Interventi di manutenzione del Comune di Verona. Riguardano strade e marciapiedi e obbligo di misure, atte a prevenire smottamenti e dissesto idrogeologico.
di adminQuanto al settore privato – come rilevato da Polizia locale e Regione – è risultata la mancanza di adeguati impianti, in località Mizzole, di smaltimento delle acque pluviali, che consentano il corretto deflusso delle piogge, a monte, e l’assenza di vegetazione a copertura del terreno e nelle scarpate, tali da originare fenomeni di dissesto idrogeologico, che causa danni, nelle strade, a valle. Entro il 7 luglio, quindi, dovranno essere effettuati, a carico privato, interventi per il contenimento e raccolta delle acque meteoriche, con la realizzazione o riordino di canalette e fossi, vasche di raccolta dell’acqua e drenaggi. Questo, per favorire lo smaltimento naturale dell’acqua piovana, riducendone al minimo la caduta o lo smottamento incontrollato di terra e di fango, su strade e zone sottostanti l’area collinare. “Nuove ed importanti risorse – spiega l’assessore alle Strade, Marco Padovani – stanziate a favore delle Circoscrizioni, con particolare attenzione alle aree gravemente colpite dall’alluvione del 2018. Gli interventi avranno inizio, con il prossimo autunno, e garantiranno la sistemazione di diverse strade e marciapiedi della città”. Quanto all’imposizione di costruttive sistemazioni dei terreni privati, “non si tratta di colpire le attività imprenditoriali – sottolinea l’assessore Polato –, ma di garantire il rispetto delle regole e, di conseguenza, la sicurezza della collettività. La cattiva gestione di questi terreni è stata, in più occasioni, causa di ripetuti smottamenti di fango e di acqua, su via Oliveto. Una situazione di pericolo, a danno di tutti, che non deve mai più verificarsi, costituendo anche un notevole aggravio di costi per la città. Per questo, quando saranno riscontrate gravi ed effettive colpe, a carico dei privati, stiamo valutando di fare pagare loro i costi degli interventi di sistemazione, oggi, purtroppo, a carico di tutti i veronesi”. Purtroppo, per destinare aree, sinora incolte, a nuove coltivazioni, si mette mano a terreni intonsi e dotati di solidità e di resistenza alle acque, non prevedendo accorgimenti tecnici, atti a frenare le stesse e ad evitare smottamenti da esse creati. In tal senso, occorre massima, preventiva attenzione, o, meglio, non toccare i terreni stessi.
Pierantonio Braggio
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