un modello di impresa che unisce economia circolare, inclusione sociale e collaborazione con il mondo aziendale. È quello di Quid, cooperativa sociale nata a Verona nel 2013 da un’intuizione di Anna Fiscale, che martedì 10 marzo ha aperto le porte della propria sede e dello showroom di Avesa in occasione di un press day dedicato alla stampa.

L’iniziativa è stata l’occasione per raccontare da vicino il lavoro che ogni giorno prende forma nei laboratori della cooperativa, dove 170 persone – molte delle quali con fragilità o a rischio di esclusione lavorativa – sono coinvolte in percorsi di formazione e occupazione.

Il progetto si basa su un principio semplice ma innovativo: dare nuova vita alle eccedenze tessili trasformandole in capi di abbigliamento, accessori e prodotti personalizzati, attraverso un processo di recupero, design e produzione ethically made in Italy ad alto impatto sociale.

«Vogliamo condividere quelle che sono le evoluzioni di Quid e verso che direzione stiamo andando, far vedere la produzione con le nostre 170 persone, la maggior parte con vulnerabilità, e anche i prodotti su cui stiamo lavorando», ha spiegato la presidente della cooperativa Anna Fiscale.

Collaborazioni con le imprese e nuovi prodotti

Negli ultimi anni Quid ha rafforzato in modo significativo il dialogo con il mondo aziendale. Dal 2024 il progetto ha infatti ampliato il proprio focus sulla collaborazione con le imprese, che scelgono la cooperativa per sviluppare accessori, merchandising e divise aziendali. Ogni anno sono oltre 100 i partner che si affidano a Quid, contribuendo a sostenere un modello produttivo che coniuga sostenibilità ambientale e inclusione lavorativa.

«Tenendo sempre saldo il fatto dell’impiego di persone con fragilità, cerchiamo di specializzarci in progetti e prodotti diversi: dagli zaini corporate ai welcome kit per i dipendenti, fino alla produzione di capi per il mondo del lusso», ha raccontato Fiscale.

Tra le collaborazioni citate dalla presidente figurano progetti realizzati per grandi realtà aziendali e brand della moda.

Durante il press day sono stati presentati anche alcuni prodotti della capsule collection Primavera-Estate 2026, tra cui un portachiavi ispirato al fiore di ciliegio, creato in occasione del mese dedicato alla donna, oltre a foulard iconici e accessori in pelle come porta computer e porta documenti. Le nuove proposte spaziano dai colori più classici – nero e marrone – fino a tonalità più vivaci come rosa, lilla, verde Tiffany e verde oliva, disponibili anche nello shop online.

Un modello di impresa sociale in crescita

Fondata nel 2013, Quid è oggi considerata un punto di riferimento nazionale nel mondo della cooperazione sociale e della moda sostenibile.

Alla guida del progetto c’è Anna Fiscale, nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2020 e recentemente entrata nel comitato consultivo per le imprese Impact del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, organismo dedicato allo sviluppo di strategie per favorire modelli di impresa ad impatto sociale.

«Il nostro obiettivo è dare nuova vita alle persone e ai tessuti. Il nuovo incarico al comitato Impact del ministero servirà anche a studiare soluzioni e sinergie tra profit e non profit per incentivare gli acquisti verso il mondo non profit», ha spiegato Fiscale.

Lo sguardo al futuro

Guardando ai prossimi mesi, uno degli appuntamenti centrali sarà l’evento annuale Quid, previsto il 21 maggio, che ogni anno riunisce oltre 400 tra partner, clienti e stakeholder.

L’edizione 2026 coinvolgerà i partecipanti in “Bigger Game”, un format realizzato in collaborazione con il Consorzio Elis. Ma la soddisfazione più grande, per la fondatrice, resta quella che si vive ogni giorno all’interno dei laboratori.

«Entrare nel laboratorio e vedere le persone che lavorano è la soddisfazione più grande. Siamo cresciuti sempre di più e oggi siamo 170, con anche due laboratori in carcere a Montorio, femminile e maschile: è questo che tiene viva la motivazione ogni giorno», conclude Fiscale.

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