Considerazioni sull’imposta municipale sui capannoni industriali.
di adminIl fatto che l’imposta IMU sui capannoni industriali viene introitata al 100 % dallo Stato Italiano inquadra benissimo lo stato di attuazione dell’autonomia fiscale all’interno dell’ordinamento italiano.
Le imposte dovrebbero rappresentare una somma di denaro che un privato cittadino deve alla Pubblica Amministrazione in cambio di una prestazione erogata dalla stessa. Per ogni imposta versata dovrebbe esserci una controprestazione da parte della Pubblica Amministrazione.
Dobbiamo sottolineare che un’imposta che colpisce gli immobili in genere dovrebbe rappresentare un’entrata propria del Comune e con tale introito il Comune dovrebbe realizzare la viabilità e gli altri servizi come l’illuminazione che dovrebbe valorizzare il bene immobile stesso (controprestazione). Con più si paga più si valorizza l’immobile con le opere pubbliche.
In realtà con l’attuale normativa addirittura l’introito dell’IMU sui capannoni finisce al 100% Stato italiano.
L’imposta sul capannone che finisce alla Stato è addirittura ancora più ingiustificata rispetto agli altri immobili perché questa tassa dovrebbe anche risarcire il Comune sia per le spese che deve sostenere per riparare le strade (dove transitano mezzi pesanti che rovinano le stesse) sia per l’inquinamento prodotto dalle fabbriche.
Non dobbiamo dimenticare inoltre che l’importo eccessivo dell’IMU sui capannoni in questo momento ne sta deprimendo il valore ed è causa della grossa crisi immobiliare che sta colpendo gli immobili commerciali.
Questo è solo un piccolo esempio del maldestro stato di attuazione dell’autonomia fiscale in italia.
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