Vino: rivoluzione nel Disciplinare del Bardolino: dopo il “Chiaretto”, anche le Sottozioni «Montebaldo», «La Rocca» e «Sommacampagna».
di adminIn tal modo, viene rilanciata una delle più importanti denominazioni Venete, che con più di 250.000 quintali di uve, raccolte nell’ultima vendemmia, rappresenta una delle più conosciute ed importanti Doc italiane. Un ruolo centrale mantiene Chiaretto, vino che, nel mondo dei rosati, fa storia a sé, per stile e codifica produttiva, che, già oggi, lo colloca come prodotto di riferimento, per la categoria in ambito nazionale. «Una rigenerazione quanto mai utile, per una Denominazione, che con la crisi del turismo del Garda, sta soffrendo, ma ha tutte le carte in regola, per tornare ad interessare i consumatori», dichiara Davide Ronca, presidente di Coldiretti, per la zona del basso Lago e vicepresidente del Consorzio. Ancora Ronca: «Questo è il risultato della determinazione dei produttori e della loro chiara visione strategica. Significativo è che, in etichetta, si leggerà “Chiaretto di Bardolino” e non più “Bardolino Chiaretto”». L’introduzione delle tre sottozone permette di ridare ruolo alla versione «Rubino», così denominata, fin dalla fine del 1800, per il suo colore squillante.
Si recupera, quindi, una storica vocazione, che mira ad arricchire il panorama del Veneto, dominato con il 75% della produzione di vini bianchi, di un rosso, che fa della piacevolezza di beva e della longevità, i suoi elementi distintivi e di interesse per i consumatori italiani e stranieri. Vini particolari e apprezzati, che, frutto dell’uva, offerta dalla natura, ma, anche dall’impegno e dal lavoro dell’uomo, sono storia. Nella foto: Davide Ronca.
Pierantonio Braggio
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