Verona, forti e torricelle. Visite guidate alla 1ª Torre massimilianea e a Castel San Felice.
di adminIl Comune di Verona dispone di ben sedici gigantesche opere militari, importanti, dal punto vista storico ed artistico, denominate “forti o “bastioni”, costruite dall’allora Regno Lombardo-Veneto, di derivazione dell’Impero austro-ungarico, fra il 1833 ed il 1866. Ogni costruzione ha una propria denominazione: Chievo, Croce Bianca, Spianata, San Zeno, San Massimo, Fenilone, Santa Lucia, Porta Palio, Porta Nuova, Tombetta, Santa Caterina, San Michele. A queste opere, in opus poligonale, opus, atto a fare sì che un’eventuale bomba d’artiglieria, anziché abbattere un tratto di muraglia, creasse solamente un foro, dedicò il suo ingegno l’ingegnere-ufficiale tedesco-austriaco, Franz von Scholl (1722-1838). Accanto alle opere, sopra indicate, l’Austria risistemò, sempre a Verona, l’antico Castel San Felice, e costruì quattro imponenti fortificazioni circolari, sulle colline veronesi, dette massimilianee, perché ispirate alle trentadue “Türme” o torri circolari, fatte costruire dall’arciduca Massimiliano Giuseppe d’Austria-Este (1801-1863), negli anni 1831-1837, a difesa della città di Linz, Austria, e ancora colà esistenti. Le quattro veronesi torricelle – voce, quest’ultima, un po’ diminutiva, rispetto all’effettiva, massiccia entità delle stesse – erano, piccole fortezze autonome, dotate di cannoni, che avrebbero sparato, dall’interno delle stesse, e di fucileria. Una modesta premessa, per dire che “Verona Fortificata”, con due appuntamenti, farà conoscere la 1ª Torre massimilianea, sabato 14 settembre, e Castel San Felice, sabato 21 settembre, con visite guidate pomeridiane gratuite e possibili, iscrivendosi al sito veronafortificata.comune.verona.it e scegliendo in ‘eventbride’, data e ora di partecipazione. Quanto alla presentazione, da parte di associazioni, di privati e di professionisti, di progetti, per il riuso sostenibile e la valorizzazione dei citati forti e strutture ex-militari, essa va eseguita entro lunedì, 30 settembre 2019. Ad oggi, sono giunte complessivamente 8 proposte: 2 per Forte Sofia, 2 per Castel San Felice, 2 per Forte Chievo, 1 per Forte Preara e per Forte Lugagnano. In tal senso, contattare “Verona Fortificata”, Comune di Verona, sezione ‘Proposta progettuale’. Le nuove iniziative sono state presentate, dagli assessori alla Pianificazione urbanistica e all’Ambiente, Ilaria Segala, ai Rapporti con l’Unesco, Francesca Toffali, e ai Lavori pubblici, Luca Zanotto. Era presente anche la consigiere Paola Bressan.“Sia la Torre Massimiliana, che Castello San Felice – ha detto l’assessore Segala – sono strutture che i veronesi probabilmente non hanno mai visto. Quella offerta da Verona Fortificata, quindi, sarà un’occasione pressoché unica per scoprirli, vederli e conoscerne la storia. Affinché tornino a vivere, però, è necessario che questi luoghi e gli altri forti, che sono parte della nostra memoria storica, abbiano una destinazione e una finalità definita. Per questo, invito chi fosse interessato ad avanzare le proprie proposte: siamo aperti alle nuove progettualità, le valuteremo per provare a mettere in rete questo nostro straordinario patrimonio architettonico, storico e turistico”. “L’anno prossimo – ha affermato l’assessore Toffali – ricorreranno i 20 anni, dal riconoscimento di Verona come città Patrimonio dell’Unesco. Stiamo organizzando, in collaborazione con l’assessore Briani, mostre, convegni e visite guidate, direttamente sulla cinta muraria e sui forti in modo da sviluppare percorsi non convenzionali di scoperta della città. Ma, siamo pronti ad avviare anche una campagna di verifica sugli abusi realizzati in questi anni sulle Torricelle nei confronti del sistema murario, sovrapponendo il catasto napoleonico a quello attuale. Le verifiche riguarderanno sia la presenza di eventuali edifici abusivi, che la chiusura, con cancelli o sbarramenti, di percorsi lungo le mura. Si tratta di irregolarità che non possono essere sanate”. “Ricordo che sono i volontari e le associazioni a rendere possibili queste visite – ha detto l’assessore Zanotto –. La loro passione e il loro impegno rappresentano un fondamentale contributo, per la tutela di questi luoghi. A loro, quindi, va un doveroso ringraziamento”.
Pierantonio Braggio
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