DUE VOLUMI PER LE FESTE: “Le cronache della Fortezza” la storia di Legnago, dal ‘600 all’800 e il volume “Tesori e Giacimenti culturali della Provincia di Verona”
di admin Ci fa grande piacere che Maddalena Faedo, responsabile dell’Ufficio Stampa della Camera di Commercio di Verona, con sua del 2 gennaio 2020, ci abbia segnalato una strenna natalizia tutta particolare – il Natale, come grande festività, dura sino all’Epifania, compresa – per gli amanti della storia veronese, dal titolo: “Le Cronache della Fortezza”, edizione critica delle cronache legnaghesi, basate su tre manoscritti inediti, trovati nella Biblioteca della città atesina. In tal senso, Andrea Ferrarese e Renzo Vaccari, storici e studiosi della Bassa Pianura Veronese, hanno raccolto e propongono due secoli di storia di Legnago, grazie alla lungimiranza dell’Associazione legnaghese degli Avvocati Forum Lemniaci e di un gruppo di Imprenditori della cittadina. Grande segno di volontà di conoscenza e di cultura. “Il libro continua il ciclo di cronache storiche, iniziato dieci anni fa. Allora, pubblicammo i manoscritti, disponibili, dalle origini di Legnago al ‘500, ora abbiamo raccolto, in un unico volume, tutto il materiale a disposizione, relativo ai secoli del ‘600, ‘700 e ‘800” – evidenzia Ferrarese, già direttore della Fondazione Fioroni di Legnago, per oltre 10 anni, e, attualmente, direttore del Centro Studi Dino Coltro, Verona, e autore di oltre 150 pubblicazioni tra monografie, curatele, edizioni critiche e saggi. “Legnago è una delle poche comunità del Veneto ad aver pubblicato, grazie a questo volume, tutti i manoscritti disponibili delle proprie cronache. Le ‘Cronache della Fortezza’ costituiscono un fondamentale tassello, per la conoscenza della nostra storia locale”, aggiungono gli avvocati Lelio Limoni e Alberto Casalini, rispettivamente, presidente e segretario dell’Associazione Forum Lemniaci. “Per questo, la nostra Associazione, per il suo esordio editoriale, ha scelto di contribuire alla pubblicazione di questo libro, benchè non si tratti di un testo giuridico”. “Lo studioso e il curioso hanno a disposizione una serie di dati e d’informazioni, su due secoli di storia di Legnago – conclude Giuseppe Riello, uno degli imprenditori, che ha sostenuto l’opera di Ferrarese e Vaccari. “Tantum scimus, quantum memoria tenemus”, ci ricorda il memorialista Carlo Bianchi, nel primo dei tre manoscritti, aggiungendo che: “La conoscenza delle vicende del nostro passato è il viatico per il nostro futuro; e, per la Vecchia Legnago, il futuro non potrà essere che fausto, fino che ci saranno uomini, così attenti e appassionati alla sua storia, che è poi la nostra storia”. Il volume mira, dunque, a porre in luce tre cronache di tre autori, sulla storia di Legnago: approcci diversi, tre manoscritti, trovati, come citato, da Andrea Ferrarese e Renzo Vaccari. Il manoscritto Bianchi, racconta le cronache locali, fra il secolo diciassettesimo e il diciottesimo, il manoscritto Venturini è imperniato, sul diciottesimo secolo, e il manoscritto Nalin, riguarda il diciannovesimo secolo, letto attraverso la narrazione di un segretario comunale, lo stesso Nalin, appunto. Ottima iniziativa, quella sopra descritta – ci siamo tenuti molto strettamente legati al comunicato originale, per meglio riportare i dati più importanti dell’assunto – che sottolinea la volontà di ricerca e di studio della propria storia, storia di Legnago, che, poi, è anche storia di Verona, e volontà di dare sempre maggiore spazio alla cultura locale, che, molto correttamente, va curata e costantemente alimentata.
Pierantonio Braggio
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