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Acque Veronesi, un futuro fatto di reti: idriche e umane

di Redazione
Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi, ha parlato del futuro dell'azienda -che sta per compiere 20 anni - nella nuova edizione di Veronesi Protagonisti 2026.

È stato un anno di intenso lavoro quello di Acque Veronesi. Il 2025 si è distinto per un record di investimenti che hanno superato gli 80 milioni di euro, una cifra che fino a pochi anni fa rappresentava l’intero piano triennale delle opere. A questo si aggiungono nuove infrastrutture strategiche per il territorio, realizzate grazie a oltre 50 milioni di fondi PNRR. L’anno si è concluso con uno slancio verso il futuro, segnato dalla presentazione di una proposta per la creazione di una piattaforma di ricerca e innovazione condivisa tra i gestori europei, iniziativa portata direttamente all’attenzione della Commissaria Europea dal presidente Roberto Mantovanelli, alla guida dell’azienda da otto anni e prossimo alla conclusione del suo terzo mandato.

La storia di Acque Veronesi è ancora giovane: l’azienda sta infatti per compiere vent’anni. «La nostra è la storia di una società che appartiene ai veronesi, nata con lo scopo di tutelare un bene prezioso come l’acqua – ricorda Mantovanelli -. L’identità di “Custodi dell’Acqua” esprime l’impegno quotidiano nel garantire acqua di qualità a famiglie, servizi e imprese, e nel curarne il recupero e la depurazione per restituirla all’ambiente, affinché prosegua il suo ciclo naturale».

In due decenni il ruolo dell’azienda è profondamente cambiato, passando «da gestori di un servizio a responsabili di una risorsa» spiega Mantovanelli. Questo cambio di prospettiva richiede investimenti costanti, innovazione tecnologica, digitalizzazione per ridurre le perdite e nuove infrastrutture capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini di oggi e di domani. «Il valore che acquisiamo nel tempo corrisponde esattamente al valore che siamo capaci di generare per il nostro territorio», sottolinea il presidente, ricordando come tutto ciò sia possibile grazie alle persone che ogni giorno lavorano “al servizio dell’acqua”.

Guardando avanti, tutela della risorsa e tutela dell’ambiente si dimostrano sempre più inseparabili. Il futuro dell’acqua dipende da scelte strategiche sistemiche che coinvolgono l’intera comunità: i sindaci soci dell’azienda, con cui vengono condivise le linee di sviluppo; i cittadini, che devono diventare soggetti attivi nella salvaguardia del bene comune; il mondo della ricerca, essenziale per ridurre sprechi ed emissioni e per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Per Mantovanelli, il futuro di Acque Veronesi «sarà sempre più un futuro di reti: quelle idriche, ma anche quelle umane».

In questo scenario, la relazione più importante resta quella con la popolazione. «La fiducia dei cittadini è la nostra risorsa più preziosa», afferma il presidente. Una fiducia costruita quotidianamente dal lavoro di tecnici e operatori, spesso poco visibili ma sempre presenti, che alimentano un legame con la comunità capace di andare oltre il semplice servizio per trasformarsi in un vero patto di responsabilità collettiva.

Da gestori di un servizio a responsabili di una risorsa

Il presidente Roberto Mantovanelli ha sottolineato come in vent’anni Acque Veronesi abbia vissuto un’evoluzione profonda. «Il nostro ruolo è passato da gestori di un servizio a responsabili di una risorsa», ha spiegato. Un cambiamento che implica una visione più ampia e un impegno costante nell’innovazione. Per affrontare le sfide future, l’azienda investe in nuove tecnologie, digitalizzazione e infrastrutture più efficienti, con l’obiettivo di ridurre le perdite, migliorare la qualità del servizio e proteggere una risorsa sempre più preziosa come l’acqua.

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