E Cattolica Assicurazioni Va…. a 4,45. Ora aspettiamo notizie, in particolare sul diritto di recesso.
di adminCogliamo l’occasione di questa ulteriore, improvvida, discesa del titolo di Cattolica Assicurazioni sul mercato borsistico, per cercare di capire alcuni scenari possibili nei prossimi giorni. Crediamo che, di notizie ragionate, dopo quelle ad uso spettacolo ed altro che abbiamo visto, ce ne sia bisogno. Le uniche certezze sul futuro potremmo leggerle da comunicati ufficiali della Compagnia . Immaginiamo che l’argomento possa interessare azionisti, soci, dipendenti e tutti gli stakeholders che ruotano attorno a Cattolica, per cui ci attendiamo interventi della società o delle autorità sui prossimi passi.
Prima un rapido riepilogo. Cattolica andrà ad aumentare il capitale fino a 500 mln nei prossimi anni, come richiesto da IVAS. Parte di questi, 300, sono stati riservati, limitando il diritto di opzione, a Generali Assicurazioni che diventerà così il primo azionista. Inoltre, in base all’accordo stipulato tra Cattolica e Generali, altre rispettabili clausole, come la trasformazione in Spa, cominceranno a produrre effetti.
L’aumento di capitale per Generali è fissato a 5.50€ e dovrebbe aver luogo entro il 31/10/2020. Intanto la cooperativa prosegue fino al 31/3/2021 e quindi fino a quella data continueranno ad esserci soci ed azionisti, decine di migliaia. Per chi non ha condiviso la scelta di trasformare la società in Spa, sia chi ha votato contrario, sia chi non ha partecipato al voto ( la stragrande maggioranza dei soci), si è aperta la possibilità di recedere. Il recesso è il potere riconosciuto al singolo socio di sciogliere il rapporto societario e chiedere il rimborso dei suoi soldi. La percentuale di chi ha chiesto il recesso entro il 24/9, in termini di capitale, è stata pari a poco più dell’11, 6%, corrispondenti a 20.294.811 di azioni, come recita il comunicato della società. La procedura di recesso è assai complicata, ma la società ha già stabilito, e non ci pare ci siano state contestazioni ad oggi, che il prezzo di recesso sia pari a 5,47€ per azione. Se qualche socio avesse protestato il prezzo, contestualmente alla dichiarazione di recesso, si sarebbe aperto un contenzioso legale, che successivamente richiederebbe del tempo per essere dipanato. Noi presupponiamo che nessuno abbia contestato il prezzo proposto da Cattolica e quindi si possa passare al resto. Però sarebbe utile saperlo dalla Società giusto per una prospettiva sui tempi. Proseguiamo nella nostra ipotesi dando per scontato che non vi siano state contestazioni. Questo facilita un po’ la procedura ma non la completa.
Cosa può accadere quindi? Diverse sono le ipotesi per pagare ai soci i 111mln di euro, circa, che rappresentano le richieste di recesso. Prima ipotesi: qualcuno compra le azioni, oppure tanti azionisti le comprano pro-quota. Ciò consente di esercitare il diritto di opzione ( potrenne farlo ad es. Buffet). Se nessuno degli azionisti procede, allora possono acquisirle terzi sul mercato. Ma può darsi che tutte o parte di questi titoli non trovino acquirenti, ed allora è la società che deve rimborsare al socio . Dove troverà Cattolica oltre 110 milioni, ammesso che ci siano riserve o utili disponibili? Ricordo, inoltre, che Cattolica ha la proprietà di svariati milioni di azioni proprie comprate negli anni passati.
Se nessuno dei soci opta per l’acquisto, e se il mercato non le compra a 5.47 quando la quotazione è a 4.45€, cosa potrebbe succedere? E se non ci sono riserve ed i relativi soldi? Allora agli amministratori non resterà altro che convocare una assemblea straordinaria per ridurre il capitale.
Ma anche in questo caso possono sorgere problemi. Si applica, infatti, la disciplina prevista per la riduzione volontaria del capitale
sociale (art. 2445 commi 3 e 4); ricordiamo che in quei casi è prevista l’opposizione dei creditori sociali alla riduzione (ad esempio un fornitore). Nel malaugurato caso che questa opposizione vi sia, e che il tribunale l’accolga, la società dovrà sciogliersi. Ora non crediamo che questa sia la fine di Cattolica, ma è evidente che questa operazione di trasformazione voluta dal CDA a seguito dell’accordo di Generali ha creato moltissime questioni di cui alcune ancora da risolvere. C’è chi auspica una OPA , Offerta Pubblica di Acquisto, di Generali Assicurazioni che metterebbe fine formalmente all’autonomia di Cattolica Assicurazioni . Purtroppo questo pare lo scenario più plausibile.
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